Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 9 nr. 78
novembre 1979


Rivista Anarchica Online

Sesso e potere

Cari compagni di A,
Sono totalmente in disaccordo con le tesi sostenute nell'articolo: "Le radici della dominazione". Alla base di questo, come di molti altri infortuni culturali anarchici, c'è una totale incomprensione delle radici del potere politico, suoi meccanismi e interventi nella struttura psichica dell'uomo. Tra potere politico e sessualità non esiste alcun nesso. Il sesso può essere usato come strumento di potere, e il potere ha riverberi sessuali, per cui, come ben predica e recita un proverbio popolare piemontese: "I coglioni del signor Conte sono sempre d'oro". Ma l'integrazione è nella direzione del potere: il potere fa del sesso un suo strumento, e non viceversa: aver creduto il contrario è la più memorabile cantonata di Freud: infatti neanche tra gli psicanalisti freudiani di stretta osservanza si trova più un diffusore dell'antropologia del maestro. Complesso di Edipo ecc.... che, come dimostrò inconfutabilmente già negli anni '30 B. Malinowski, non è affatto universale: si veda "Sesso e repressione sessuale tra i selvaggi" ed. Boringhieri. Non meno errato e connettere il tabù dell'incesto al potere: il tabù dell'incesto, se mai, va contro il potere, in quanto garantisce il più debole: il figlio, la figlia, il fratello minore, dall'oppressione sessuale del padre e della madre. Non è affatto paradossale, ma il tabù dell'incesto fonda la libertà umana perché doppia rottura: a) dal rapporto totalitario padri-figli; b) dal rapporto sessuale naturale.
Distrutta la base naturale del rapporto sessuale, l'uomo doveva prodursi delle regole: di qui lo scambio delle donne. Ma vedere nello scambio delle donne l'archetipo di tutte le dominazioni è confondere i termini del problema. Sono le regole dello scambio che stabiliscono il tipo di dominazione: discendono dalla dominazione, evidenziano in alcune società l'assenza di dominazione. Là dove si scambiano le donne, si scambiano anche gli uomini: cioè il possesso può e deve anche essere letto come scambio di uomini. E almeno 3.000 culture ci documentano che questa lettura non è arbitraria.
Perché tanti equivoci in un così breve articolo? Perché la lezione di Clastres è dura da assimilare, ed è dura da assimilare perché si continua a non riflettere sull'essenza del fenomeno potere. O il potere rimane nella società: la società si mantiene indivisa, o il potere si colloca all'esterno della società: la società si divide in dominatori/dominati. Il dominio si evidenzia fenomenicamente nel sesso, nell'economia, nei rapporti interpersonali: li impronta di sé, ma l'antecedente è il potere, e mai il sesso l'economia, l'esercito.
Molto cordialmente

Piero Flecchia