rivista anarchica
anno 43 n. 384
novembre 2013


a cura della redazione


Due gli scritti che caratterizzano il n. 52 (dicembre 1976/gennaio 1977) di “A”, entrambi segnalati in copertina.
Una foto di operai in lotta e la scritta “Lotte operaie e presenza libertaria” (una curiosità: tra le decine di lavoratori che appaiono nella foto, nemmeno una donna!) segnalano ancora una volta la sensibilità “di classe” della rivista. “La crisi economica – si legge nella premessa alla tavola rotonda ospitata all'interno, intitolata Conflittualità sociale e presenza anarchica – l'aumento dei prezzi, la diminuzione del potere d'acquisto dei salari, la ristrutturazione, i recenti provvedimenti governativi, hanno dato vita in questi ultimi mesi a una situazione di disagio generalizzato e quindi al rifiorire della conflittualità sociale che si è espressa con lotte autonome, spesso stimolate da compagni anarchici. All'interno del dibattito da qualche tempo in corso nel movimento anarchico, e come contributo ad esso, abbiamo voluto discutere la situazione attuale, le sue implicazioni, la funzione dei sindacati e dei partiti di sinistra e le nostre possibilità e modalità d'intervento con alcuni compagni inseriti in varie situazioni di fabbrica”. E via a nove pagine di interventi (una curiosità analoga alla precedente: otto maschi, nessuna donna).
L'altro scritto annunciato in copertina, con un piccolo strillo (“Intervista con Gaber”) in basso, rimanda a un'intervista (non firmata) con il cantautore milanese, allora impegnato nello spettacolo Libertà obbligatoria. Una bella intervista, senza alcuna forzatura ideologica, rispettosa delle idee e del modo di presentarsi di Gaber. Ma soprattutto un'intervista che conferma la profondità del pensiero critico gaberiano, ben al di là della sua nota (e divertente) capacità di mettere alla berlina le superficialità, i tic e le ipocrisie della borghesia intellettuale di sinistra. È di quell'epoca l'unica (lunga) visita che Giorgio ci fece in redazione, accompagnato da un suo amico e collaboratore. Fu una chiacchierata all'inizio quasi imbarazzata (soprattutto da parte sua: era timido), poi scioltasi a mano a mano che al di là delle etichette (noi orgogliosamente anarchici, lui altrettanto orgogliosamente senza etichetta alcuna) emergevano tanti punti di contatto (e anche alcuni di diversità) tra la sua visione del mondo e la nostra. Peccato davvero che quella simpatia profonda, ribadita poi altre volte in fuggevoli incontri (anche in camerino, dopo gli spettacoli) non sia stata coltivata e approfondita. E pensare che ci invitò (inascoltato) ad andarlo a trovare nel suo buen retiro in Toscana...
Numerosi gli altri temi di attualità presenti nel numero 52. Paolo Finzi si occupa della strategia del Partito radicale (“Lo Stato 'buono' dei radicali”), all'indomani del loro congresso di Napoli. “Al di là di qualsiasi ibrido “libertarismo”, la distinzione tra il loro riformismo e la nostra scelta rivoluzionaria resta sempre netta ed insuperabile”: così si chiude lo scritto.
Stefania Orio, da poco divenuta mamma, racconta la propria esperienza di gestante e puerpera nel reparto maternità della Clinica Mangiagalli di Milano.
Di Luis Mercier Vega viene tradotto dalla rivista anarchica quadrilingue “Interrogations” un dettagliato saggio (“Il camaleonte in azione”) sulla Chiesa cattolica in America Latina. Il sommarietto ci pare molto indicativo (e lo dedichiamo, oggi, al primo vescovo latino-americano divenuto papa): “La crisi della Chiesa è una crisi di trasformazione e di adattamento alle nuove realtà dei paesi latino-americani – La sua strategia di intervento, quindi, è estremamente diversificata anche se finalizzata ad un unico scopo: mantenere un potere che le sta sfuggendo dalle mani”.
Da segnalare la prima puntata di una serie di interventi di due giovani fiorentini, Riccardo Pozzi e Francesco Naselli, in tema di autogestione del territorio. Questa prima puntata (“Federalismo e mutuo appoggio”) è dedicata al pensiero in materia dell'anarchico russo Piotr Kropotkin.
Nella (sempre vivace) rubrica della posta (che allora si chiamava “Cas. Post. 3240”) interessante uno scambio di lettere in merito alla Festa del Proletariato Giovanile, tenutasi nell'estate '76 al Parco Lambro, a Milano, e di cui la nostra rivista si era occupata. Il dibattito è tra la redazione della rivista Anarchismo e quella di “A”.