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Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 25 nr. 218
maggio 1995


Rivista Anarchica Online

Nel corso del tempo
di Stefano Giaccone

Passo la mia vita dietro questo video. Risistemo i dati mescolati, perduti del Cervello Europa 1, dopo la Grande Evaporazione, un incidente cibernetico gigantesco. Sono un tecnico di computer e, come tutti ogni tanto mi scordo che dietro ai segni, ai simboli, alle parole c'è, o ci dovrebbe essere una ... realtà. Viviamo nel Mondo-Linguaggio, confuso grumo di molti linguaggi e Storia di ogni possibile storia. I files che io devo recuperare, le informazioni che lentamente nel pantano informatico emergono sul mio computer (che io chiamo Zen), sono casuali? Sono la Storia Vera, ovvero la Verità? Esiste una possibilità di comprenderli, di spiegarli, di usarli senza accettare l'esistenza di una realtà che, oggettivamente, si manifesti nel Linguaggio? Ovvero, c'è un senso storico, etico, umano oppure tutto si fa confuso, impenetrabile se si esce dalla propria Soggettività, dall'Essere?
" ... ma il postmodernismo con la sua enfasi sull'effimero, la sua insistenza sull'impenetrabilità dell'altro, il suo concentrarsi sul testo anziché sull'opera, la sua tendenza alla decostruzione che sfiora il nichilismo, la sua preferenza per l'estetica rispetto all'etica, spinge le cose troppo in là. Oltre il punto in cui si ferma la politica coerente .. .i filosofi postmodernisti ci dicono non solo di accettare ma di godere delle frammentazioni e della cacofonia delle voci attraverso cui si comprendono i dilemmi del mondo moderno ... vogliono che accettiamo le reificazioni e le divisioni, che celebriamo le attività di mascheramento e di copertura, tutti i feticismi di località, posizione o raggruppamento sociale, negando quel tipo di meta-teoria in grado di comprendere i processi politico-economici che stanno diventando sempre più universalizzanti nella loro profondità, intensità, portata e potere sulla vita quotidiana.» Uscito nel 1990, "La crisi della modernità» di David Harvey (Il Saggiatore Editore), è il tentativo di un pensatore marxista di riaffermare la centralità del materialismo storico, seppur aggiornato, come indispensabile meta-teoria. Tutto questo all'interno del dibattito tra modernità e post-moderno, percezione del Tempo e dello Spazio. Un libro molto interessante e criticabile (qualità positiva in un testo che prende "i suoi rischi"). Ancora Harvey: " ... se consideriamo la cultura come quel complesso di segni e significati (compresa la lingua) che si intrecciano in codici di trasmissione di valori e significati sociali, allora possiamo almeno accingerci al compito di svelare le sue attuali complessità riconoscendo che il denaro e le merci sono essi stessi i principali portatori di codici culturali. Poiché il denaro e le merci sono assolutamente legati alla circolazione di capitale, ne consegue che le forme culturali sono ben radicate nel processo quotidiano di circolazione del capitale." Il compagno Marco Coseschi di "Comunismo Libertario" (c.p.558-571 00 Livorno) non ha dubbi: "... tutto il castello di carta ideologico sulla presunta 'modernità' portatrice di nuove e sempre più vaste complessità socio-economiche tali da segnare una netta cesura con le dinamiche conflittuali da sempre peculiari del modo di produzione capitalista, sembra improvvisamente crollare sotto la spinta semplificatrice degli eventi materiali...". Articolo da leggere sebbene io dissenta in modo netto da alcune affermazioni (es. negare che una cesura ci sia stata; cito solo ad esempio l'enorme aumento del capitale finanziario; affermare che la lotta di classe, pensata mi pare ancora come il nostro Cassius Clay da scagliare contro il padronato Ivan Drago semplifichi cose che semplici non sono: il "punto di vista" proletario sullo Stato, le compatibilità, la borghesia nazionale, è assente o, peggio,
rivolto verso l'opposto versante, si fa per dire, e questo solo in parte per l'ignobile azione opportunistica di sindacati e PDS, come scritto nell'articolo. Magari fosse vero...).
Apriamo il file di Arialdo, l'eretico dolciniano alla macchia inseguito dagli sgherri del Papa, 1307, Valsesia: " ... e avevamo in odio ogni segno di Croce. Dietro due linee di gesso, due pali, due gambi di giunco, la Parola di Cristo suonava falsa, macchiata del nostro sangue, che la Chiesa, per la sua maggior gloria, faceva scorrere .... L'intelligenza delle cose in genere e dei fatti della vita spirituale, nasce dalla proprietà dei Nomi: se ad una 'cosa', non conviene il nome, non gli conviene neppure il significato, l'insieme di qualità, attributi, relazioni che sono sintetizzati nel Nome stesso ... altra cosa è significare, altra è confirmare ... non si può dare valore oggettivo a ciò che ha volere soggettivo, spirituale." Segni e significati. Arialdo (mescolato a Delio Cantimori «Eretici italiani del Cinquecento"), nella sua lotta supera il potere del simbolo. Come l'espressione "libertà di parola o di stampa" che non rimanda a una possibilità di comunicazione ma alla Legge dei Media. Solo chi sta nel "codice" (e può permetterselo) ha uno spazio che poi lo Stato provvede a difendere. Di questo se ne parla su "radio Pirata" opuscolo delle Edizioni Multimedia Attack (c/o DeCanale c.p.144-10064 Pinerolo - To). Ottima pubblicazione che, tra l'altro, traduce un libretto tecnico-politico americano che insegna come farsi...spazio nell'etere, senza chiedere permesso. Una voce libera.
Andria (Ba): c'è l'associazione Vox Libera, ovvero una iniziativa multiforme (programmazione di rock e musica sperimentale, mostre e teatro, la fanza "Suoni e Visioni", produzione/diffusione di materiale autoprodotto - Mele marce), ma vorrei citare una iniziativa specifica sulla Comunicazione Verbale presso di loro (Via Bandiera e Moro 63 tel. 0883-555179) da cui cito: "...la rivoluzione che io auspico è quella del linguaggio. La sovversione degli schemi mentali che vincolano il linguaggio sta alla base, secondo me, di qualsiasi discorso sulla libertà ... " Altre voci, altre fanze: "Quattro gatti" c/o Ragnatela-Sergio Foschini via Martinelli 13/1-16035 Rapallo (Ge). Interviste a gruppi punk ma anche articoli sul "virtuale", repressione, poesie. Buona lettura e buon ascolto perché costoro hanno anche fatto uscire una magnifica cassetta con i brani di Woody Guthrie su Sacco e Vanzetti. 5.000 lire con libretto dei testi.

Che fine ha fatto Spino, il compagno rinchiuso nel solaio di radio Alice durante una perquisa, 1977, nonché mio secondo file da ... curare?
" ... va bé, finiamo anche 'sta stecchetta 'che se non fumo vado in para. Cos'è questo? - è un Punk quello che per cui l'unico sistema ancora accettabile è quello di non avere sistemi. Chi si rifiuta di dare spiegazioni, perché fintanto che c'è della gente che spiega ce n'è necessariamente dell'altra che impara. E' punk chi per fare qualcosa di creativo non pensa a fare qualcosa di creativo ... è punk chi si sforza di diventare ciò che è". Abbastanza ontologico questo intervento di Spino (da "Gong" gennaio 1978). Cos'è Punk? C'è una realtà dietro la parola. Sentivetela sul singolo "un mondo fichissimo" de I Fichissimi (c/o Pomini, via Goito 29 - 10064 Pinerolo - To) coprodotto da Abbestia, Barocchio occupato ed El Paso. Introdotto dalla voce di Abatantuono, segue l'essenza dello spirito (ahi, queste parole postmoderne ... ) del Punk: energia, cuore&testa&sonno&scazzo&ironia. Ottimo come gesto in toto: musicale, lirico, autoproduttivo. Non gradisco molto certo "stile", soprattutto sul palco, da nerds californiani, ma Pomo e soci mi piacciono, anzi ... sprupuzziunati.
La realtà, il simbolo, la percezione del Tempo e dello Spazio. Il cinema, ad esempio: "... per un certo tempo, è sembrato che la memoria pubblica dell'Estate della Libertà del 1964 sarebbe stata quella del film di Hollywood-Mississipi Buming. In questo film da guardie e ladri sono i paesani gli assassini di Chaney, Schwerner e Goodman. Ma assurdamente i neri del Mississipi e il movimento dei diritti civili raramente si vedono. Gli eroi sono gli agenti della F.B.I. di Edgar Hoover. In realtà, loro aiutarono sì a trovare gli assassini ma solo dopo che il furore nazionale costrinse il presidente Johnson ad intervenire..." (da "world today" S. Francisco - Adam Hochschild, uno che c'era). "Sorpresa. Qui è Dottor Blatto. Oggi parlo io direttamente, niente Out of the blue. Te lo ricordi quello slogan che faceva tanto "combat rock": "Il futuro non è ancora stato scritto"? Bé, adesso tu lo sai. Balle. Vuoi il mio di slogan? "Il futuro si può riscrivere". Adesso il tuo cervello dovrebbe essere in stato di allerta. Credi davvero nel caso? Ritieni sul serio che tutti i dati affluiti al tuo computer siano frutto soltanto della tua ricerca? Prova a confrontarli con quelli ricevuti dagli altri tecnici, troverai biografie di capitani d'industria, classifiche di capocannonieri di calcio, oscillazioni della Borsa e della lunghezza delle gonne primavera/estate. Il tuo cervello drizza le antenne? (So che da voi è ancora un modo di dire...). Vorrai delle risposte, accontentati di una sigla: COMM. 64. Sì, l'abbreviazione del nonno dei personal computers (Qui da noi è l'appellativo con cui si etichettano quelli che vanno male a scuola. Sai, i somari sono estinti da un pezzo. "Ehi, datti da fare o rimarrai per sempre un Comm. 64!"). lo e gli "altri" come me ci riconosciamo sotto questa sigla perché siamo dei passatisti, ci piacciono i dischi di vinile e i giradischi, i libri di carta, il cinema con le idee e perché vogliamo che questo passato non diventi una linea bianca, un nulla muto. Siamo una bestemmia del futuro. "Casualmente abbiamo incontrato Out of the blue e da lei è stato facile arrivare a te. Il tuo cervello sogghigna o è troppo per una generazione che crede ancora che la TV aiuti ad addormentarsi? "Un sacco di gente passava la vita a programmare i computer. E sai cosa? Il cervello umano non assomiglia neanche lontanamente a una macchina. Non si programmano allo stesso modo".
Un sacco di gente guarda oltre le curve delle tangenziali, ma tra le luci gialle delle periferie non scorgerà mai il futuro. Il futuro ce l'ha in tasca. È il biglietto di un viaggio per cui, poi, non si è partiti. Ricorda, Il futuro non corrisponde mai. Non ai tuoi desideri. Non alle previsioni. Rispetta soltanto le promesse di malinconia, perché quelle, comunque, arrivano. "Siamo come mosche intelligenti che vagano in un aeroporto internazionale. Alcuni di noi riescono a salire su un volo per Londra o per Rio, magari sopravvivono al viaggio e tornano indietro.
"Ehi" dicono alle altre mosche "cosa succede dall'altra parte di quella porta? Cosa sanno loro che noi non sappiamo?". Ai bordi della Autostrada ogni linguaggio umano si disfa fra le mani tranne forse il linguaggio dello sciamano, del cabalista, il linguaggio del mistico intento a tracciare la mappa delle gerarchie dei demoni, degli angeli, dei santi (...) Mosche in un aeroporto che fanno l'autostop. Le mosche sono pregate di non cercare di capire il Grande Piano. Ripetuti tentativi in questa direzione portano inevitabilmente al lento, inarrestabile sbocciare della paranoia, la mente che proietta immense forme scure sulle pareti della notte, forme che solidificano, diventano pazzia, religione (...) Noi siamo qui per assicurarci che la nostra specie abbia il suo tornaconto. E tuttavia, certe cose stanno diventando sempre più evidenti; una di queste è che non siamo le sole mosche ad aver trovato la strada dell'aeroporto.
Abbiamo raccolto i prodotti di almeno cinque o sei culture ampiamente divergenti "altri selvaggi", li chiamiamo. Siamo come topi nella stiva di un mercantile, che scambiano piccole cianfrusaglie con i topi di altri porti. E sognano le luci splendenti, la grande città" (da "Hinterland" in "La notte che bruciammo Chrome" di William Gibson. Urania/Mondadori). A risentirci. Dottor Blatto, il tuo vecchietto preferito.