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Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 10 nr. 85
estate 1980


Rivista Anarchica Online

RASSEGNA LIBERTARIA
a cura della Redazione

Questa volta la nostra rassegna della stampa libertaria internazionale comprende esclusivamente giornali e libri in inglese. Una ragione contingente è dovuta al fatto che nei mesi estivi non è uscito in italiano quasi niente di nuovo: va anzi segnalata la prolungata sospensione delle pubblicazioni di Umanità Nova, la cui redazione ha deciso di anticipare all'inizio di luglio quella sospensione estiva che tradizionalmente era limitata al mese di agosto. Con un polemico editoriale apparso sul n. 25 (l'ultimo prima della sospensione) la redazione ha denunciato le carenze che attanagliano la vita del settimanale, sul cui bilancio gravava allora un deficit di oltre 11 milioni. Oltre ad un numero de La questione sociale dedicato quasi esclusivamente al "caso Galli", solo L'internazionale ha continuato ad uscire regolarmente, anche in agosto. Cogliamo l'occasione per rettificare un'errata informazione fornita nella scorsa puntata di questa rassegna libertaria: la tiratura de L'internazionale è di 4.000 copie mensili, e non di circa 2.000 come avevamo erroneamente indicato.
Ma vi è un'altra ragione che ci spinge a dare particolare attenzione in questa sede alla stampa "straniera". Conosciamo infatti l'importanza che hanno l'informazione e la circolazione delle idee in generale, e soprattutto in un movimento decentrato e federalista come il nostro, e al contempo sappiamo quanto sia difficile (anche per chi conoscendo altre lingue sia interessato a riceverli) procurarsi giornali editi all'estero. Ecco quindi la principale funzione che attribuiamo a questa rassegna: far conoscere e seguire con attenzione un po' tutta la pubblicistica libertaria internazionale, e attraverso questa lettura critica allargare le conoscenze sull'evolversi delle attività e del pensiero libertario ovunque si manifestino. Nessuno snobismo, dunque, nella scelta di dar spazio a giornali in lingua straniera: anzi, il suo esatto contrario, cioè la volontà di rendere tutti i compagni indistintamente in grado di seguire almeno nelle sue linee generali la pubblicistica libertaria. Chi poi volesse procurarseli, si rivolga direttamente agli indirizzi che quando indicati segnaliamo sempre.
Questa rassegna della pubblicistica libertaria internazionale inizia così segnalando due ottime pubblicazioni in lingue inglese. Una viene dalla costa pacifica del Canada, esattamente da Vancouver, e si tratta dell'undicesimo numero di Open Road, ricco di articoli, saggi, informazioni. Anche la presentazione grafica è decisamente valida. Il corpo centrale di questo numero raccoglie una serie di lunghi saggi di riflessione sull'ultimo decennio e di analisi delle prospettive future: "gli insegnamenti degli anni '70 / le strategie per gli anni '80" è infatti il titolo generale di questa sezione. Due di questi saggi li trovate tradotti su questo stesso numero della rivista: si tratta del saggio sull'anarco-femminismo di Kytha Kurin e della lettera aperta sull'ecologia di Murray Bookchin. Passiamo brevemente in rassegna gli altri: Bob Silverman ripercorre l'esperienza tuttora in corso in Nord America del movimento dei "ciclisti militanti", un fenomeno davvero originale per il lettore italiano. La lotta contro il traffico, con lo strapotere delle case automobilistiche, per imporre alle autorità di facilitare ovunque la circolazione delle biciclette sottende evidentemente una concezione "ecologica" della società che contrasta con le scelte industriali, urbanistiche, ecc. delle classi dominanti: di qui lo scontro in atto, e la sua tendenza ad estendersi ad altri aspetti della vita sociale. In un altro saggio Fred Mobile analizza la situazione carceraria nordamericana, mettendo in luce i nuovi meccanismi di repressione e di controllo della personalità: particolare attenzione viene dedicata alla lotta contro l'isolamento carcerario, che è un po' il tema centrale di tutto il movimento anti-carceri negli U.S.A. ed in Canada. Sempre sulla stessa tematica un gruppo anti-carceri anarchico operante in Canada riferisce della sua esperienza pratica. John Zerzan analizza il malcontento ed i fenomeni di rivolta che attraversano la società americana, domandandosi se la frustrazione che emerge in tanti aspetti della vita sociale sarà incanalata in un un'isteria reazionaria (qual è quella evidenziata dalle manifestazioni anti-iraniane dei mesi scorsi) oppure se vi sarà una crescita nelle attività rivoluzionarie. Altri saggi (tra i quali, una buona parte del "programma anarchico" dei Gruppi Anarchici Federati - unico contributo dall'Italia) completano quell'intelligente raccolta di contributi da leggere, da meditare, da discutere (l'indirizzo di Open Road è: Box 6135, Station G, Vancouver, B.C., V6R 4G5, Canada; l'abbonamento annuo suggerito è di almeno due ore di salario, più altri 5 dollari per l'invio via aerea. Una copia del n. 11 costa 2 dollari).
Un'altra pubblicazione in lingua inglese che desideriamo segnalare è il n. 5 dell'Anarchist review ("rivista anarchica") della Cienfuegos Press, l'attivissima casa editrice con sede nelle isole Orchadi, a nord della Scozia (Cienfuegos Press, Over the Water, Sanday, Orkney, KW17 2BL, Regno Unito / Una copia del n. 5 costa 2 sterline). Si tratta di un vero e proprio volume di 148 pagine, con articoli dedicati alla problematica organizzativa, alla Bulgaria oggi, agli anarchici nella rivoluzione messicana, alla banda del Matese, ecc.. Una ventina di pagine sono dedicate alla vita e ad alcuni scritti di Errico Malatesta. La parte del Leone è comunque fatta dalle recensioni dei libri (qualche decina), dal cui insieme emerge la vitalità del pensiero libertario, non solo nell'ambito culturale anarchico ma anche, seppur frammentariamente ed a volte contraddittoriamente, in altri ambiti culturali.
La medesima casa editrice anarchica Cienfuegos Press ha pubblicato recentemente un interessante volume di due criminologi americani, Larry Tifft e Dennis Sullivan, dal titolo The struggle to be human: crime, criminology and anarchism ("la lotta per essere umani: crimine, criminologia e anarchismo"). Si tratta di una ricerca da un punto di vista anarchico sul crimine, sulla punizione, ecc., in aperta polemica con l'impostazione data alla "questione criminale" dalla sociologia accademica e da quella marxista.
Anche nella repubblica d'Irlanda (Eire) gli anarchici ci sono e si fanno sentire: segnaliamo qui due pubblicazioni, Resistance! (7 Marlboro St., Dublino, Eire) e Anarchist worker (49a Leinster Rd. Dublino 6, Eire), quest'ultima organo dell'Anarchist worker alliance ("Alleanza dei lavoratori anarchici"). Tra i vari temi affrontati su queste testate, emerge quello della lotta contro l'energia nucleare e, in particolare, contro le miniere di uranio. Anche gli anarchici di Belfast, la capitale dell'Irlanda del Nord (Ulster), sono impegnati su questo fronte anti-nucleare, come risulta dal loro periodico fondato quest'anno Outta control ("Fuori controllo") e da un volantone anti-nucleare diffuso in questi mesi. Chi desiderasse ricevere Outta control (un numero costa il corrispondente di 300 lire) scriva al seguente indirizzo: Outta control, Belfast Anarchist Collective, c/o Just Books, Smithfield, Belfast, Ulster, U.K.
Una vera miniera di informazioni, comunicati, notizie ed a volte anche di interessanti analisi sul movimento alternativo, antimilitarista principalmente ma anche ecologico, ecc., è costituita dal quindicinale Peace news for nonviolent revolution (8 Elm Avenue, Nottingham, U.K. / una copia costa il corrispondente di 400 lire): come indica già il titolo ("Notizie di pace per una rivoluzione nonviolenta") non si tratta di una pubblicazione anarchica. Trovano comunque spazio al suo interno un po' tutte le tematiche della sinistra anti-autoritaria britannica, in un continuo susseguirsi di piccole e grandi informazioni di lotte, iniziative, marce, nuovi gruppi, appelli alla solidarietà. Un bel giornale, graficamente vivace, che deve certamente avere una sua storia se è vero, com'è indicato in copertina, che ha già superato i duemila numeri pubblicati!
Ultima segnalazione, il bimestrale Fifth estate ("Quinto stato") che viene pubblicato a Detroit, la capitale U.S.A. dell'auto: si tratta di un giornale a 16 pagine, di netta impostazione libertaria ed antiautoritaria, anch'esso ricco di informazioni e di tematiche proprie dei movimenti libertari nordamericani - con particolare attenzione alle lotte nelle carceri. L'abbonamento per l'estero costa 6 dollari (indirizzate a: Fifth Estate, 4403 Second Ave., Detroit, Mi. 48201, U.S.A.).