Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 4 nr. 28
aprile 1974


Rivista Anarchica Online

Un sindacato rosso per i colletti bianchi?
di S. Parane

Sono in corso da qualche tempo trattative tra il sindacato "quadri" (dirigenti intermedi) della Confédération Général del Cadres (il sindacato autonomo dei dirigenti) per arrivare ad un programma di rivendicazioni comuni e ad una intesa. Queste trattative sono condotte su un terreno della "specificità", cioè, per tradurre il loro gergo, tenendo conto delle funzioni proprie agli ingegneri, ai tecnici, ai capi reparto, che li distinguono dai salariati che non dispongono di alcun potere nella gestione dell'impresa.
Si potrebbe credere che lo sforzo compiuto per molti anni dalla C.G.T. per influenzare, conquistare, organizzare i dirigenti, corrisponda ad una delle numerose campagne lanciate in settori ancora "incolti", controllati insufficientemente dalle centrali sindacali. Vista sotto questa luce la manovra di avvicinamento alla C.G.C. non sarebbe che un classico tentativo di "spennare un pollo". (Il recente congresso del sindacato "quadri" della C.G.T. ha evidenziato agli occhi di tutti, salvo di coloro che non volevano vedere, l'arte e il modo di far funzionare la "democrazia" interna. Troppo scopertamente manipolata sinora dai comunisti, la Commissione Esecutiva è stata riverniciata a nuovo in modo più attraente: dall'80% di membri del partito la proporzione è passata al 60%. Con l'ammissione, tanto per seguire la moda, di un prete. E il Segretario Generale Le Guen - membro del Comitato Centrale del P.C. - ha potuto annunciare trionfalmente ch e il "bureau" avrebbe compreso, d'ora in poi, un socialista!...).
L'ampiezza e la continuità del lavoro della C.G.T. indicano una volontà che oltrepassa l'obiettivo del banale reclutamento. Da diversi anni - parallelamente all'apertura del P.C. verso le classi medie -, l'approccio dei "quadri", tanto nei servizi pubblici che nel settore privato, si trova al primo posto nei settori strategici della C.G.T. Sono state create pubblicazioni speciali, è stato messo a punto e diffuso materiale di propaganda e, cosa più significativa, sono state modificate le strutture interne dei sindacati in modo da favorirne il reclutamento.
Infatti, ai tempi in cui la C.G.T. era specificatamente operaia, esistevano forme organizzative che prevedevano nella stessa sezione sindacale lavoratori manuali, professionisti e dirigenti. Questa tradizione è stata poi abbandonata e denunciata come "aberrante e demagogica". I dirigenti avranno quindi una loro specifica organizzazione, diversa da quella dei lavoratori manuali.
Ma la federazione dei "quadri" C.G.T. (il nome esatto è "Union Général des Ingénieurs, Cadres et Techniciens" - UNICT) è assai lontana da dominare le categorie del personale dirigente. Anche reclutando la parte più qualificata dei salariati (capi squadra, impiegati di direzione, ecc.) nella sua Unione, essa non può raggiungere il numero di aderenti della C.G.C., né può superarla nelle elezioni professionali. Essa non arriva infatti al 19% dei suffragi, mentre la C.G.C. ne raccoglie più del 25%. E questo malgrado il solito apparato propagandistico e i molteplici sostegni di cui dispone la C.G.T.
Ora. la C.G.C. ha costruito la sua influenza difendendo una certa concezione della gerarchia, favorendo l'apertura a ventaglio dei salari, presentando le sue rivendicazioni come richieste ragionevoli fatte da amanti dell'ordine, praticando un riformismo possibilista. Essa non è evidentemente sfuggita all'influenza delle trasformazioni socio-economiche. Da un lato essa ha beneficiato del gonfiamento del settore terziario, ma dall'altro ha raggruppato sempre più quadri intermedi ed ha reclutato sempre meno tra i membri dell'alta gerarchia. Ne è risultato un certo cambiamento delle sue strutture: entrata in azione dei militanti più giovani, minore solidarietà verso il padronato.
Così, il bisogno della C.G.T. di estendere la sua influenza a livello dei "colletti bianchi" che dispongono di un certo potere nelle imprese e nei servizi, e la ricerca della C.G.C. di una politica che salvaguardi i privilegi relativi dei suoi membri, tenendo però conto dei suoi sviluppi sociali, favoriscono l'incontro e l'intesa.
La manovra di avvicinamento, basata su una chiara definizione della "specificità" delle funzioni dirigenziali e sul carattere intoccabile dei loro privilegi, è d'altro canto precipitata per una comune reazione contro le posizioni "estremiste". Questa reazione è particolarmente indirizzata contro la C.F.D.T., altra centrale sindacale, nata dalla evoluzione della confederazione dei lavoratori cattolici che è divenuta una organizzazione agile, ancora non molto burocratizzata, sensibile a certe tradizioni operaiste. La C.F.D.T., i cui iscritti dirigenti non oltrepassano i 30.000, si sforza di sviluppare delle formule di collaborazione tra lavoratori manuali e "colletti bianchi", di innescare delle lotte d'insieme in cui la funzione svolta non risulti un fattore di divisione, ed in genere si oppone agli aumenti generalizzati dei salari, mentre è favorevole al restringimento del ventaglio dei redditi, grazie ad un aumento prioritario dei salari più bassi. Così essa è il bersaglio degli attacchi tanto della C.G.C. che della C.G.T. e il suo reclutamento è ostacolato proprio dalla mentalità, molto diffusa tra i dirigenti, di una superiorità sociale, consacrata da retribuzioni superiori.
Il problema dei rapporti tra salariati di diversi "livelli", tra lavoratori manuali e "colletti bianchi", tra lavoratori esecutivi e dirigenti, non è di quelli che si possono risolvere, e neanche comprendere, con una formula semplicistica. I suoi molteplici aspetti riflettono l'evoluzione e le trasformazioni di una società complessa. Esso pone in realtà, oltre ai meccanismi di sfruttamento e di potere di oggi, la natura e la qualità delle gerarchie e delle forme di autorità di domani.
L'intesa tra quadri C.G.T. e C.G.C. può ben prefigurare, mettendo da parte tutta la fraseologia propagandistica, il tipo di potere che succederà a quello del denaro.

S. Parane