rivista anarchica
anno 35 n. 311
ottobre 2005


ai lettori

Una guidA utile

 

Le 24 pagine centrali di questo numero sono “occupate” dal dossier Leggere l’anarchismo – la storia, le storie, il pensiero, che viene stampato anche a parte in alcune migliaia di copie. Si tratta di una guida ragionata ai libri in lingua italiana sull’anarchismo, divisa in numerosi capitoletti per favorire l’approccio a singoli aspetti, pensando a chi sia interessato non all’intero patrimonio storico-teorico dell’anarchismo, ma appunto a determinati campi (la letteratura, il cinema, ecc.).
A realizzare questo lavoro è stato Massimo Ortalli, storico collaboratore della nostra rivista (ove cura la rubrica “Ritratti in piedi”) e nostro grande amico da oltre un trentennio. Tra l’altro, Massimo è il responsabile dell’Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana (FAI). Il suo coinvolgimento in questo progetto non si è esaurito con la realizzazione di questo dossier, ma prosegue con la disponibilità a rispondere a chiunque si rivolga direttamente a lui (tramite il suo personale indirizzo di posta elettronica) per qualsiasi chiarimento o informazione – e in particolare per conoscere gli indirizzi delle numerose piccole case editrici segnalate, che per ragioni di spazio non abbiamo potuto inserire nel dossier.
Questa non è una guida completa, come spiega l’autore nella nota introduttiva, né ha alcuna pretesa accademica. A parte qualche eccezione, si tratta di libri editi negli ultimi dieci anni, quindi perlopiù facilmente reperibili nelle librerie o richiedendoli direttamente alle case editrici: ci sono case editrici commerciali e altre quasi sconosciute. Delle principali case editrici anarchiche e libertarie forniamo i dati in ultima pagina, per le altre – come accennato – ci si può rivolgere direttamente a Ortalli.
Noi siamo convinti che si tratti di un’opera importante, che permette di avere una visione d’insieme della ricchezza e della varietà del patrimonio culturale dell’anarchismo. Noi stessi “addetti ai lavori” dell’editoria anarchica, che pure abbiamo a che fare quotidianamente con questo mondo, siamo rimasti sorpresi nel vedere messi in fila, uno per uno, oltre 270 titoli – alcuni dei quali ci erano sconosciuti.
Raccontava recentemente (a Firenze, ai primi di settembre, nell’ambito della riuscita Vetrina dell’Editoria Anarchica e Libertaria) Claudio Venza, militante anarchico e professore universitario a Trieste, che quando ha comunicato ad alcuni suoi colleghi storici che stava collaborando ad un progetto di ricerca sugli anarchici italiani (sfociato poi nei due volumi del Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani), costoro storsero un po’ il naso, convinti che si sarebbe trattato di un libretto con alcune decine di biografie. Parallelamente, siamo convinti che se si chiedesse anche ad altri “operatori culturali” di esprimere una valutazione anche solo quantitativa sulla produzione editoriale dell’/sull’anarchismo, ci troveremmo di fronte ad un’analoga sottostima.
La questione, evidentemente, non è che in piccola parte quantitativa. Dietro questa sottostima, c’è il disinteresse (e la superficialità) di chi è abituato ad esaminare tutto dalla parte dei vincenti, dei potenti, del mercato: tot copie, tot fatturato, tot best-seller.
Il mondo editoriale su cui lancia il suo sguardo Massimo Ortalli è fatto anche di successi editoriali: pensiamo al primo volume citato, quella Storia degli anarchici italiani da Bakunin a Malatesta che uscita nel ’69 restò per lungo tempo ai primi posti della hit-parade editoriale. Ma è in buona parte fatto, questo mondo, di testi editi da noi anarchici, tramite alcune case editrici più grosse, presenti anche (in varia misura) nelle librerie, e anche da case editrici piccoline, dall’attività a volte discontinua, se non quasi occasionale.
Non è possibile avvicinarsi al mondo proprio dell’anarchismo senza quel rispetto e quella volontà di conoscere e di capire che vanno applicati a tutti i mondi. Meglio ancora se chi si avvicina alla nostra storia e al nostro pensiero ha profondo un senso di simpatia, nel significato etimologico della parola: dal greco antico “sentire insieme”, avere una comune sensibilità.

On-line. Questo dossier è sicuramente il primo, con questo taglio e di tali dimensioni, nella storia del nostro movimento. Noi riteniamo che possa essere un ottimo strumento militante, a disposizione cioè dei gruppi anarchici, dei collettivi libertari, dei singoli compagni impegnati in quell’opera di “propaganda” che, aggiornata nei metodi e nella terminologia, resta uno dei compiti principali del movimento anarchico.
A chi si avvicina al nostro ambiente, al giovane studioso come al punk, possiamo ora offrire anche questo strumento cartaceo per “farsi un’idea” di quel che c’è da leggere.
Attenzione! Uno strumento non solo cartaceo, perché è già online nel nostro sito. Ma soprattutto perché troverà a breve una sua collocazione indipendente da questo numero on-line e sarà periodicamente aggiornato dallo stesso Massimo Ortalli, in modo da proporsi come una guida sempre utilizzabile e scaricabile a costo zero. Vi terremo informati.

Pagamenti. Il dossier Leggere l’anarchismo non reca alcuna indicazione di prezzo. Abbiamo fissato i seguenti costi: una copia 1,50 euro. Da 2 a 9 copie, 1,00 euro. Da 10 copie a 99 copie, 50 centesimi. Da 100 copie in su, 40 centesimi. Le spedizioni avvengono per posta ordinaria. È possibile richiedere l’invio contrassegno, fornendoci l’indirizzo postale completo di Cap e preparandosi a pagare l’importo al postino, maggiorato di 4,00 euro fissi (qualunque sia il quantitativo di copie richieste).

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