Rivista Anarchica Online
Mafia come stato, stato come mafia
di Piero Flecchia
Mia moglie entra in casa; da una sorta di autentica esultanza mi grida: «E' viva! E' salva!». Ha in mano
una edizione ovviamente straordinaria di un quotidiano, dove a tutta pagina si titola: «E' SALVA», e
poi nei sottotitoli: trovata a Milazzo la piccola Elena Luisi rapita 40 giorni fa a Lucca. E
improvvisamente mi accorgo di quanto poco io capisca delle cose d'Italia: di quanto profondamente
e intimamente le capiscano invece Sua Santità Giovanni Paolo II e Sua Eccellenza Sandro Pertini.
Infatti avevo provato un senso di autentica pena nell'ascoltare i loro appelli: giunti fino a me che non
ascolto giornali radio, non ho televisione, non leggo quotidiani. Ne avevano parlato amici, sul tram
avevo incrociato riflessioni e considerazioni. Nel mio raziocinio avevo tra me argomentato: rapire una bambina è ben più difficile che rapire un
uomo: la gestione del rapito è più difficile quanto più questi non è in grado di comprendere la sua
posizione. C'era di più: dietro l'industria dei rapimenti, come poi è risultato chiaro, c'è la seconda
struttura operativa d'Italia (la più dinamica e capace è la chiesa); e si è efficienti perché si pensa.
L'Italia è un paese mammista, malgrado il papa: e infatti quando un papa vuol aver successo, ricorda
al nostro popolo che anche Gesù ha avuto una mamma: la madonna. Se la mafia pensa, come poteva
non pensare che questa madre di Lucca avrebbe parlato con la voce di tutte le madri, cioè di tutte le
donne d'Italia? Avrebbe parlato con la forza di una madonna alla quale è stato strappato il suo bambin
Gesù. E infatti quegli autentici demagoghi che sono il Pertini nostrano e il Giovanpaolo polacco, da
volpi fini ci hanno dato dentro a gridare, a farsi voce delle viscere orbate di tutte le mamme d'Italia.
Loro, questi autentici tenori che non traggon voce se non per le megaplatee; questi cantautori della
politica e della religione con il senso del: tutto esaurito! Ragionando in termini di nuda razionalità, come dedurre che la mafia si poteva imbarcare in un
rapimento che le avrebbe scatenato contro (inevitabilmente e ineludibilmente) tutto il meccanismo
repressivo della nazione? La mafia, ragionavo io, può ammazzare i coniugi Dalla Chiesa e farla franca,
ma appunto perché è capace di una tale intelligenza limpida delle cose, mai e poi mai si avventurerà
in un rapimento folle come quello di una bambina. Doveva ovviamente trattarsi, nel giudizio della mia
ragione, di una banda locale, quattro teppisti balordi: perché solo una tal mentalità idiota poteva sperare
di farla franca. Da questa considerazione discendeva la ovvia deduzione: spaventati dalla reazione
dell'opinione pubblica, questi teppisti hanno ammazzato e chissà dove occultato il cadavere della
povera bambina. Queste considerazioni della ragione mi sembravano cosi irrefutabili che non potevo capire come non
ci arrivassero un papa e un presidente. Ma la ragione è l'operatore, che si può trarre in errore, quando
mancano alcuni dati e processi del reale. Quei dati che evidentemente avevano i due illustri personaggi:
che sapevano di non parlare nel vuoto. Riesaminiamo i fatti d'Italia, quali la vicenda assurda della piccola rapita li sta svelando. Questo
rapimento è un potente penetrante fascio di luce sulle realtà più torbide ed oscene delle cose d'Italia.
Innanzitutto questo rapimento insegna che oggi lo stato ragiona da mafia e la mafia da stato. Il
rapimento della bambina infatti che cosa dice? Che davanti alla legge della mafia sono tutti uguali, non
così davanti alle leggi dello stato. Infatti per gli altri trecento e rotti rapiti, chi si è mai mosso? Si è
mosso l'intermediario mafioso per incassare il riscatto, e un losco giro di usurai, che ingrassano,
autentici parassiti: per polizze di assicurazione, prestiti, e scambi di denaro contro grasse proprietà. E'
tipico della mafia usare una scelta qualitativa della legge mafiosa, applicarla disegualmente: e davanti
al rapimento lo stato si rivela quanto mai mafioso nel procedere: magari in ragione di una pratica dei
buoni sentimenti, che però è appunto l'istanza degli affetti tipicamente strumentale alla mafia. L'esito del rapimento della bambina di Lucca, dovrebbe dire chiaro che l'apparato statale, se impiegato
metodicamente e massicciamente, potrebbe bloccare qualunque sequestro e traffico criminale. Se così
non è, bisogna dedurre che la mafia esercita una qualche azione complementare e conforme ai disegni
dello stato: le è stata appaltata una fetta di repressione. Quella meno dicibile: più sporca. E infatti
abbiamo visto proclamare ai quattro venti dai giornali come la famiglia della piccola rapita fosse di
modestissime fortune economiche: io mi aspettavo a minuti, secondo la bella trama della commedia
di Dario Fo, che fosse lanciato un appello a Gianni Agnelli, perché contribuisse al riscatto. Ora invece,
dai giornali, traspare chiaro che il nonno materno è un uomo di grandi anche se ben occultate fortune.
E chi patrocinò il rapimento? Chi il responsabile? Un personaggio politico minore, che per traffici
locali, dicono sempre i giornali, era venuto a contatto con questo nonno; aveva potuto fargli quella
radiografia fiscale che da anni vaneggia la banda Scalfari Giorgio Sbocca, marchesi della verità: e poi
scopri che il Rizzoli li pagava su conti svizzeri, per cui il frillo fa galera, mentre loro fanno opinione! Orbene: esiste un sottobosco politico, il cui ordito appare il tessuto connettore di questa calzamaglia
di criminalità che avvolge la penisola, e il cui fondo è tipicamente tridentino. Le preterie hanno
insegnato ai ricchi a vergognarsi dei loro denari: il biblico obolo di Mammone; hanno insegnato ai
poveri che la povertà è dignità. Se si è ricchi alla maniera del nonno della piccina, e si coltivano buoni
sentimenti cristiani, come non provare vergogna per tanto denaro? Ma la chiesa, se è ancora in grado di orientare i sentimenti generali, anche perché consuonano con il
peggior marxismo: il cattoberlinguerismo, questa chiesa non è però più la chiesa che estorceva ai ricchi
fortune immense. Ma quel che la chiesa oggi non può, se lo permette, molto cristianamente, la mafia:
i cui rapimenti sono delle autentiche ridistribuzioni quasi pre-castriste del denaro. Lucrano i basisti,
lucrano gli intermediari, lucrano i carcerieri, lucrano sull'altra sponda, come abbiamo visto, i sostegni
economici della famiglia del rapito. Lucrano poi, al termine del giro, le stesse strutture carcerarie. Infatti, come ben conosce chi ha abitato o abita il mondo carcerario, ben diverso destino ivi attende il
ricco e il povero. In carcere i soldi contano molto più che fuori. Se la mafia surroga la chiesa, la mafia
lavora dove non può lo stato. Ma può lavorare solo entro e in simbiosi con lo stato. Infatti oggi noi
vediamo che la applicazione delle disposizioni legislative porta alla rovina di qualunque iniziativa
economica. Chi prospera in questa selva legislativa che è lo stato italiano, prospera solo mediante
l'illegalità. E chi può praticare l'illegalità, se non mediante e con la connivenza e la protezione dello
stato? Il clamoroso scandalo dei petroli, dove la banda morotea di Freato ingrassava, aveva ai suoi vertici i
capi della finanza. Orbene, oggi in Italia chi è ricco, lo è perché inserito nella macchina politica, ragion
per cui il denaro è irraggiungibile dal fisco: almeno il grosso del denaro. Ma per fortuna c'è la mafia,
che rimette in circolazione e smobilita parte di queste ricchezze. Però la mafia è ben cosciente che
esiste un livello di copertura che non si può e deve violare. Ecco spiegata la ragione del rapimento della
piccola. Proprio come lo stato introduce nuove supertasse sul contribuente, la mafia affonda sempre più
selvaggiamente e disperatamente la sua violenza nel corpo sociale. I rapitori della piccola devono aver
ragionato così: se sequestriamo il nonno, chi ci dice che gli eredi non ce lo scarichino sulle spalle?
Eredi infine giunti a ereditare? Questo è il livello della violenza della società italiana. Quanto potrà
durare? Non c'è nessun limite di tempo, perché non c'è nessuna alternativa concreta, nessuna speranza. La
società antica almeno aveva alle frontiere dei barbari, noi abbiamo solo dei missili puntati; quando
scatteranno verrà la soluzione. Le altre ...
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