rivista anarchica
anno 41 n. 367
dicembre 2011 - gennaio 2012


ai lettori

aspettando BrAssens

Dibattito. Qualcuno vuol conoscere l’opinione “ufficiale” degli anarchici sulla manifestazione del 15 ottobre scorso a Roma, in particolare sulle violenze di piazza e sulla repressione? Se la cerca qui, sbaglia indirizzo: noi non registriamo né tantomeno “diamo” la linea, semplicemente perchè questa linea, questa posizione unica degli anarchici, non c’è. E manco la ricerchiamo. Nell’Ai lettori dello scorso numero abbiamo cercato di chiarire l’importanza che noi diamo al confronto delle opinioni e delle sensibilità rispetto alla esasperata ricerca di una posizione comune, che è spesso impossibile e comunque non ci interessa.
Lo dimostrano anche i tre scritti in apertura di questo numero, firmati rispettivamente da Massimo Varengo, Andrea Papi e Adriano Paolella. E, a loro modo, anche l’intervento di Maria Matteo, l’intervista di Orsetta Bellani a Nicoletta Dosio (“storica” militante no-Tav della Valsusa, nonché esponente del PRC) e le considerazioni proposte da Monica Giorgi dopo un viaggio a Barcellona tra le indignadas e gli indignados, contribuiscono ciascuno con la propria, diversa, sensibilità alla conoscenza e all’interpretazione dei nuovi movimenti.
Fornire elementi di riflessione, contribuire al dibattito e stimolarlo, guardare alla storia sempre tenendo presente la massima secondo cui “l’esperienza è quella cosa che garantisce la possibilità di non ripetere i vecchi errori, ma di poterne fare altri”. Con spirito aperto, con ironia e auto-ironia. Che non guastano mai, anche – e soprattutto – quando il gioco si fa duro (e i famosi duri cominciano a giocare).

Urupia. Ben 17 pagine di questo numero sono dedicate alla comune Urupia, un’esperienza di autogestione e alternativa agro-alimentare di cui abbiamo più volte scritto su “A”. La scorsa estate il “nostro” fotografo Roberto Gimmi c’è andato, per realizzare un servizio prevalentemente di immagini. Con anche il resoconto della settimana trascorsa lì: una settimana di foto e di lavoro, perchè le comunarde (e leggetevi perchè si fanno chiamare così) giustamente non fanno sconti a nessuno. Se vuoi essere ospitato, devi partecipare in qualche modo al lavoro collettivo. Regola che vale per tutti, anche per i fotografi di “A”. Se Roberto l’avesse saputo prima...

Brassens. Il 2011 è stato anche l’anno di Georges Brassens. A 90 anni dalla nascita e a 30 dalla morte, il cantautore francese è stato ricordato con numerose iniziative, non solo in Francia. La principale è stata indubbiamente, a Parigi, la Mostra a lui dedicata. In zona più vicina alla nostra redazione, e cioè a Milano, numerose serate sono state organizzate dagli amici e compagni del circolo ARCI “La Scighera” (a proposito, potete leggere la sua storia, scritta da Dino Taddei, uno dei suoi fondatori).
E proprio con due della Scighera, Laila Sage e Lorenzo Valera, stiamo preparando un dossier su Brassens che dovrebbe uscire in “A” 369 (marzo 2012). Se qualcuno dei nostri lettori ha idee e proposte in merito, si faccia vivo con la nostra redazione. Come sempre, siamo aperti al contributo di tutti (tanto qualcuno ha inventato il cestino e noi ne possiamo sempre approfittare...).
A proposito della mostra parigina, Laura Monferdini – che riaprirà, il prossimo 18 febbraio, lo storico negozio che in via del Campo, nel cuore di Genova, è stato per anni dedicato principalmente al nostro amico Fabrizio De André (e che ora si chiamerà Via del Campo 29 rosso) – l’ha visitata e ne scriverà per “A”.