Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 15 nr. 132
novembre 1985


Rivista Anarchica Online

Non dimentichiamo la sinistra pacifista in Israele

Sui grandi temi della questione mediorientale abbiamo pubblicato, in questi anni, vari articoli, sostenendo in genere tesi molto lontane da quelle della sedicente "sinistra rivoluzionaria" (tutta schierata in un'acritica esaltazione della "lotta armata" e dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina). Ci siamo sempre rifiutati di schierarci con gli uni o con gli altri, denunciando invece la responsabilità degli Stati, delle religioni, del fanatismo e del conformismo comunque mascherati.
La recente vicenda della "Achille Lauro", con tutti gli sviluppi che l'hanno seguita, ha costituito l'occasione per una ripresa d'interesse verso la situazione mediorientale e per la riproposizione di tante menzogne, strumentalizzazioni, slogan. Pur di non diventare, seppur involontariamente, parte di questo coro, preferiamo rimandare ad altro momento un'analisi approfondita della questione.
Ci limitiamo a pubblicare in questa rubrica, uno stralcio da una lettera (datata 16 ottobre) di Gianfranco Bertoli, detenuto nel carcere di Porto Azzurro.

Carissimi compagni,
questi ultimi giorni mi ha dato molto da pensare la questione delle "scelte di campo" della classe politica italiana sulla questione "mediorientale". Quello che mi parrebbe molto opportuno (nessuno lo fa) sarebbe che in Italia si venisse a sapere qualcosa di più sulla sinistra pacifista israeliana e sulle sue posizioni.
Io manco da troppo tempo da laggiù per sapere come stanno oggi le cose, ma credo che non sia tutto cessato l'impegno di quei compagni ("lato sensu") israeliani che, anni fa, portavano avanti una lotta molto difficile (e misconosciuta da tutti in Europa) per cercare di far cessare l'assurdo odio reciproco tra popolazione ebraica e quella di lingua araba (posizione questa che mi è sempre apparsa più progressista e anche "rivoluzionaria" di quella della "sinistra" europea allineata sulle tematiche nazionaliste di Arafat & C.).
Quello che voglio dire è che esiste un Israele che è "altro" rispetto all'immagine bellicistica che ne danno i giornali della sinistra europea.
Vorrei anche dire che si può benissimo disapprovare la politica dello Stato israeliano, senza per questo leccare il culo a chi vorrebbe cancellare quel popolo (propositi questi molte volte espressi pubblicamente da quello stesso Arafat che ora Craxi e Andreotti considerano un "pacifista"). Credo che analogie come quelle fatte da Andreotti che ha tirato in ballo le Fosse Ardeatine, siano infami e che non sia giusto che il compito di rimbeccarlo debba venire delegato a ...Spadolini!
Ci sono cose, con tutta la comprensione ai palestinesi (che, dopotutto non è neppure vero che siano stati scacciati, perché quelli che se ne erano andati l'avevano fatto dietro istigazione del Muftì di Gerusalemme e col proposito di tornare dopo che gli ebrei sarebbero stati sterminati) di cui non si può rifiutarsi di tener conto: le bombe negli autobus, nei mercati e persino nei "gabinetti pubblici" di Tel Aviv (mi trovavo a poca distanza quando ne è scoppiata una, che ha castrato un ragazzo arabo, e ne ho, anche, sentito parlare, da radio Tirana, come di un eroico attacco ad una stazione di polizia!!!) non sono, se si vuole essere obiettivi, gesti molto meno "fascisti" delle bombe sui treni che sono esplose in Italia.
Sono vissuto due anni in un "kibbutz" e la gente che vi ho conosciuto voleva soltanto essere lasciata vivere in pace, quegli arabi che venivano lì per qualsiasi ragione erano trattati cordialmente e se era l'ora del pranzo venivano invitati a mangiare assieme a tutti.
Ecco, per arrivare al dunque, stavo pensando se non fosse possibile dare spazio su "A" a corrispondenze da Israele che permettessero di far sentire la voce della sinistra pacifista israeliana... Qualche contatto dovrebbe essere possibile averlo. (...)
Un fraterno abbraccio

Gianfranco Bertoli
(carcere di Porto Azzurro)