Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 14 nr. 120
giugno 1984


Rivista Anarchica Online

Musica & idee
a cura di Marco Pandin (marcpan@tin.it)

I paesi imperialisti che si sono spartiti il mondo riempiono di arsenali e soldati ogni angolo della terra, organizzano guerre di teatro, mobilitano le truppe dei paesi satelliti come l'Italia, Libano, Iran, Afghanistan, Salvador, Falklands: tutto questo è molto vicino, è nelle nostre vite tutti i giorni. Muoversi subito e attivamente: ritiro delle truppe dal Libano, sputtanare definitivamente la teoria delle trattative USA-URSS, nessun missile a Comiso né da nessun'altra parte, no alla merda nucleare che è solo un'altra faccia dell'economia di guerra, disarmo unilaterale, chiudere le fabbriche di morte (l'Italia è il quarto paese esportatore di armi), ma soprattutto controbattere punto su punto la propaganda patriottarda e nazionalista di Craxi & Co. La spesa pubblica è stata drasticamente ridotta per dirottare miliardi sulle spese militari. Questo vuol dire più disoccupati, meno servizi sociali, restringimento degli spazi e militarizzazione della società (da 1984).
Un'uscita davvero molto importante, questo mese: l'album dei Franti e dei Contrazione di Torino. Diviso a metà tra i due gruppi, questo disco rappresenta un importante punto di arrivo: credo sia la prima volta che in Italia si sia riusciti a stabilire una fruttuosa collaborazione fra gruppi, tenendo conto delle simili tendenze filosofiche piuttosto che dei diversi orientamenti musicali. Tra l'altro, ci si trova di fronte ad un disco musicalmente ottimo, specie la facciata dei Franti, ricca di emozioni e di feeling.
Qualcuno si chiederà come mai due gruppi che fanno musica così diversa si siano messi a fare un disco assieme. Per una volta tanto il denominatore comune non è il tipo di musica ma quello che si vuole esprimere e comunicare con essa, rompendo quella logica quasi standardizzata che vuole i gruppi prendere iniziative insieme a partire dalla loro similitudine musicale. Come se la musica fosse una vernice che prescinde da chi la usa e come la usa. Per noi invece questa collaborazione è stata essenziale, perché così facendo speriamo di arrivare a canali ai quali probabilmente non saremmo mai arrivati. Questo non vuol essere un discorso commerciale, ma un discorso di livelli di comunicazione, ovvero un passo in avanti perché non ci si fermi alle etichette, ai simboli, per arrivare finalmente ai contenuti e confrontarsi su di essi.
Questo disco è completamente autoprodotto dai gruppi che vi compaiono. In un mondo organizzato e schiacciato dalla logica del profitto e del potere, punti fondamentali per rompere le regole sono l'autogestione e l'autoproduzione. Creare e autogestire collettivamente sale-prova, sale di registrazione, strumenti, la distribuzione e la riproduzione di materiale stampato, sonoro, etc. vuol dire tagliare le mani agli speculatori e agli affaristi. Crediamo anche che la lotta per l'autogestione non può che coinvolgere direttamente le tue scelte, i tuoi percorsi, la tua coscienza: è la tua vita che suona, e non soltanto da un palco. Questo deve significare immaginare e praticare modi di vivere antagonisti e contrapposti a quelli stabiliti. Questa è solo una premessa per mettere in chiaro lo spirito e la rabbia con la quale ci siamo imbarcati per fare questo disco, che non è NOI ma una riproduzione e, per fortuna, neanche fedele, visto che le cose sono in movimento. Questo disco è un'iniziativa di lotta per continuare ad ampliare il raggio e la forza di chi vuol essere irriducibilmente vivo.
Due gruppi molto diversi in senso musicale, quindi: su un lato i Contrazione che propongono composizioni dure ed abrasive (piuttosto originali anche se vicine ad esperienze inglesi), con testi tutti molto buoni e particolari. Dall'altro, i Franti, per i quali il discorso si fa complicato. Difficilmente accostabili a uno «stile», sembra che per loro la musica non abbia confini. Sinceramente, sono uno tra i gruppi italiani che più apprezzo e stimo, quindi mi è abbastanza difficile essere imparziale e glaciale ... C'è da augurarsi che disco e gruppi abbiano l'attenzione che meritano: non mi resta che invitarvi ad un acquisto senza pregiudizi e, soprattutto, ad una prolungata serie di ascolti in attenzione.
Extra più che una fanzine è un bollettino ciclostilato di collegamento tra individui e gruppi anarchici/libertari, rivolto essenzialmente all'area del Friuli-Venezia Giulia. E' pubblicato dal CSL Circolo «Emiliano Zapata» di Pordenone, e raccoglie materiali ed interventi scritti dai lettori interessati. Nel primo numero, uscito questo mese, tra i vari interventi c'è da segnalare quello di Punkrazio, che spiega l'evoluzione e la crescita dell'ex-punk ad Udine e dintorni. Mi sembra che nel suo intervento Punkrazio sia riuscito a sintetizzare efficacemente sentimenti, frustrazioni e malesseri tante volte incontrati in altrettante frustranti riunioni. Non sono a conoscenza del prezzo di Extra, né dell'eventuale disponibilità di copie.