Rivista Anarchica Online
Franco rispolvera il garrote
La prima risposta, prevedibile, del regime fascista spagnola alla esplosione di calle Coello è stata un'ondata di
fermi e perquisizioni e brutalità poliziesche, un immediato appesantimento delle pene distribuite dai tribunali agli
antifranchisti. Con la brutalità repressiva il regime ha voluto non solo vendicarsi ma anche e soprattutto
mascherare la propria insicurezza e calmare o perlomeno nascondere il tremito indotto nella gerarchia fascista
dall'atto giustiziero. Così comunisti e democristiani, dirigenti delle "comisiones obreras" riformista, sono stati
condannati a pene enormi, quali erano quelle abitualmente riservate solo agli anarchici e dagli altri rivoluzionari
(E.T.A., per esempio). Così il Paese Basco è stato occupato militarmente e messo in stato d'assedio...
Non è da credere che la politica repressiva del fu Carrero Blanco fosse "morbida"; anzi, proprio negli ultimi mesi
si erano avuti decine e decine di arresti di rivoluzionari, di democratici e addirittura di "quasi-amici" del regime,
in un crescendo preoccupante. Tra ottobre e dicembre erano stati arrestati una trentina di anarchici a Madrid,
Saragozza e Barcellona. In quest'ultima città era stato arrestato, tra gli altri, il compagno David Urbano, di 28
anni, perché trovato in possesso di alcune riviste anarchiche (Urbano, che ha già passato quattro anni nelle galere
franchiste, rischia ora di passarne altrettanti; è a lui che si riferiva, senza farne il nome, S.M. nell'articolo
"Barcellona libertaria" dell'ultimo numero di A). La politica repressiva dell'ammiraglio era stata tutt'altro che
morbida, aveva anzi segnato un giro di vite. Ciò nonostante l'ex poliziotto Arrias Navarro è riuscito in questo
primo mese di governo a superare il suo predecessore, scatenando il terrore per dimenticare la paura.
In questo clima, il 12 gennaio, si è svolto, davanti al Tribunale Militare ("Consejo de Guerra") di Barcellona il
processo contro tre militanti del M.I.L. (Movimiento Iberico de Liberacion); S. Puig Antich, J.L. Poms Llobet
e O. Sole Surgranyes.
Il Puig era accusato di una serie di rapine che il M.I.L. aveva rivendicato come espropriazioni di auto-finanziamento e dell'uccisione di un poliziotto. I suoi due giovanissimi compagni erano accusati di complicità.
Puig Antich era stato arrestato nel settembre scorso a Barcellona. Inseguito e raggiunto in un portone, Puig era
stato buttato a terra e selvaggiamente colpito con i calci delle pistole; per evitare di essere massacrato riusciva
alfine ad estrarre una rivoltella; nella sparatoria che seguì uno sbirro, vice ispettore della squadra politica, veniva
raggiunto da quattro pallottole, una della pistola di Puig e tre delle pistole dei suoi colleghi poliziotti. Il processo
ai tre giovani rivoluzionari è durato poche ore e si è svolto in modo pazzesco. Il palazzo di giustizia era presidiato
da forti contingenti di poliziotti; è stato vietato l'ingresso agli osservatori internazionali (avvocati svizzeri e
francesi), gli avvocati difensori sono stati ripetutamente offesi dai poliziotti di servizio ("hijos de puta" e simili);
è stata accolta come valida una "confessione" di Puig non firmata (e da lui smentita)... La farsa tragica si è
conclusa per il giovane militante del M.I.L. con una condanna a morte tramite garrote. Il "vil garrote" è uno
strumento medievale di tortura ed esecuzione che viene usato nel barbaro costume giudiziario spagnolo per "i
delinquenti più efferati": una categoria che, per i giudici franchisti, comprende di solito i rivoluzionari ed in modo
particolare gli anarchici. Ad essi si nega persino l'onore della fucilazione!
La condanna a morte di Puig Antich, quest'ultimo episodio di sadismo repressivo, previsto e temuto sin da
quando, un mese prima del processo secondo l'uso iberico, il Pubblico Ministero (il "Fiscal") l'aveva rinviato a
giudizio con la richiesta di due (!) condanne a morte, ha suscitato immediata eco di lotta in Spagna e all'estero.
Il giorno stesso della condanna, un migliaio di compagni (anarchici ed altri rivoluzionari) hanno gridato il loro
sdegno per le vie di Barcellona, sfidando l'apparato poliziesco, sfidando la repressione di Arrias Navarro, sfidando
il regime. Nelle notti successive ordigni esplosivi hanno riecheggiato clamorosamente la denuncia della Barbara
sentenza Barcellona stessa (cinque o sei) ed ai consolati spagnoli di Torino e Zurigo. Il giorno stesso e nei giorni
successivi si sono avute manifestazioni davanti alle rappresentanze diplomatiche iberiche in Italia, Francia, Belgio,
Inghilterra; si sono avute occupazioni di protesta, petizioni, appelli... Benché Puig non sia un anarchico (come
invece hanno ripetutamente scritto i giornali italiani) ma, al più, un "libertario" in senso lato, quasi ovunque
anarchici sono stati promotori delle iniziative per fermare la mano del boia, spinti all'azione immediata da un
tradizionale e sempre vivo senso di solidarietà internazionale rivoluzionaria, che di fronte all'incombente orrore
del garrote non ha atteso ordini e non ha fatto questioni di etichetta o di tattica. Bisogna invece notare che la
risposta degli altri rivoluzionari o sedicenti rivoluzionari è stata assai tiepida, impedendo una vera e propria
mobilitazione di massa.
Nel momento in cui scriviamo la sorte del giovane rivoluzionario è ancora incerta. Di fronte all'emozione suscitata
in Spagna ed all'estero dal sadismo del tribunale militare di Barcellona, il regime franchista sta temporeggiando,
dopo aver alzato un muro di silenzio. Evidentemente sono sorti dei dubbi sull'utilità di una "punizione
esemplare". I difensori di Puig Antich hanno fatto immediatamente ricorso e contemporaneamente inoltrato
domanda di grazia ma non si sa a tuttoggi quale esito abbiano avuto. L'assassinio legale potrebbe essere sospeso,
rinviato od eseguito da un momento all'altro.
C.S.L.
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Il M.I.L.
Sul Movimiento Iberico de Libercion (M.I.L.) si hanno poche notizie sicure: ciò è dovuto sia alla situazione di
clandestinità in cui l'opposizione rivoluzionaria spagnola si trova ad agire, sia alla scarsa consistenza del M.I.L.
(che, nonostante il nome, altro non è che un piccolo raggruppamento), sia alla breve vita del M.I.L. stesso.
Esso si è infatti costituito nel '71 ad opera di alcuni militanti usciti dal gruppo marxista Nuestra Clase e di altri
giovanissimi elementi. Da allora le sue principali attività sono state le numerose rapine da autofinanziamento che
lo stesso M.I.L., in alcune sue pubblicazioni, ha elencato e rivendicato, dimostrando così un'incoscienza suicida
pari almeno al coraggio e alla decisione dimostrata nella "espropriazioni". Ideologicamente il M.I.L. (che
impropriamente la grande stampa definito ora Movimiento de izquierda libertaria ora Movimiento iberico
libertario, ingenerando così confusione) non sì è mai definito anarchico o libertario, rifiutando, essi dicono, sia
l'anarchismo sia il marxismo "tradizionali". Lo stile e il contenuto dei suoi documenti accostano il M.I.L. ai gruppi
situazionisti. Negli ultimi tempi alcuni elementi del M.I.L. avevano preso contatti con ambienti anarchici spagnoli,
restando però sempre estranei al movimento anarchico. Fra gli opuscoli pubblicati dalle loro edizioni Mayo 1937
vi sono titoli anarchici e per lo più marxisti, e la medesima confusione si riscontra nei loro bollettini, nei quali
si ritrova, fra l'altro, l'esaltazione della cosiddetta "banda Baader-Meinhof" e delle Brigate Rosse, la storia della
anarchico Sabatè ("el Quico"), fumetti porno-politici ecc., ecc..
Il M.I.L. s'è sciolto nel '73.
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