rivista anarchica
anno 49 n. 431
febbraio 2019


alle lettrici, ai lettori

Prezzi (e regole) nuovi

Lo ammettiamo. Parliamo, parliamo ma alla fine siamo uguali a tutti i politici di turno. Siamo ingordi, vogliamo i tuoi soldi e ancora una volta ti mettiamo le mani in tasca.

Non è così. E lo sai benissimo. Se dallo scorso 1° gennaio il prezzo della rivista è aumentato (ben) del 25%, da 4 a 5 euro, è perché proprio non potevamo farne a meno.
Sono aumentati, di conseguenza, l'abbonamento annuale (ora costa 50 euro per l'Italia e 70 per l'estero). Restano invariati i costi dei dossier, delle copertine, delle annate rilegate, degli altri prodotti “collaterali” (cd, dvd).
Da sempre noi diamo la possibilità alle abbonate/i di scegliere il mese dal quale far partire l'abbonamento. A tutte le abbonate/i diciamo che se avevano già sottoscritto l'abbonamento nel 2018 e anche all'inizio del 2019, se l'hanno fatto al vecchio importo va benissimo lo stesso.
Nessuno/a ci deve alcun conguaglio. Il che non esclude che se qualcuna/o volesse inviarcelo, non ci offenderemmo.
Cambiano anche alcune regole, in particolare per i diffusori. Ce ne sono molti perfetti, alcuni rinunciano alla loro percentuale (50% sulle copie vendute) e ce le pagano a prezzo intero, a volte anche tutte quelle loro spedite (noi chiediamo di pagarci al 50% le sole copie vendute). E, lo ricordiamo, non chiediamo l'invio delle copie invendute, non vogliamo avere nessuna forma di controllo e basiamo il nostro rapporto sulla fiducia.
Ma ci sono diffusori che se ne approfittano: ci mandano poco o niente e magari ricevono pacchetti con 5 o 10 riviste.
Idem per gli abbonamenti: noi non sospendiamo subito, continuiamo a inviare anche dopo la scadenza per favorire i ritardatari, quelli che hanno problemi nel chiudere il bilancio mensile.
Ma dal prossimo 1° aprile intendiamo gestire la baracca con maggiore accuratezza.
Diamo tempo fino a fine marzo a chi non è in regola di mettercisi, inviandoci quanto sa di doverci, pagando l'abbonamento, segnalandoci di ridurre le copie inviate (se ne riceve 10 e ce ne paga 2 – per fare un esempio).
Idem per l'estero, ci riferiamo alle copie/omaggio, alle copie in cambio con pubblicazioni che non escono più, ecc.
A tutte e tutti, nel mondo, ricordiamo che la nostra rivista è leggibile e (dal n. 354 in poi) scaricabile gratis on-line. Quindi a nessuno sarà negata la possibilità di leggersela, ma almeno gli sprechi di carta e di spese postali intendiamo eliminarli.
Fatevi vive/i, scriveteci, segnalateci le vostre eventuali difficoltà e problemi. Noi prenderemo in esame tutto. Con simpatia e comprensione.
Ma dal 1° aprile vogliamo essere migliori amministratori della nostra baracca.
E non è un pesce d'aprile.