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Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 24 nr. 213
novembre 1994


Rivista Anarchica Online

Dentro la rete
di Roberto Bartola

Appunti per un dibattito
Riteniamo che l'argomento reti telematiche sia piuttosto interessante sia dal punto di vista teorico che da quello più pratico (e magari iniziare ad usufruire del mezzo). Senza la presunzione di aver detto (o sapere) tutto a riguardo, abbiamo pensato di buttare giù questa specie di documentino-scheda, totalmente inutile per chi già ha un'infarinata generale più che ordinaria, appena utile per chi ne sa poco e niente, come qualsiasi persona che senza un particolare interesse personale ascolta i notiziari TG e crede che l'informazione (ed i servizi interattivi) sia solo quella dei canali normali (o al massimo dei vari 144, videotel, televideo). In realtà esiste qualcosa di ben più concreto, semplice e utile...

CONSIGLIO consiglio
Molto del materiale qui sotto (vedi settori riguardo rapporti con istituzioni), dove non frutto di esperienza di chi scrive, è arrivato dalla rete (ed in parte tradotto), come tale DEVE (ma dopotutto come per qualsiasi fonte di informazioni) essere vagliato dalla propria coscienza o dalla fiducia verso chi l'ha prodotto.
Per quel che ci riguarda speriamo di aver fatto un buon lavoro in quanto le informazioni sotto riportate sono state ritrovate in fonti diverse (anche stampa specializzata) e quindi difficilmente frutto di manipolazioni o coincidenze.
Vi suggeriamo però (se ne avete tempo, voglia e modi) di verificare, come abbiamo fatto noi, ciò che leggete; sarà per lo meno stato un potente ed utile esercizio che coi tempi che corrono non andrà sprecato.
Se proprio non volete credere ai vostri occhi, notate che le informazioni qui sotto riportate sono per lo meno verosimili.

MODEM
(dalle parole MOdula-DEModula)
Come saprete il modem è un apparecchio che collega il computer alla linea del telefono permettendo di comunicare con altri computer provvisti anch'essi di modem, e quindi di trasmettere tra loro dati, messaggi, informazioni.
Essi possono essere più o meno economici a seconda della velocità (baud) di trasferimento (dalla quantità di dati trasmessi nell'unità di tempo), dalla quale dipende il tempo speso per la comunicazione. Si narra che dovrebbero essere denunciati, ma in realtà non lo fa nessuno.
COSTI: Costo acquisto apparecchio e bolletta SIP (stesse tariffe delle normali telefonate). Configurazione minima richiesta: Computer, modem, linea SIP.

BBS
(scheda tecnica dei Bullettin Board System)
Una BBS è un computer gestito da uno o più smanettoni (termine usato in gergo per indicare un classico personaggio amante dei computer e che «ce sa fà») che opera da banca dati o base di appoggio per programmi o messaggi tra i suoi utenti.
Gli utenti con il proprio computer e modem telefonano alla BBS (programmata in modo opportuno) ed usano così i suoi servizi.
Solitamente le BBS sono aperte a certe ore della sera, durante le quali il padrone della linea linea telefonica non ne ha bisogno, oppure no-stop.
Sono solitamente finalizzate allo scambio di messaggi su computer (es: spiegazione per utilizzo di alcuni programmi ... ) o per trasmettersi programmi non coperti da copyright (free-ware; public domain ... ), cioè di libera circolazione.
A volte (piuttosto raramente) girano programmi coperti da diritti d'autore, ma ciò avviene solo in poche BBS (tra l'altro subito sganciate dai puristi) a causa di sysop (System operator, cioè il responsabile della BBS) più o meno sprovveduti.
Servizi possibili: contenitore di annunci; programmi; messaggi.
Configurazione richiesta per mettere su una BBS:
Soft: programmi per la gestione delle BBS (se ne trovano tantissimi gratuiti)
Hard: Computer, modem, linea SIP, monitor (?), sysop (un volontario pronto a tutto).
Spesso per poter fare il download (scaricare sulla propria macchina) di materiale dalla BBS, occorre inviare a sysop una fotocopia dei propri documenti, oppure denaro, oppure (più spesso) fare upload (inviare materiale).
Le comunicazioni sono di solito in modo interattivo (quindi collegate in tempo reale)

RETE AMATORIALE
(FidoNet, Pnet, CyberNet, Peacelink)
Quando più BBS si allacciano tra loro permettono ad ogni utente di ognuna di comunicare con quelli dell'altra attraverso procedure più o meno complicate (non importa, ci pensa la macchma) di scambio. Questo tipo di rete permette (oltre al normale contenitore di shareware, freeware, programmi in genere gratuiti o liberi) una grandissima possibilità di comunicazione e dà, in pratica, un servizio di «posta elettronica» (Email) piuttosto efficace ed interessante.
Le varie reti sono solitamente specializzate in alcuni argomenti di interesse: pacifismo, disarmo, barzellette, libri, centri sociali; e spesso sono intrecciate tra loro dando così un ampio panorama di utenti.
Ogni computer predisposto a stare in attesa di chiamate (in pratica una BBS) si chiama «nodo» ed i suoi utenti «point». Ogni nodo ha un «responsabile», cioè uno «smanettone» che si è preso la briga di perdere tempo e salute (e a volte soldi) dietro questa passione, dando così a molti utenti uno strumento enorme. Solitamente gli argomenti trattati sono vari ed interessanti. Al fine di responsabilizzare gli utenti (o per prevenirsi da «provocatori» o semplici «ladruncoli» di programmi), spesso i sysop richiedono al nuovo venuto 1'identità (che comunque rimane segreta a meno di scelta diversa dell'utente) in vari modi (fotocopia carta identità, compilazione questionario...); a volte ciò non basta ed il sysop del nodo, stanco di un utente scomodo, lo scollega (cioè gli nega l'accesso) temporaneamente o permanentemente o restringe le sue possibilità di azione. Il malcapitato dovrà quindi cambiare nodo da cui dipendere o cambiare identità (BHA!). Queste reti sono (forse sarebbe più esatto dire sono state) estese per quasi tutto il territorio nazionale (anche più di una BBS in città non troppo grandi) e spesso anche di più. IN PRATICA (ma non tecnicamente): una BBS telefona ad un'altra a scadenze fisse (di solito quotidianamente) e scarica la posta in partenza e preleva quella in arrivo per i suoi utenti. .
Caratteristiche: comunicazione per utenti non occasionali in maniera automatizzata che rende la cosa più veloce (ed economica) e funzionante.

INTERNET (e il mondo diventa piccolo)
L'Internet è una rete mondiale stesa dopo gli esperimenti fatti dal Pentagono statunitense che aveva bisogno di strumenti per la comunicazione veloce (progetto Arpanet) a distanze (più o meno) elevate.
In seguito i protocolli (leggi gli standard di trasmissione) si sono aggiornati (attualmente sono vecchietti ma funzionanti) e altri utenti (università, ditte...) si sono inserite in rete per soddisfare i propri bisogni di comunicazioni veloci ed economiche. Attualmente sono collegati ad Internet un numero non definito di computers per gli usi più vari, grazie a questa estensione sono possibili degli efficaci servizi di posta elettronica, trasferimento dati, banche dati...simili ai servizi dati dalle reti amatoriali, ma ovviamente più completi (indirizzi mondiali, rete più estesa...) e funzionali. I servizi probabilmente più interessanti (per una persona comune e non un ricercatore) sono quindi:
Il servizio posta-> Email: permette di scrivere e ricevere in tempi brevi (un paio di giorni max) e da qualsiasi parte del mondo. .
Il servizio trasferimento files-> FTP: permette di prelevare o spedire dati a computer in qualsiasi parte del mondo.
Il servizio notiziari-> News: notiziari scritti direttamente dagli interessati, divisi per argomenti.
Servizi vari come l'accesso a schedari di biblioteche, banche dati in genere, riviste non cartacee...
In Italia (come nel mondo, ma di meno) molte università sono collegate all'Internet, ma solitamente i più non sono neanche a conoscenza delle potenzialità di questo strumento, inoltre, politica piuttosto comune è di non lasciare accesso al pubblico (neanche per studenti o professori) per la felicità delle muffe. Alcune ditte (fiutando l'affare) o associazioni offrono alcuni dei servizi di rete, anche se tutto ciò è solitamente meno che gratuito, ma come per il telefono ne può valere la pena.
In pratica avete bisogno di: un computer collegato a cavi dedicati (danarosi) o abbonati a privati o università. I costi di gestione ed utilizzo possono essere anche piuttosto alti per l'utente da solo, ma è possibile unirsi per dividere le spese.

PACKET il mondo senza fili
(comunicazioni via radio)
Il packet si potrebbe paragonare (per chi non è interessato all'aspetto prettamente tecnico) ad un modem che invece di usare il cavo del telefono, trasmette attraverso le onde radio.
In pratica, muniti di radio trasmettitore (nelle bande permesse: VHF, UHF, HF...; vietato per le bande CB e quindi occorre essere radioamatori) si può trasmettere rispettando (?) le leggi (spesso ridicole) in materia di radioamatori. A questo punto, parallelamente alle reti amatoriali di BBS, esistono reti amatoriali di packet con le stesse (più o meno) potenzialità; un vantaggio rispetto alle reti via telefono o cavo è la non esistenza di una bolletta (e non è poco); uno svantaggio è legato al meccanismo di trasmissione in aria, alle potenze di trasmissione e quindi ai costi della strumentazione.
Il packet può essere di vari costi proporzionali alla velocità di trasmissione e agli optional, ma solitamente è più economico del modem (tanto anche se lento non si paga la SIP!) anche perché di solito i radioamatori se lo autocostruiscono.
In pratica avete bisogno di: computer, packet, radiotrasmettitore, patente e licenza per radioamatori (ottenute a seguito di un esame e rilasciate dalla poste). I costi sono solo quelli dell'acquisto delle apparecchiature e burocrazia varia (bolli...)

RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI
(ed i centri di potere)
È un dato di fatto che lo strumento «trasmissioni telematiche» non è troppo simpatico a chi controlla ed organizza i mezzi e le vie di produzione e di informazione (per non parlare dei semplici incaricati al controllo degli individui).
Negli USA, ad esempio, una gigantesca «macchina da guerra» è partita per bloccare il «germe» della (contro?)informazione. Sono stati chiusi nodi internet e sequestrati computer con la motivazione ufficiale (ma è meglio chiamarla scusa) di voler bloccare la diffusione di informazioni sulle tecniche di cracking (termine che indica le tecniche per poter sproteggere un programma coperto da copyright). Senza volerla buttare sul piano giuridico (anche per incompetenza) si potrebbe sottolineare che ammesso (e non concesso) che tutti i nodi sequestrati fossero stati dei ripetitori di tali tecniche, sono state tappate le bocche di chi diceva come si copiano programmi, non di chi copiava i programmi (è come incarcerare chi dice come si fanno reati piuttosto di chi li fa, allora le forze armate o le riviste specializzate che insegnano ad ammazzare?) operando una vera e propria censura sugli argomenti di discussione.
Altri meccanismi ed operazioni paragonabili a quelle USA sono partite in stati d'Europa (e negli stessi USA), uno per tutti un tentativo di censimento (o forse è meglio dire schedatura?) di tutti gli utenti dei modem fatto dal governo tedesco ed in seguito dovuto ritirare anche grazie alle azioni di protesta (anche sabotaggi telematici da parte di alcuni gruppi più battaglieri) del popolo del modem.
Risultato costante delle operazioni di pulizia (o polizia) è quello di bloccare e chiudere reti intere (che sfortunati questi tutori dell'ordine!).

IN ITALIA
Ultimamente (maggio '94) le fiamme gialle (non quelle di Di Pietro, quelle oneste e fedeli!?) hanno svolto un blitz in alcune delle più trafficate reti amatoriali italiane: Fidonet (parte della fidonet mondiale); Peacelink ed altre BBS sparse per questo sfortunato stivale. Con la scusa di chiudere o sequestrare preventivamente reti «di pirateria» hanno in pratica dato un colpo così forte da chiudere quasi tutte le realtà di reti amatoriali della zona (la stampa specializzata ne ha parlato ovunque al mondo in maniera piuttosto preoccupata e messaggi di solidarietà sono partiti da tutto il mondo). A prescindere dalla credibilità delle scuse portate per i sequestri, in pratica le piccole e grandi reti amatoriali sono state massacrate, e sono state date dimostrazioni di forza bruta, ignoranza e malafede non indifferenti e molto preoccupanti.

PRIVACY
(le prime righe sono la traduzione più o meno letterale della documentazione di dati per la difesa della privacy)
Saresti contento se qualcuno, a tua insaputa, aprisse le tue lettere o ascoltasse le tue telefonate? Saresti felice di sottoporti quotidianamente (e pubblicamente) a droga-test o a farti perquisire la casa? Stiamo parlando di privacy!
Questo argomento è di grandissima importanza ed attualità all'interno del villaggio telematico (e coloro che navigano questi mari già hanno trovato alcune soluzioni) anche considerata la facilità di controllare in maniera automatizzata i messaggi scritti in maniera elettronica una volta intercettati. La risposta dei CyberPunk (e di coloro che si battono per i diritti nelle reti) è stata unanime: CRITTOGRAFIA. Associazioni (EFF in USA) o ditte si sono date da fare per la produzione di software (programmi) per cifrare e decifrare messaggi privati. La risposta dei governi è stata (in qualunque forma sia poi stato scritto) un bastone tra le ruote di chi inneggiava al proprio diritto alla privacy: sono stati definiti fuorilegge coloro che utilizzavano la crittografia per i propri messaggi (Francia), oppure sono stati messi fuori gioco i programmi stessi dichiarati «armi militari» e dunque di possibile utilizzo solamente per i «gendarmi» (USA) ed addirittura sono stati inventati algoritmi dal governo che voleva poi renderli obbligatori, ovviamente essi avevano (dichiarato apertamente) le chiavi per leggerli tutti così da «vegliare» sulla sicurezza dei sui protetti (sempre USA).
Comunque uno dei più famosi programmi (gratuito) di crittografia, il PGP (culto da parte dei cyberpunk) è stato reso illegale negli States e le sue copie più recenti ed aggiornate, introvabili ai più, girano solo negli ambienti underground di tutto il mondo.
La battaglia è aperta tra chi vuole strapparsi spazi nonostante le istituzioni ed i governi di tutto il mondo sempre alla ricerca di strumenti legislativi con i quali garantire un controllo «supepartes».

I tecno-anarchici e gli anarchici della rete
L'argomento sarebbe piuttosto lungo; vogliamo qui indicare delle esperienze di autoproduzione di materiale all'interno della rete che tra l'altro potrebbero sferrare un colpo piuttosto duro alle multimiliardarie (multinazionali) ditte di produzione di programmi e sistemi operativi. In pratica vari progetti sono partiti da parte di smanettoni, programmatori, amanti ed appassionati della rete e dei computers al fine di produrre dei software (dei programmi) al di fuori della logica delle grandi ditte. Sono stati prodotti programmi di basse, medie o alte qualità e solitamente distribuiti in maniera gratuita attraverso i canali Internet o a prezzi bassissimi per chi preferisce risparmiare tempo procurandosi un CDrom con tutto il software già bello e pronto. Sono stati creati interi sistemi operativi (ciò che fa lavorare il computer e che contraddistingue un computer da uno simile ma che lavora diversamente) e centinaia di programmi che nulla hanno da invidiare a quelli commerciali, tutti rigorosamente gratuiti e liberi di essere aggiornati e redistribuiti (cosa impossibile con i copy-right), con l'ovvio risultato di un'infinità di prodotti migliorati.
Ovviamente tutto ciò non piace troppo alle grandi case produttrici di sistemi operativi e programmi che cercano in tutti i modi di bloccare i nostri eroi...

Roberto Bartola
Circolo Anarchico di Studi Sociali «Errico Malatesta» - Ancona