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Rivista Anarchica Online


ai lettori

AnticlericAlismo

 

Anticlericalismo. La copertina e il saggio centrale di questo numero sono incentrati sul Papa e sul suo pensiero sessuo-repressivo. Se ne occupa Francesca Palazzi Arduini, la nostra amica “Dada”, che già più volte su queste colonne si è confrontata con il clericalismo e con i suoi mille tentacoli.

È scontato sottolineare come la Chiesa cattolica e il suo capo godano di un'ottima, quasi unanime stampa. Qualsiasi cosa dica o faccia, si leva immediatamente un coro, insopportabile nel suo unanimismo, di approvazione se non di vero e proprio osanna. A questo atteggiamento di servilismo mediatico corrisponde la conferma – e se possibile l'allargamento – dei privilegi di cui gode la Chiesa in campo scolastico, fiscale, economico, ecc..
Noi non ci stiamo e ancora una volta leviamo la nostra voce, piccola ma ferma, contro questo stato di cose. E ci dispiace constatare come anche da tanta parte della sinistra, così come dai tradizionali ambienti laici, liberali, anticlericali, giunga da troppo tempo – a parte qualche eccezione – un assordante silenzio.

Prossimo numero. Come di consueto, il numero estivo coprirà 3 mesi (luglio, agosto e settembre) e sarà particolarmente consistente.
Vi troverete, tra l'altro, l'aggiornamento del dossier “Leggere l'anarchismo”, realizzato da Massimo Ortalli e pubblicato nel n. 311 (ottobre 2005). Proprio in vista della pausa estiva, i lettori troveranno decine di schede di presentazione di libri usciti nell'ultimo anno, aventi come oggetto – in un modo o nell'altro – l'anarchismo.
Siamo in dirittura d'arrivo con la preparazione del 2dvd+libretto “A forza di essere vento (lo sterminio nazista degli Zingari)”. Uscirà dopo l'estate, non siamo per ora in grado di specificare esattamente quando. Ci saranno, nei due dvd, numerosi documentari, interviste, spettacoli, canzoni, ecc.. E ci sarà il consueto libretto di 72 pagine, ripreso dal quale troverete – in anteprima sul prossimo numero – il saggio di Giovanna Boursier sulle persecuzioni degli Zingari sotto il nazismo e anche su quelle (meno conosciute) sotto il fascismo.