rivista anarchica
anno 40 n. 356
ottobre 2010


Trentasette
anni fa


 

a cura della redazione

 

 

Giunta quasi al termine dei primi tre anni di “A”, la redazione segnala un possibile imminente rischio di cessazione delle pubblicazioni. L’editoriale del n. 25 (novembre/dicembre 1973) si intitola “Quasi un commiato” e, nel segnalare l’ammontare del deficit a ben lire 1.700.000 (nemmeno 900 euro), chiama tutti lettori e i sostenitori di “A” a uno sforzo collettivo per raccogliere subito almeno un milione di lire (550 euro) e poi 5 milioni di lire (2.500 euro) entro sei mesi per assicurare la continuità delle pubblicazioni.
Con il senno di poi, sappiamo che quel commiato non c’è poi stato, che la situazione in qualche modo si è aggiustata e che “A” ha proseguito per molto tempo la sua funzione. E tuttora va avanti...
In copertina cinque foto rimandano ai principali articoli. Il volto del presidente della FIAT Gianni Agnelli richiama l’articolo di apertura, scritto da Luciano Lanza (Emilio Cipriano) sul “compromesso economico” tra l’industria torinese, lo Stato, il PCI e sindacati. “Le forze sindacali, responsabilizzandosi nella realizzazione del piano, coinvolgeranno le masse da loro egemonizzate nella conduzione del proprio sfruttamento – si legge tra l’altro – cercando di ribaltare la naturale contrapposizione tra sfruttatori e sfruttati in un clima di aperto interclassismo”.
Il secondo argomento è il Cile, dove il 9 settembre il golpe del generale Pinochet ha rovesciato il governo del socialista Allende e aperto una fase di fortissima repressione politica e sociale.
Ancora una volta è presente la Spagna, in particolare “Barcellona libertaria”: così si intitola il reportage di un soggiorno nella “capitale” catalana dell’anarchismo. Ne emerge un quadro vivace dell’opposizione anarchica e libertaria ad oltre 37 anni dal golpe di stampo fascista del generalissimo
(e cattolicissimo) Francisco Franco.
Il volto stilizzato di Giovanni Marini, l’anarchico salernitano detenuto per essersi difeso nel corso di uno scontro con alcuni fascisti locali (uno dei quali, Giuseppe Falvella, morì), fa da richiamo ad un articolo che ne ricostruisce la personalità e il contesto grazie ad una serie di interviste ad amici e compagni di Salerno. La campagna sul “caso Marini” e per l’antifascismo militante è in pieno corso in tutta Italia e la rivista continua a sostenerla attivamente.
L’ultimo rimando in copertina è alla Lettura di Proudhon: autogestione e federalismo sono al centro di questo quarto e ultimo dossier (stampato
anche a parte) sui classici dell’anarchismo, tutti curati da Giampietro “Nico” Berti (Mirko Roberti) e tutti ancora disponibili tra i nostri “prodotti collaterali”. 37 anni dopo, appunto.