Rivista Anarchica Online


religioni

La follia della fede
di Victor John Stenger

L’incompatibilità tra religione e scienza, in una conferenza tenuta nell’Università di Bergamo.

 

Religione e scienza sono in guerra da molto tempo. Dato il ruolo dominante che la religione ha nella società, la maggior parte degli scienziati e molte organizzazioni scientifiche nazionali hanno compromesso i propri principi: al fine di rimanere in buoni rapporti con i gruppi religiosi, tentano di ripartire il territorio, lasciando alla scienza il compito di studiare che cosa “è” e alla religione di parlare di che cosa “dovrebbe essere”. Tuttavia, oggi i leader religiosi e i loro supporter politici stanno cercando sempre più e con sempre maggior veemenza di definire il mondo reale in base ai propri modelli, minando il consenso scientifico su questioni di grande importanza per tutti gli esseri umani.
Capita anche di sentir dire che la scienza non dovrebbe occuparsi del “perché” il mondo è come è, limitandosi ancora una volta semplicemente ai fatti di ciò che è, lasciando alla religione il compito di dirci il perché. Ma, ancora una volta, la religione si intromette nel territorio indiscusso della scienza, sostenendo di riscontrare prove empiriche di un proposito divino nell’universo. In questa conferenza esaminerò le prove dalla prospettiva di uno scienziato e mi domanderò cosa ci dicono le osservazioni del mondo, fatte mediante i nostri sensi e con gli strumenti scientifici più avanzati, su ciò che è, perché è e quello che dovrebbe essere.

In seguito alla rivoluzione scientifica del diciassettesimo secolo, la scienza e la filosofia vennero distinte dalla teologia. L’ateismo e il deismo divennero intellettualmente rispettabili. Il teismo tornò con la nozione di teologia naturale, in cui le osservazioni e le teorie scientifiche venivano viste come un modo per saperne di più sulla maestà del Creatore. Tuttavia, quando i geologi dimostrarono che la Terra è molto più vecchia di quanto sostenuto nella Bibbia e Darwin dimostrò come la vita si evolvesse senza bisogno di Dio, i fondamenti della fede religiosa cominciarono a sgretolarsi.
Alcuni autori sostengono che, storicamente, la religione e la scienza abbiano costruttivamente dato il proprio contributo l’una all’altra. Ciò nonostante, nel corso dei millenni la religione è stata più un ostacolo che un aiuto per lo sviluppo della scienza. Di certo non è un caso che la rivoluzione scientifica abbia avuto luogo solo dopo che le rivolte contro le autorità ecclesiastiche ufficiali nel Rinascimento e nella Riforma avevano aperto nuove strade per il pensiero.
La religione si basa sulla fede, la scienza no: si basa sull’osservazione oggettiva del mondo, e ciò che le rende radicalmente incompatibili. La scienza pone la domanda “A cosa crederai, ai sogni e alle fantasie di antichi mistici o ai nostri occhi, orecchi, telescopi, orologi, bilance, apparecchi fotografici, registratori e alla ragione?”
La battaglia tra biologi evoluzionisti e teisti creazionisti è assai nota. Meno noti sono i modi in cui teisti e spiritualisti usano impropriamente la fisica e la cosmologia e le travisano per fornire un sostegno scientifico alla loro convinzione di una creazione soprannaturale. Essi affermano falsamente che la cosmologia conferma l’ipotesi di un universo creato. Affermano falsamente che i parametri della fisica sono stati messi a punto per la vita umana. Affermano falsamente che la fisica moderna fornisce a Dio un mezzo per agire nel mondo senza essere scoperto. Affermano falsamente che la meccanica quantistica indichi che gli umani possano creare la propria realtà, semplicemente pensando di poterlo fare.

Allo stato attuale dello sviluppo scientifico, possiamo dire con sicurezza che non c’è alcun bisogno di chiamare in causa forze soprannaturali per poter comprendere l’universo. Permettetemi di esporvi alcune delle ragioni per le quali credo che scienza e religione siano totalmente incompatibili. E poi vi mostrerò perché è importante.
Tutte le religioni, persino il Buddismo, insegnano che esiste una realtà che va al di là – trascende – il mondo materiale che si presenta ai nostri sensi e agli strumenti scientifici. Molti credenti affermano che la scienza non abbia nulla da dire sul soprannaturale. Ma essi non ammettono che se il soprannaturale esiste e ha effetti sul mondo materiale, quegli effetti dovrebbero essere osservabili e studiabili scientificamente.
La scienza è disposta a considerare ogni dato che le si presenti, ma sinora non ne è comparso nessuno che abbia imposto di aggiungere un’entità immateriale ai modelli che descrivono le nostre osservazioni del mondo che ci circonda. Eminenti cosmologi hanno divulgato scenari di un’origine puramente naturale del nostro universo. Questi scenari sono pienamente coerenti con tutto il sapere esistente. I biologi non hanno trovato alcuna speciale “forza vitale” negli organismi viventi. I neuroscienziati non hanno trovato alcun segno di componenti immateriali nella mente umana.
In molte religioni, è fondamentale l’idea della creazione divina. La prima domanda che la gente si poneva era: “Da dove derivava la massa dell’universo?”. Prima del ventesimo secolo, in effetti, c’erano buone ragioni per pensare che l’universo non avesse potuto avere origine naturalmente, e che fosse stata necessaria una creazione miracolosa che avesse violato le leggi fondamentali della fisica.
Poi, nel 1905, Einstein dimostrò che la massa e l’energia sono equivalenti, quindi la massa può derivare dall’energia. Questo portò a una seconda domanda: “Da dove deriva l’energia dell’universo?”. per la creazione dell’universo, sembrava necessaria una violazione della legge fondamentale della conservazione dell’energia, nota come il primo principio della termodinamica. Anche il secondo principio della termodinamica, il quale dice che complessivamente l’universo deve crescere in modo sempre più disordinato nel tempo, sembrava esser stato violato. L’universo ora possiede delle piccole regioni d’ordine, come la Terra, quindi doveva essere ancora più ordinato in passato. I credenti hanno domandato “Da dove è derivato quell’ordine se non dal Creatore?”
Fino a un certo momento, dunque, sembrava indiscutibile che due dei più importanti principi della fisica, il primo e il secondo principio della termodinamica, dovevano esser stati miracolosamente violati per dare origine all’universo. Be’, queste argomentazioni si dimostrarono confutabili: un’origine naturale dell’universo è possibile senza violare i principi della termodinamica né alcuna altra legge della fisica.
Nel tardo ventesimo secolo, gli studi astronomici dimostrarono che l’energia dell’universo è perfettamente bilanciata tra energia positiva della materia e del moto ed energia negativa della gravità. Quindi per generare l’universo non serviva energia. Il primo principio non è stato violato.
Precedentemente, nello stesso secolo, l’astronomo Edwin Hubble scoprì che l’Universo è in espansione. Mentre si espande, c’è sempre più spazio perché si formi ordine. Di conseguenza, il secondo principio della termodinamica non è stato violato, poiché si sono formate strutture ordinate come le stelle e i pianeti.
I cosmologi hanno dimostrato che il nostro universo è nato 13,7 miliardi di anni fa, con una gigantesca esplosione chiamata big bang. I cristiani considerano il successo del modello del big bang una conferma della storia della creazione biblica. Perlomeno, esso sembra provare che l’universo ha avuto un inizio e, a loro parere, la causa di quell’inizio non può essere altro che un Dio Creatore.
Tuttavia, recenti sviluppi hanno notevolmente ridimensionato questo pio desiderio. Ora sembra che il big bang sia emerso da uno stato di caos totale e non abbiamo modo di sapere con certezza cosa succedesse prima. Secondo una teoria coerente con tutto ciò che conosciamo, il nostro universo è derivato da un universo precedente attraverso un processo noto come effetto tunnel. Non abbiamo motivo di credere che il nostro sia il solo universo; anzi, la cosmologia moderna suggerisce che il nostro sia soltanto uno di un illimitato numero di altri universi in quello che viene definito “multiverso”.
Una domanda che viene spesso posta è “Come può qualcosa derivare dal nulla?”. La risposta più semplice è che il multiverso è sempre esistito e quindi non è derivato da alcunché.

Come succede in tutti i dibattiti scientifici, queste conclusioni sono provvisorie. Sebbene non confliggano necessariamente con l’esistenza di un creatore, la scienza non vede la necessità che ne esista uno, mentre la religione non può farne a meno.
Passando alle più recenti affermazioni secondo le quali la scienza confermerebbe la creazione divina, i teologi sostengono che i parametri della fisica sono bilanciati così precisamente che ogni minimo cambiamento nei loro valori non avrebbe reso possibile la vita. Quindi un creatore deve aver messo a punto tali parametri in modo da permettere a noi e alla altre forma di vita di evolvere.
Questa affermazione può essere confutata su più fronti. Chiaramente, se esiste un multiverso di molti universi, semplicemente noi viviamo nell’universo adatto a noi. Ma anche se esistesse soltanto il nostro universo, all’interno dello scibile esistente possono essere trovate spiegazioni adeguate per i valori dei parametri fondamentali. per esempio, si può dimostrare che anche altri parametri abbiano dei range che rendono probabile una qualche forma di vita.
Per secoli i pensatori hanno sostenuto che l’ordine che vediamo intorno a noi sia una prova del disegno divino nell’universo. Abbiamo già visto come l’esistenza dell’ordine cosmico non violi alcun principio della fisica. L’odierno movimento creazionista del disegno intelligente ritiene che le strutture biologiche complesse necessitino di un architetto e costruttore, e che i processi naturali non possano generare da sé nuove informazioni. Questo, però, è falso. La generazione di sistemi complessi a partire da sistemi più semplici può essere riscontrata in molte situazioni fisiche, come le transizioni naturali e spontanee da gas a liquido a solido in assenza di energia esterna. La condensazione del vapore acqueo in un liquido e dell’acqua liquida in ghiaccio è il principale esempio.
La vita sulla Terra, del resto, è l’esempio primario di come la complessità naturale nasca da sistemi più semplici. Darwin dimostrò che nei miliardi di anni di storia della Terra, tutte le specie esistenti si sono evolute da forme più semplici attraverso un processo di mutazione casuale – selezione naturale.
Nonostante le prove schiaccianti, solo un terzo degli americani accetta l’evoluzione. Sono lieto di poter dire che, invece, due terzi degli italiani concordano che gli umani si sono evoluti a partire da forme di vita più semplici. Mentre i fondamentalisti protestanti in America hanno rifiutato di accettare l’evoluzione a causa del suo conflitto con la Bibbia, i cattolici e i protestanti più moderati accettano l’evoluzione e sostengono che essa non confligga con la propria fede. Ciò nonostante, molti sondaggi indicano che praticamente nessun cristiano accetta la teoria dell’evoluzione come intesa dalla biologia moderna. I cristiani, infatti, insistono che l’evoluzione sia guidata da dio, mentre dio non ha nessun ruolo nella teoria darwiniana convenzionale. In pratica, la maggior parte dei cristiani crede nel c.d. “disegno intelligente”.

Vediamo alcune delle altre credenze religiose che sono incompatibili con la scienza. La credenza nell’anima incorporea è fondamentale in pressoché tutte le fedi religiose. L’anima viene solitamente associata alla mente e ritenuta la fonte dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. La prova dell’esistenza di un qualche elemento immateriale negli umani viene affermata sulla base di esperienze religiose. Tuttavia, laddove queste sono state studiate scientificamente, si è riscontrato che per tutte esistono spiegazioni naturali plausibili.
Per quasi due secoli sono stati studiati scientificamente asseriti fenomeni paranormali o “psichici” che potrebbero indicare speciali poteri della mente che vanno oltre la materia, ma non si è mai avuta una singola conferma della loro esistenza. Adesso, possiamo tranquillamente concludere che i “fenomeni psichici” non esistono. La neuroscienza ha dimostrato che molto di ciò che si riteneva il prodotto di una componente immateriale della mente ha una base materiale nel cervello; nonostante la grande risonanza suscitata da alcune ipotesi in questo senso, neppure la meccanica quantistica ha qualche ruolo speciale nel cervello. Certo, una spiegazione materiale della coscienza non ha ancora ottenuto consenso, ma sono stati proposti modelli promettenti che al momento sono in fase di verifica.
Chi crede in dio presume senza alcun dubbio che esso sia la fonte della morale e che le persone sarebbero malvagie, depravate, corrotte e debosciate se non ci fosse dio a garantire la loro rettitudine. Ciò è in totale disaccordo con il fatto che la stragrande maggioranza dei non-credenti non è malvagia, depravata, corrotta e debosciata, e con il fatto che molti credenti sono malvagi, depravati, corrotti e debosciati. Alcuni politici, predicatori e preti sono ottimi esempi.
Le origini naturali della morale sono adesso un importante oggetto di studio ed esiste già una considerevole letteratura sull’argomento. Molti autori propongono modelli evolutivi per la morale, e abbiamo buone ragioni di credere che gli umani siano ora in una fase evolutiva in cui possono usare il proprio intelletto per sviluppare codici comportamentali che massimizzano il benessere di tutti piuttosto che attendere il lentissimo processo di evoluzione biologica.
Gli estremisti religiosi sostengono che l’ateismo e il laicismo distruggerebbero le fondamenta della società. Quello che tentano di dire è che una società che non riesce a vivere “sotto dio” sarà una società preda di “anarchia e crimine” in cui “viene consentito ai trasgressori della legge di agire in modo incontrollato”. Notate come ignorino l’evidenza e inventino fatti per adattarli ai propri pregiudizi. Questo è il modo in cui funziona la fede – ed è il motivo per cui non deve essere tollerata. Oggi in Europa è possibile trovare molte società dove la maggior parte delle persone ha liberamente abbandonato la religione e dio. Lungi dall’essere covi di iniquità, queste società sono le più felici, sicure e di successo al mondo. Le società atee della Scandinavia si collocano vicino al top in ogni classifica di salute sociale e personale.

L’incompatibilità di religione e scienza è più di un semplice dibattito intellettuale tra studiosi. La fede è una follia. Implica la credenza in un mondo al di là dei sensi senza alcuna base di prova e senza alcuna ragione per credere una cosa simile oltre alla speranza che là fuori esista qualcos’altro. Se una falsa credenza può essere confortante e persino temporaneamente utile, essa non può essere una guida alla vita o il fondamento di una società di successo.
La guerra tra religione e scienza non avrebbe tanta importanza se fosse soltanto una disputa accademica. Sfortunatamente, la religione impedisce seriamente alla scienza di essere utilizzata a beneficio dell’umanità. L’evoluzione darwiniana è la base della biologia moderna; eppure, come ho già accennato, praticamente tutti i cristiani e i mussulmani insistono che debba essere guidata da dio. Come abbiamo visto, perlomeno per l’America e tutte le nazioni islamiche, il risultato è che le nostre conoscenze in campo biologico non vengono insegnate a scuola. Questa negligenza è destinata ad avere un impatto negativo sulle scienze della salute come pure sulla ricerca biologica.
In America, i gruppi religiosi vengono utilizzati dagli interessi dei gruppi corporativi, contro interessi fondamentali delle persone, come la salute e il benessere economico, per mettere in dubbio scoperte scientifiche consolidate su questioni importanti come la sovrappopolazione, l’inquinamento e il riscaldamento globale. Questo non succederebbe se non fosse per le visioni del mondo diametralmente opposte della religione e della scienza. La religione ha un ruolo centrale in America oggi, poiché viene utilizzata per soffocare la scienza dai politici conservatori, molti dei quali hanno affermato che il riscaldamento globale non esiste perché dio non permetterebbe mai una cosa del genere.
Quando la credenza in antichi miti si unisce ad altre forze negative nella nostra società, ciò impedisce al mondo di avanzare scientificamente, economicamente e socialmente in un momento in cui un progresso rapido in queste aree è assolutamente essenziale per la sopravvivenza dell’umanità. Probabilmente ci troviamo a circa una o due generazioni di distanza dai problemi catastrofici anticipati dal riscaldamento globale, dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione. Possiamo aspettarci aree costiere inondate, drastici cambiamenti climatici, epidemie causate dalla sovrappopolazione e una fame dilagante per la maggior parte dell’umanità. Per contro, l’Europa potrebbe non diventare più calda ma precipitare in un’altra era glaciale, con lo scioglimento del ghiaccio artico che sposta la Corrente del Golfo.
È presumibile che disastri del genere possano scatenare un conflitto mondiale che supererà in intensità le grandi guerre del ventesimo secolo, forse con armi nucleari nelle mani di nazioni instabili e di gruppi terroristici. Dunque è tempo che gli scienziati e le altre persone razionali si uniscano per fermare coloro i quali affermano di avere un diritto sacro di decidere in quale società deve vivere il resto di noi: per i nostri diritti, per il miglioramento dell’umanità e per il futuro del nostro pianeta. Ho la grande speranza che, forse in un’altra generazione, l’America si sarà unita all’Europa e al resto del mondo evoluto per liberarsi dalle rugginose catene della superstizione che rimangono un impedimento per la scienza e il progresso. Spero che non sia troppo tardi.

Victor John Stenger
(traduzione di Federica Pudva)
si ringrazia per la collaborazione Persio Tincani

Questo articolo è il testo di una conferenza con lo stesso titolo, che Victor Stenger ha tenuto nell’Università di Bergamo lo scorso 19 aprile.


Victor Stenger

Chi è Stenger

Victor John Stenger (Bayonne, NJ,1935) è un fisico e filosofo americano.
Dal 1963 al 2000 ha insegnato nell’Università delle Hawaii, e ha partecipato a decine di esperimenti internazionali sulla fisica delle particelle presso le istituzioni scientifiche di tutto il mondo, che hanno permesso di scoprire importanti proprietà dei componenti fondamentali della materia. Tra questi, ha svolto un importante ruolo nel progetto giapponese Super-Kamiokande che ha dimostrato che il neutrino ha una massa (il leader dell’esperimento, Masatoshi Koshiba, è stato insignito del Premio Nobel per questo risultato).
A partire dal 2000, dopo il suo pensionamento, è professore di filosofia nella Colorado University. L'Università delle Hawaii lo ha nominato professore emerito di Fisica. È autore di numerosissimi articoli scientifici e di dieci libri di successo, dedicati all’alta divulgazione scientifica e all’ateismo.
Il suo God: The Failed Hypotesis. How Science Shows that God Does Not Exist (Dio, l'ipotesi confutata. Come la scienza dimostra che dio non esiste, Prometheus Books, 2007) è un New York Times Bestseller.