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Rivista Anarchica Online


pedagogia libertaria

Una scuola in comune

di Thea Venturelli / foto Ado


La comune Urupia compie vent'anni e festeggia dando vita ad una scuola libertaria. Nella consapevolezza che una nuova organizzazione della società necessiti di una migliore educazione. In chiave anti-autoritaria.


Al sentire libertario la riflessione sul valore e sul senso dell'educazione è sempre stata particolarmente cara, non solo perché il vissuto quotidiano dell'essere umano – a partire dalla sua infanzia e fondamentalmente in essa – pone le profonde radici dello sviluppo della personalità, ma anche per il centrale legame tra educazione e potere.
L'idea della scuola a Urupia parte proprio da qui: la consapevolezza che la cultura (nei molteplici significati che a questo termine si possono attribuire) e l'educazione concorrono in maniera determinante a costruire l'identità del singolo individuo ci spinge a cercare altre possibilità, oltre a quelle note, delle quali non siamo affatto soddisfatte; anzi, la convinzione è che l'impianto dis-educativo, sul quale si vanno formando le donne e gli uomini del prossimo futuro, sia strutturato proprio per mantenere e rafforzare lo stato attuale delle cose, con tutte le sue ingiustizie e le sue assurdità. E in questo presupposto si trova la relazione tra il progetto della comune e quello della scuola: a breve Urupia festeggerà i suoi vent'anni, durante i quali ha vissuto una straordinaria esperienza sociale, sperimentandosi quotidianamente come laboratorio di autogestione nel quale praticare le idealità proprie di chi partecipa, che possono prendere forma e trasformarsi in pratica. Ecco quindi che a disposizione c'è un luogo fisico dove sperimentare tutte le numerose e articolate attività legate alla campagna (orti, giardini, oliveti, vigneti, frutteti ma anche laboratori di trasformazione, come il forno e la cantina), un'organizzazione sociale dove vedere attuati principi di profonda condivisione economica e pratiche decisionali strutturate sul consenso, sul confronto e l'ascolto (nel quale non viene riconosciuto valore al principio di maggioranza). Il progetto appartiene a chi lo riconosce come proprio e può contare su una rete di contatti, relazioni, forze che costituiscono una possibilità preziosa e variegata, con una ricchissima circolazione di saperi e competenze a disposizione e in relazione tra loro.
Come comunarda ritengo che il grande valore di Urupia sia dato dalla testimonianza che un altro modo è possibile: sta a ognuno trovare il proprio e coniugarlo con quelli altrui. Ovviamente il lavoro è lungo, impegnativo e mai finito; i riposizionamenti sono continui e i risultati altalenanti: spesso soddisfacenti, talvolta mediocri, occasionalmente entusiasmanti, ma frutto di un percorso che è parte dell'obiettivo da raggiungere, anzi, direi anche più prezioso. Siamo infatti convinte che la centralità delle relazioni è determinante tanto nella pratica dell'autogestione quanto nello sviluppo della singola individualità, la quale, riconoscendosi e definendosi grazie all'esistenza e successivo riconoscimento dell'altro, può svilupparsi in senso sociale e solidale.

Francavilla Fontana (Brindisi) - Piramide umana
a chiusura del campo estivo 2014 a Urupia
L'importanza dei piccoli cambiamenti

La motivazione profonda che ci spinge a proporre un'ulteriore sfaccettatura nel percorso della comune, un'ulteriore specificazione, con al centro il rapporto con le persone più piccole che cominciano ad affacciarsi al mondo, è la stessa che ha portato alla nascita di Urupia: il desiderio di cambiare il piccolo pezzo di mondo sul quale possiamo posare le nostre mani e i nostri piedi, i nostri cuori e le nostre intelligenze. Quello che la comune può offrire – oltre al desiderio personale di chi ha deciso di impegnarsi direttamente in questa nuova avventura – è la possibilità di usufuire di ciò che la comune ha costruito nel tempo, non solo grazie all'impegno delle comunarde, ma anche a quello delle migliaia di ospiti che negli anni ci hanno sostenuto e hanno contribuito affinchè la comune crescesse e si sviluppasse.
La prospettiva è nuova perché prevede un ulteriore ampliamento dell'apertura della comune, non solo perché è una progettualità offerta ai bambini e alle bambine del territorio e quindi alle “famiglie“, ma anche perché, accanto a una comunarda coinvolta in prima persona nell'ideazione e nel percorso di accompagnamento, saranno presenti come accompagnatrici, con differenti competenze e ruoli, anche due amiche di vecchia data della comune, che non appartengono al gruppo delle comunarde. Accanto a loro ci sarà, per il primo anno, anche un ospite della comune che ha chiesto di partecipare attivamente come accompagnatore, richiesta accolta con entusiasmo per la differenza portata dalla sua persona, giovane uomo che affianca tre donne: la molteplicità di formazione, origine, storia e vissuti del gruppo degli accompagnatori e delle accompagnatrici rappresenta una ricchezza che riteniamo sia importante offrire e valorizzare.

Significato autogestionario

Allo stesso modo ci sembra fondamentale riscattare un percorso autogestionario anche relativamente al senso e al significato della scuola che, nell'organizzazione sociale nella quale ci troviamo a vivere, è divenuta l'istituzione che accentra su di sè il compito di educare, istruire e preparare all'ingresso nella società umana i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi: in quest'ottica raramente viene messa in discussione l'esistenza stessa della scuola di Stato che viene identificata come l'unica scuola pubblica, dove troverebbero spazio e tutela tutte le diversità esistenti nella comunità di riferimento. Pur riconoscendo un'evidenza in questo – e non è questa la sede per approfondire limiti, ipocrisie e inadeguatezze del sistema scolastico in atto –, l'idea di un percorso di crescita in autogestione rimane per noi imprescindibile per il valore che riconosciamo al coinvolgimento diretto dei protagonisti, bambini e bambine, e degli adulti che hanno deciso di dedicare loro tempo, energie, pensieri e, sarà pure retorico, amore.
La comunità educante che si viene a creare è fondata quindi su un interesse reciproco per una crescita sociale collettiva, dove il nodo centrale è uno sviluppo integrale della singola personalità di ogni partecipante (anche gli adulti ne hanno tanta voglia e desiderio... perché non si finisce mai di imparare): un contesto che stimoli a scoprire e sperimentare i propri talenti, dove sentire che l'appagamento dei propri desideri non è in competizione con l'appagamento di quelli altrui perché è ben chiaro che la soddisfazione del singolo arricchisce l'intera comunità che può evolvere in armonia. I potenziali e sicuri conflitti sono visti come occasione di scambio e crescita: l'esperienza di Urupia, e di tante altre realtà collettive, ci insegna che non è sempre possibile affrontare e risolvere tutto, ma le difficoltà ci aiutano a vedere anche sfumature di noi stessi, che giocano continuamente nelle relazioni e concorrono a determinarle, creando il nostro contesto sociale quotidiano. Che cosa fare delle consapevolezze acquisite sarà poi impegno di ognuno e crediamo che esercitando fin dall'infanzia – in proporzione alle diverse età e caratteristiche e nel pieno rispetto di queste – la possibilità di agire attivamente nel proprio contesto sia un esercizio politico fondamentale per crescere consapevoli del valore della propria (e altrui) unicità e individualità e disposti a rivendicarla nel caso non venisse riconosciuta.


Francavilla Fontana (Brindisi) - Altri momenti del campo estivo
a Urupia. Da anni la comune propone alcuni appuntamenti
fissi rivolti a diverse fasce d'età - dai 7 ai 13 anni e dai 14 ai 17.
Si tratta di campi residenziali di otto giorni durante i quali i/le
partecipanti hanno la possibilità di partecipare alle attività
proposte - di carattere ludico, artistico, artigianale, agricolo,
ecc.- ma soprattutto di cominciare a sperimentarsi in chiave
autogestionaria, partecipando attivamente alla vita
organizzativa e decisionale della piccola comunità che si crea

Ad ognuno secondo i propri desideri

La conoscenza, l'istruzione e l'apprendimento, per noi, riguardano anche questi ambiti; per quel che riguarda le materie, l'approccio sarà senz'altro personalizzato a seconda dei desideri, delle curiosità e delle necessità soggettive, senza sottovalutare l'importanza di una cultura generale vasta e ricca, di un sapere che sia però vissuto, riconoscibile nel suo senso e che non abbia fretta di realizzarsi: solo così può essere accolto e divenire reale ed efficace.
Come accennato la comune ha a disposizione del terreno, 25 ettari di campagna salentina con tutte le peculiarità che le sono proprie, e non ci troveremo costrette a “riprodurre“ le piccole attività che spesso vengono proposte all'interno delle differenti organizzazioni scolastiche per renderle possibili a bambini che, altrimenti, non avrebbero l'occasione di accedervi: le attività e le strutture presenti nella comune offrono già molte possibilità, compreso l'utilizzo di impianti a basso impatto ambientale come fotovoltaico, solare termico e fitodepurazione per il riciclaggio delle acque domestiche. La vita all'aperto è tra gli obiettivi principali che ci poniamo anche nella proposta di materie “classiche“ come possono essere la matematica o l'italiano... La scuola partirà il prossimo settembre; al momento abbiamo certa la presenza di nove bambini e bambine di età compresa tra i tre e i nove anni, uno dei quali figlio della comune. Gli spazi che abbiamo destinato sono stati ristrutturati grazie a un'eredità ricevuta da un comunardo e con il sostegno economico e lavorativo di tantissimi compagni e compagne che hanno creduto in questa proposta e hanno deciso di sostenerla praticamente. La scommessa che ci troviamo ad affrontare ora è quella della sostenibilità economica; la disponibilità di un luogo fisico è già una possibilità importante, ma rimane il nodo del rimborso per gli accompagnatori e le accompagnatrici e qualche piccolo miglioramento delle strutture e dei materiali necessari: finché le ormai numerose esperienze di educazione libertaria potranno contare solamente sull'impegno e le energie di pochi genitori interessati a che i loro figli e figlie abbiano la possibilità di crescere in un contesto più favorevole, le condizioni economiche degli accompagnatori rimarranno sempre ai limiti della sopravvivenza. Allo stesso modo, fondamentale sarà cercare di svincolare il più possibile la partecipazione al progetto da parte dei bambini dal contributo economico praticabile dalle famiglie: i tempi sono cupi per tanti, ma siamo convinte che l'attuazione di pratiche mutualistiche e solidali possa aiutare molto e che con un minimo impegno personale si possano ottenere grandi opportunità, che si trasformano poi in un patrimonio collettivo. L'esperienza di Urupia, e non solo la sua, ci insegna che sempre più persone hanno acquisito la consapevolezza che ogni sacca di resistenza – a prescindere dalla sua collocazione geografica – ogni seme lanciato per creare realtà scomode per il sistema che ci sovrasta, sia utile per rimettere in discussione e scardinare una realtà fatta di soprusi, privilegi e prevaricazioni di pochi ai danni di molti.
E che ci è sempre più intollerabile.

Thea Venturelli

Richiesta di solidarietà. I lavori di recupero e ristrutturazione degli spazi dedicati alla scuola hanno richiesto un grosso impegno alla comune sia in termini lavorativi sia monetari; molto di quanto è stato realizzato ha avuto il generoso sostegno di tanti compagni e compagne che credono in questo nuovo progetto. Resta ancora molto da fare, aggiornamenti periodici si possono trovare sul nostro blog http://urupia.wordpress.com, ma chi volesse contribuire può farlo attraverso il nostro conto corrente postale intestato a: “Associazione culturale Urupia” IT53 NO76 0115 9000 0001 0415 727 specificando la causale “sostegno progetto educazione libertaria”.