rivista anarchica
anno 39 n. 342
marzo 2009


ai lettori

Gaza, Antisemitismo, ecc.

 

In questo numero. Dopo l’intervento (“A ovest di Gaza”) di Maria Matteo sullo scorso numero, questa volta ospitiamo due interventi sulla situazione mediorientale, ad opera di altri due nostri stretti collaboratori, e altrettanti 3 scritti sull’antisemitismo e sull’Olocausto.
Andrea Papi analizza le recenti vicende belliche e più in generale il contesto nel quale sono maturate, facendo esplicito riferimento alle tradizionali posizioni antibelliciste e antistataliste degli anarchici. Nessuno schieramento al fianco di alcuna delle due (o più) parti in conflitto, ma spirito critico sempre acceso e approccio umano e libertario contro i mostri generati dai nazionalismi e dagli isterismi religiosi. D’altra parte, non a caso l’ultimo libro di Andrea Papi (di cui riportiamo l’introduzione minima) si intitola proprio “Per un nuovo umanesimo anarchico”.
Francesco Codello analizza in particolare l’ideologia e il ruolo di Hamas, l’organizzazione islamica e islamista che governa democraticamente a Gaza (anche il buon Adolf fu democraticamente eletto e governò in perfetta legalità…), nel cui programma sono auspicate la distruzione dello Stato d’Israele (anzi, dell’entità sionista) e, già che ci siamo, l’eliminazione degli ebrei dalla faccia della terra. Quest’ultimo punto collega Hamas ai nazisti, in una linea di continuità storica con lo schieramento al fianco del nazifascismo del Gran Muftì di Gerusalemme e del mondo islamico in generale durante la Seconda Guerra Mondiale. Eppure nell’estrema sinistra, per odio antiisraeliano e per altre ragioni, la simpatia per Hamas in questi ultimi tempi è divenuta sempre più diffusa: bene fa Codello a fissare qualche paletto.
Alcune riflessioni sulla Memoria, sulla Shoah e sui negazionisti ci offrono Carlo Oliva, Milena Magnani e Antonio Cardella.
Il primo ripercorre il “clamoroso” scontro mediatico tra i lefebvriani riaccolti in seno alla grande madre chiesa e il loro insopprimibile antisemitismo, parte (coerentemente) costituente del loro tradizionalismo cattolico. La Magnani, autrice di un bellissimo libro sul mondo dei Rom (da noi recensito su “A” 339, novembre 2008), affronta criticamente la questione del senso di una “ricorrenza” quale la Giornata della Memoria. Antonio Cardella denuncia il carattere regressivo per l’intera società rappresentato dalle svastiche dipinte sulle vetrine di negozi di commercianti ebrei a Roma.
Il dossier di copertina è dedicato al tema teatro/carcere. Il testo è di Cristina Valenti, che più volte nel corso degli anni ha riferito sulla nostra rivista di spettacoli teatrali nati dietro le sbarre. Le fotografie sono di Roberto Buscarino, il più noto tra i “grandi” della fotografia teatrale in Italia. Sempre eminentemente fotografico è il servizio che dal Cairo – una tappa del suo giro del mondo in barca – ci ha inviato l’elbano Umberto Segnini, dopo esser stato con la sua compagna per sei giorni in un’isola “anarchica”, ora abitata solo da militari. Si trova tra la Sardegna e la Tunisia. Se volete saperne di più, andate all’articolo.
È possibile che un prete la canti più giusta di un anarchico? Secondo Pietro Ferrua, autore del racconto ispirato alla sua esperienza in Oregon (dove vive e insegna all’Università), sì. Prevediamo che molti non saranno d’accordo.
Come sempre. Come si conviene ad una rivista anarchica.