Rivista Anarchica Online


cultura

Un punto di vista libertario
di Giorgio Mangini

Che cosa ci fa negli anni ’70 e ’80 un intellettuale socialista con solide radici e simpatie anarchiche (Pier Carlo Masini) sulle pagine del quotidiano diretto da un giornalista conservatore (Indro Montanelli)?
Pubblichiamo uno stralcio dell’introduzione alla raccolta di quegli articoli.

 

Il 1° maggio 1977, sul «Giornale nuovo» diretto da Indro Montanelli, Pier Carlo Masini pubblicava l’articolo A Barcellona 40 anni fa. Berneri: una vittima dello stalinismo (1).
Iniziava così una singolare collaborazione: quella tra Masini, il maggiore studioso italiano del movimento anarchico, fino alla metà degli anni Cinquanta anarchico egli stesso e poi entrato nell’orbita socialista, e Montanelli, il più noto e apprezzato giornalista italiano dell’area conservatrice (2). Questa collaborazione sarebbe proseguita, in modo irregolare ma sostanzialmente continuo, fino al 9 ottobre 1985 quando, in occasione della morte di Riccardo Bacchelli, sarebbe comparso l’ultimo contributo di Masini al «Giornale nuovo», dedicato al libro di Bacchelli su Bakunin, Il diavolo al Pontelungo (3).
Nel loro insieme, questi otto anni di collaborazione masiniana al «Giornale nuovo» – considerati, beninteso, in rapporto al resto degli scritti di Masini dello stesso periodo (4) – mostrano chiaramente, dopo la conclusione della sua militanza anarchica, il senso di fondo dell’attività intellettuale e pubblicistica da lui svolta tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Ottanta. In questo lungo periodo, infatti, benché da posizione defilata, minoritaria e per lunghi tratti solitaria, quella di Masini si configura come una vera e propria battaglia storiografica, che però contiene in sé, impliciti ma evidenti, anche significati culturali e politici.
Questa battaglia ha infatti due obiettivi, strettamente connessi tra loro: in primo luogo, si tratta di ripensare la fisionomia politica e culturale della storia del socialismo italiano, per Masini ben più articolata e complessa rispetto a quella ricostruita dalle tesi storiografiche marxiste, che tendono a trasformare un fatto – l’indubbio ruolo storico, teorico e politico svolto dal marxismo – in un primato e dunque in una norma, al contempo politica e storiografica, che finisce per sminuire e, a volte, sottacere, altre tesi storiografiche e altri fatti (il ruolo svolto nello stesso contesto da democratici, eclettici, libertari, anarchici, federalisti, ecc.), sminuendone di conseguenza anche il valore; entro tale complessa ricostruzione della storia della democrazia e del socialismo in Italia, in secondo luogo, si tratta di rivalutare e mettere in luce, come elemento peculiare di essa, il ruolo essenziale della componente anarchica e libertaria.
È per l’appunto questo il contesto di riferimento della collaborazione di Masini al «Giornale nuovo», riferimento che da subito emerge come tale, fin dai primi articoli apparsi tra il 1977 e il 1978, rispetto ai quali il coerente passo successivo è stato quello di individuare, definire ed esplicitare il filo conduttore, se non di tutti, certo della gran parte dei suoi articoli per il quotidiano di Montanelli. Nasce così la nuova rubrica Le parole e la loro storia, inaugurata il 17 settembre 1978 con la voce Egemonia (5) e conclusa con la voce Guerra lampo (6), pubblicata nel numero del 1° febbraio 1983.
Nell’insieme, si tratta di trenta voci apparse con frequenza altalenante (7) e con le quali, attraverso sintesi essenziali, Masini non solo cerca di ripensare alcune delle parole più frequentemente ricorrenti nel lessico politico e storiografico contemporaneo ma, ancor di più, tramite esse mira a rivisitare il Novecento, filtrando criticamente la memoria di sé che quel secolo tende a sedimentare, con il suo raggrumarsi appunto intorno alle parole e ai rispettivi significati con cui quella storia prevalentemente si rappresenta.
Così, approfittando dell’ospitalità giornalistica di Montanelli, Masini legge da dentro la storia novecentesca mentre questa si sta svolgendo: le parole usate per afferrarla, oggetto privilegiato della sua indagine, vengono percorse contromano rispetto alle direzioni interpretative prevalenti, assumendo, come detto, il punto di vista delle istanze libertarie e socialiste di emancipazione sociale, politica e culturale, istanze che hanno costituito il senso di fondo di tutta la sua vita. Di fatto, egli si misura e fa i conti con un intero tessuto lessicale, costituito dall’intreccio di parole che del Novecento sono, nello stesso tempo, espressione e interpretazione. Deriva da ciò la rivisitazione di un ampio insieme terminologico e del correlativo apparato concettuale che Masini, con molta efficacia, mostra spesso come inadeguato, insufficiente o, quanto meno, bisognoso di essere risignificato, da un lato attraverso il recupero e la valorizzazione di una serie di dati e vicende storiche poco o nulla considerati, e dall’altro attraverso le sollecitazioni offerte dalle vicende della cronaca politica nazionale e internazionale. È proprio per questo suo sguardo d’insieme che quelle parole rivelano significati inattesi, già ai suoi lettori contemporanei ma soprattutto al lettore odierno che, ex post, di quella storia conosce gli esiti e può perciò valutare la capacità analitica e previsionale delle riflessioni di Masini. (…).

Giorgio Mangini

Note

  1. Pier Carlo Masini, A Barcellona 40 anni fa. Berneri: una vittima dello stalinismo, «Il Giornale nuovo», a. 4, n. 97, 1 maggio 1977.
  2. Su Masini, per un profilo biografico essenziale, cfr. la voce relativa, scritta da Franco Bertolucci per il Dizionario biografico degli anarchici italiani, II, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 2004, pp. 121-125, e gli scritti raccolti nel volume Pier Carlo Masini. Impegno civile e ricerca storica tra anarchismo, socialismo e democrazia, a cura di F. Bertolucci e G. Mangini, Quaderni della «Rivista Storica dell’Anarchismo, 3, BFS, Pisa 2008. Su Montanelli, cfr. i due volumi biografici scritti da Sandro Gerbi e Raffaele Liucci, Lo stregone. La prima vita di Indro Montanelli, e Montanelli l’anarchico borghese. La seconda vita 1958-2001, usciti da Einaudi rispettivamente nel 2006 e nel 2009.
  3. P. C. Masini, Quando il diavolo ci mette la coda: la polemica sul romanzo dedicato a Bakunin e sulle sue “inesattezze”, «Il Giornale nuovo», a. 12, n. 223, 9 ottobre 1985.
  4. Cfr. a cura di Franco Bertolucci, Bibliografia degli scritti di P.C. Masini, in Pier Carlo Masini. Impegno civile e ricerca storica tra anarchismo, socialismo e democrazia, cit., pp. 192-266.
  5. Id., Egemonia, «Il Giornale nuovo», a. 5, n. 217, 17 settembre 1978.
  6. Id., Guerra lampo, «Il Giornale nuovo», a. 10, n. 25, 1 febbraio 1983.
  7. Due nel 1978, otto nel 1979, quattro del 1980, dieci nel 1981, cinque nel 1982, l’ultima nel 1983.