Rivista Anarchica Online





SAPPI CHE

<Il mattino ha l'oro in bocca, non te l'hanno detto?>
Ma lui non si sveglia mai prima di mezzogiorno. Si alza con uno sbadiglio accecante di sonno prima di strascicare il passo verso la cucina. La bocca ha il retrogusto acido e impastato dei residui dell'alcol. Non ha fame. Per colazione si tuffa dentro il mare nero di un caffè lungo.
<Non capisco come tu possa stare lì ogni giorno, fermo a guardare la vita che ti passa accanto> gli dico indicando il letto. <SAPPI CHE tirare tardi ogni notte ti fa perdere di vista la bellezza di certi risvegli...>
Scosto la tendina della finestra: <Là fuori, nelle prime ore del mattino, c'è un mondo da scoprire. Appassionati di jogging che corrono nel silenzio, persone che portano a spasso il cane e si perdono nella prospettiva delle strade deserte... >
Lui ti fa notare che non possiede un cane e non intende entrare nel tunnel dello sport, ma io non mi fermo: <SAPPI CHE al mattino presto c'è la bellezza della città che trattiene ancora il respiro. Ma tu preferisci dormirci sopra. Guarda fuori, ti dico>
Poi mi accorgo che fuori sta piovendo, e la città è chiusa in un grigiore compatto da pausa pranzo. Nel frattempo lui ha già iniziato a strofinarsi i denti con uno spazzolino consumato. Quanto alla barba, anche oggi si salta.
<Che effetto ti fa vedere la tua immagine riflessa? Non ti viene voglia di cambiare?> gli chiedo.
Lui mi guarda smarrito, piano piano si ricompone e mi restituisce un sorriso sbiadito che sembra dire: <SAPPI CHE parlare da solo davanti allo specchio non è un buon segno...>
Così ci ritroviamo in uno. Esco dal bagno e mi preparo alla giornata. Ozio fino al primo pomeriggio, poi le corse dei cavalli, un hamburger al bar per cena, e di nuovo a casa a picchiare sui tasti della macchina per scrivere e a cercare di comporre qualche decente poesia d'amore, con a fianco una bottiglia di buon vino rosso a fare da benzina creativa. Le mie piccole abitudini.
Scosto la tendina. Piove ancora. Forse domani ci sarà il sole.
<Rosso di sera bel tempo si spera> dico allo specchio mentre alzo il mio calice immaginario.

Paolo Pasi

Liberamente ispirato alla poesia di Charles Bukowski “Per essere un grande scrittore”