rivista anarchica
anno 40 n. 356
ottobre 2010


caso Mastrogiovanni

Contratto di Ulisse o tela di Penelope?
a cura di Angelo Pagliaro

 

Dopo l’ultima ascesa del governo Berlusconi, in poco meno di un anno sono stati presentati ben 5 DDL (Disegni di Legge) per la modifica della Legge 13 maggio 1978 n° 180 meglio conosciuta come Legge Basaglia. Il più preoccupante è quello che porta la firma dello psichiatra e parlamentare Carlo Ciccioli (PDL) ex dirigente del MSI-DN, (assurto agli onori della cronaca nel dicembre del 1974 per aver sparato, in Piazza Cavour ad Ancona, cinque colpi di pistola Flobert contro l’extraparlamentare di sinistra Paolo Tomassoni che fu ferito ad una coscia), che parla del contratto terapeutico vincolante per il proseguimento delle cure che ben si configura con la denominazione di “contratto di Ulisse”. Questo contratto, che si richiama al mito affascinante di Ulisse, in realtà, come si legge nel disegno di legge, “vincola il paziente, originariamente d’accordo, a farsi seguire anche a prescindere da una volontà contraria, manifestata in una successiva fase della malattia”. Molte associazioni e singoli sostenitori del Basagliapensiero si sono letteralmente allarmati ed hanno dichiarato battaglia contro un altro dei tanti tentativi di rivincita che il centrodestra vuole prendersi modificando e annullando gli effetti liberatori di leggi che hanno segnato il cammino tortuoso del nostro Paese verso la civiltà.

Alcune reazioni alla proposta di legge dell’On. Ciccioli

“La proposta di legge Ciccioli, se dovesse essere approvata, determinerebbe problemi spaventosi: riaprirebbe il paradigma dell’internamento a vita per motivi psichiatrici; consentirebbe di effettuare i trattamenti sanitari obbligatori nelle abitazioni dei familiari o finanche all’interno di strutture private. Queste ultime diventerebbero così vere e proprie carceri private. Sarebbe di conseguenza interesse del proprietario della struttura tenere la persona internata a vita.”

Luigi Attenasio
(Presidente di Psichiatria Democratica del Lazio e direttore del Dipartimento di salute mentale della Asl Roma C a proposito del DDL presentato dal parlamentare del PDL)


“Ribadiamo il nostro no alla revisione della legge 180. Il vero problema del sistema di presa in carico dei pazienti psichiatrici non è la 180 ma il deficit di programmazione territoriale”.

Gisella Trincas
(Presidente dell’Unasam)


“Una proposta del genere in concomitanza con il taglio di 10 miliardi di finanziamenti alle regioni diventa il presupposto per affidare tutto il settore al privato accreditato e in questi anni ho visto situazioni degradanti in quelle zone dove il privato la fa da padrone”.

Ignazio Marino
(presidente della Commissione di inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale)


“Dopo anni di conquiste, l’ultimo decennio è caratterizzato da un’involuzione del modo di intendere la cura del disagio mentale. Si sta ritornando a un’idea di istituzionalizzazione, una nuova manicomialità e su tutto questo incombe la minaccia di un Tso prolungato. Per questo motivo non può bastare la nostra presenza, anche la politica deve fare la propria parte perché il benessere psichico deve essere al centro di un progetto di sviluppo della società.

Girolamo Digilio
(vice presidente dell’Unasam)


“Come può un “malato di mente” a cui viene negata e misconosciuta qualsiasi minima autonomia e autodeterminazione e ogni capacità decisionale anche minima, essere poi capace di optare per il contratto di Ulisse? Mi piacerebbe che qualche persona ponesse, mettendolo alle strette, questa domanda in Parlamento a Carlo Ciccioli mentre dibattono del suo DDL. E mi piacerebbe sentire e vedere su quali specchi si proverebbe la scalata”.

Natale Adornetto
(Dottore in psicologia – Telefono Viola)
Sitografia