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Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 5 nr. 40
giugno 1975


Rivista Anarchica Online

Il nostro antimilitarismo e il loro

Nel comunicato-stampa qui a fianco riprodotto sono spiegate le ragioni per cui gli anarchici convenuti a Trieste per la Marcia Antimilitarista Trieste-Aviano-Peschiera se ne sono andati (tutti compatti, un'ottantina circa) al termine della prima tappa - lasciando soli i radicali ed i non-violenti (numerosi quanto gli anarchici).
I radicali, infatti, dopo essersi completamente disinteressati ed aver disertato la Marcia dello scorso anno (tutti impegnati, com'erano, ad appoggiare Pannella ed il suo sciopero della fame), sono ritornati quest'anno sui vecchi passi, decidendo di... promuovere anche quest'anno la Marcia, deliberatamente ignorando quella dello scorso anno e soprattutto tentando in ogni modo di trasformare il tradizionale carattere intransigente anti-militarista della Marcia in una manifestazione bassamente promozionale dei loro referendum e della loro strategia interclassista e non-violenta. Così fermi nel proposito di strumentalizzare la Marcia, i radicali hanno in vano sperato e cercato di incastrare gli anarchici in questo loro trasformismo politico.
Ma gli anarchici presenti, dopo aver seriamente valutato e discusso, hanno deciso di lasciare la Marcia, riconfermando l'intangibile carattere rivoluzionario del nostro anti-militarismo. Questo, infatti, è stato il tema delle numerose iniziative propagandistiche che, presenti numerosi soldati di leva, gli anarchici hanno portato avanti nei giorni successivi all'abbandono della Marcia - a Monfalcone, a Udine, nella stessa Trieste.

Comunicato stampa degli anarchici sulla marcia antimilitarista.

Gli anarchici che partecipano autonomamente alla marcia antimilitarista Trieste - Aviano, in seguito alla rottura in due tronconi del corteo dei marciatori, comunicano quanto segue:

1) fin dagli incontri preliminari preorganizzativi le dirigenze del Partito Radicale, millantando la paternità storica della marcia antimilitarista, avevano voluto imporre la promozione politica della manifestazione, e finalizzandola ad obiettivi di mero aggiornamento della macchina repressiva dell'esercito, cercando di estenderli a tutti i partecipanti alla marcia in evidente dispregio delle regole di autogestione libertaria cui la marcia si era sempre ispirata fin dalla nascita, voluta dagli anarchici veneziani che facevano riferimento alla Libreria Internazionale. La volontà di gestione settaria della manifestazione si era concretizzata inoltre nel rifiutarsi di considerare la marcia antimilitarista del 1974, promossa dai soli anarchici e da alcune sezioni della L.O.C. e movimenti pacifisti, come l'effettiva VIII marcia antimilitarista;

2) di fronte a questo nuovo tentativo di strumentalizzazione di una manifestazione caratterizzata da sempre dal più intransigente antimilitarismo, gli anarchici decidevano di partecipare in forma autonoma;

3) constatata la presenza massiccia e determinante degli anarchici sin dall'inizio della manifestazione di apertura a Trieste e verificata l'incapacità di rintuzzare, col proprio tatticismo opportunista, il coerente discorso dell'antimilitarismo rivoluzionario, la dirigenza del Partito Radicale, prendendo a pretesto motivi tecnici, che avrebbero peraltro trovato soluzione vista la buona volontà da parte anarchica, irrigidivano le loro posizioni, con atteggiamenti prevaricatori fino a causare la prosecuzione separata dall'impegno antimilitarista della marcia;

4) gli anarchici, nel prendere questa spiacevole quanto necessaria decisione, ribadiscono il loro impegno per una lotta antimilitarista che non sia una lotta per migliorare l'esercito, per democratizzarlo o in qualche modo razionalizzarlo, ma per distruggerlo senza opportunismo né sedicente libertarismo di stampo radicale.