Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 8 nr. 69
ottobre 1978


Rivista Anarchica Online

Il malato è lo stato
di Emilio Cipriano

Il bronzo con cui viene forgiata la faccia dei sindacalisti della F.L.O. (Federazione Lavoratori Ospedalieri) è certamente di una lega molto particolare, non solo rame e stagno, ma anche una particolare sostanza anti-rossore. Così, senza arrossire (segno di un pur minimo senso di vergogna) hanno potuto dichiarare lo sciopero generale degli ospedalieri. Le accuse, gli insulti, le calunnie gridate contro gli "autonomi irresponsabili" erano cosa passata, anche i "responsabili confederali" hanno disertato le corsie.

Un repentino voltafaccia che non lascia sorpreso nessuno. La F.L.O., infatti, ha subito un accentuato calo di credibilità, tanto che lo stesso Golfari, presidente della Regione Lombardia, si domanda preoccupato: "Ma il sindacato chi rappresenta? Inutile nascondersi dietro le sigle, i sindacati non riescono a controllare la base".

Il sindacato, dunque, visto che la base non segue le sue direttive, ha deciso di inserirsi nelle lotte della base. È il solito vecchio gioco che però paga. O piuttosto ha sempre pagato fino ad ieri, perché attualmente la situazione è decisamente più difficile.

Innanzitutto sarà bene soffermare la nostra attenzione su un elemento tutt'altro che trascurabile: gli ospedalieri (ma anche tutti i gradi medio-inferiori dei dipendenti pubblici) sono coloro che, nella schiera degli occupati, hanno pagato in modo sensibile la crisi. Infatti una maggiore rigidità salariale unita alla diversa struttura della scala mobile hanno corroso in modo significativo il potere d'acquisto dei salari dei pubblici dipendenti, mentre nel settore industriale la lievitazione salariale ha in buona misura contenuto gli effetti dell'inflazione.

È indubbio che i disoccupati e i "lavoratori-neri" subiscono ancora più pesantemente gli effetti della stretta economica, ma è altresì evidente che la loro capacità contrattuale è notevolmente inferiore, proprio perché non inseriti nel processo produttivo (inteso in senso lato). Così la lotta dei disoccupati, pur assumendo a tratti connotazioni molto violente, non riesce, per sua stessa collocazione, ad inceppare la "macchina dei prodotti e dei servizi".

Per i dipendenti pubblici la situazione è divenuta veramente pesante soprattutto in considerazione del fatto che i sindacati si trovano oggettivamente in una situazione imbarazzante poiché in questo caso le loro controparti, governo e regioni, sono sostenute o composte da quegli stessi partiti a cui fanno riferimento: P.C.I. e P.S.I.. essi devono, quindi, far concordare esigenze contrapposte: difesa dei lavoratori e ottemperanza alla politica restrittiva anticongiunturale. Inoltre aumenti di salario dei dipendenti pubblici agiscono direttamente sul disavanzo del settore pubblico allargato che, senza tener conto di questi aumenti, nel 1978 si aggirerà sui 32.000 miliardi pari al 15-16 per cento del prodotto interno lordo. Fenomeno questo che inverte la tendenza prodottasi nel 1977 che aveva visto il disavanzo ridursi, percentualmente, rispetto al 1976 e cioè passare dal 13,2 per cento al 12,1 del prodotto interno lordo.

La politica anticongiunturale rischia quindi di saltare se la lotta rivendicativa si generalizza a tutto il settore pubblico perché ne accentuerebbe il disavanzo che è l'elemento principale dell'accrescersi dell'inflazione. La situazione per i governanti è obiettivamente difficile, tanto che il sottosegretario Del Rio (che aveva firmato una bozza di accordo con le confederazioni sindacali) è stato sconfessato e non tanto per il costo dell'operazione - gli aumenti degli ospedalieri avrebbero comportato un onere di circa 120 miliardi - ma perché questo costituiva un precedente che avrebbe legittimato le richieste degli altri settori del pubblico impiego.

Tutto questo può innescare una reazione a catena capace di creare una situazione instabile, almeno nel breve periodo. È indubbio infatti che stante l'incapacità di recepire mezzi finanziari tramite un più equilibrato prelievo fiscale, l'unica soluzione consisterà nell'inasprimento dell'imposizione indiretta, vale a dire nell'aumento dei prezzi dei beni di consumo. La rigidità del governo e delle regioni nei confronti delle rivendicazioni degli ospedalieri assume quindi una connotazione più chiara: non si tratta solo di un atteggiamento politico nei confronti di una controparte "irresponsabile e non qualificata" ma trova una sua logica economica soprattutto in questo momento in cui, pur tra mille discussioni, si sta impostando un piano di medio periodo basato essenzialmente sulla politica fiscale e sulla spesa pubblica. Il cosiddetto Piano Pandolfi.

Un plauso quindi agli ospedalieri per aver gettato, insieme ai ferrovieri, un po' di sabbia negli ingranaggi del potere che con il nuovo "lubrificante Pandolfi" stavano per rimettersi a funzionare a pieno regime. La portata di questa lotta è oggettivamente importante. Per di più essa si muove in una logica extra-sindacale, arrivando a denunciare i sindacati ufficiali quale controparte alla stregua dell'Amministrazione. Il lavoro dei mass-media si è dovuto accontentare di condanne più velate di quelle espresse nell'autunno del 1976 proprio perché oggi l'adesione alle lotte è notevolmente superiore e coinvolge la categoria degli ospedalieri praticamente su tutto il territorio nazionale. Come si faceva a dire che sono tutti provocatori?

La volontà di lotta che si è creata negli ospedalieri non ci porta comunque a facili entusiasmi, soprattutto non ci illudiamo sulla portata di queste rivendicazioni che sono nate anche perché si era in presenza di un sindacato impossibilitato a muoversi liberamente per i vincoli sopra accennati. Certo è già qualcosa, è molto se consideriamo le possibilità di influenza che tutto ciò può avere presso gli altri lavoratori. Illudersi però sarebbe la cosa peggiore e soprattutto non dobbiamo mitizzare quello che sta avvenendo: dopo la lotta seguirà il riflusso, l'importante è che questa sia servita a far comprendere il valore dell'azione diretta, del rifiuto della delega, di un nuovo modo di decidere. In questo senso, allora, le lotte degli ospedalieri potranno essere considerate una lotta esemplare.