Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 26 nr. 231
novembre 1996


Rivista Anarchica Online

Liberarete
a cura di Marco Cagnotti(cagnotti@venus.it)

it.politica.anarchia?

I gruppi di discussione di cui abbiamo parlato il mese scorso sono, per quanto interessanti, quasi esclusivamente in lingua inglese. Ahinoi, c'è poco da fare: l'inglese si è ormai imposto come lingua universale della Rete, e non averne almeno una conoscenza superficiale significa essere tagliati fuori dalla possibilità di comunicare con gli utenti non italiani. Ormai a parlare in inglese si sono adattati tutti, compresi i compagni all'estero che, pur essendo magari olandesi o giapponesi, hanno realizzato dei siti Web nella lingua di Shakespeare. Forse non scrivono come Shakespeare, ma poco importa. Anche nei newsgroup, ovviamente, dove gli svarioni grammaticali sono all'ordine del giorno… ma nessuno ci bada: ciò che conta è farsi capire.
Rimangono comunque degli spazi di comunicazione anche per chi non sa, o non vuole, parlare inglese. All'inizio c'era solo soc.culture.italian (SCI, per gli utenti più affezionati), un gruppo di discussioni di vario genere sulla cultura italiana. Consiglio a tutti di dargli un'occhiata, giusto per farsi un'idea del livello dei discorsi: polentoni contro terroni, comunisti contro fascisti, milanisti contro interisti, razionalisti contro irrazionali… Di tutto, di più. Su SCI abbondano le "flame war", ossia scontri verbali all'ultimo sangue, conseguenza di discussioni degenerate a livello personale, ricche di volgarità e turpiloquio, insulti a raffica e insinuazioni sulla mancanza di virtù delle mamme degli interlocutori. Terribile. Recentemente hanno cominciato a diffondersi i gruppi della gerarchia it, sorti per separare gli argomenti di discussione più vari, che in SCI si mescolavano eccessivamente. Sono così nati it.cultura, it.scienza, it.politica, it.scuola, ecc. Non che il livello dei discorsi sia migliorato, ma almeno è più semplice limitare la propria attenzione solo alle questioni davvero interessanti. Per quanto, peraltro, gli sconfinamenti siano abbastanza frequenti.
Come nasce un newsgroup it? La creazione di un nuovo gruppo è nelle mani del Gruppo di Coordinamento NEWS-IT (GCN), il cui manifesto costitutivo può essere trovato all'indirizzo:
http: //www.cilea.it/GARR-NIR/news-it/manifesto.html
La procedura è, tutto sommato, abbastanza democratica, e richiede il coinvolgimento diretto degli utenti della Rete. Se a qualcuno viene la bella idea di creare un gruppo nuovo, e pensa che la cosa possa interessare anche ad altre persone (magari perché via e-mail ne ha parlato con alcuni suoi amici), deve prima di tutto preparare una richiesta di discussione (RFD), e inviarla al GCN. Una form interattiva che consente di inoltrare una RFD può essere trovata al sito:
http://beatles.cselt.stet.it/GCN/
La RFD viene pubblicata nel gruppo it.news.annunci, e fra tutti gli utenti che lo frequentano si apre il dibattito sull'opportunità o meno di aprire un newsgroup sull'argomento proposto. La discussione pubblica dura trenta giorni, e alla fine di questo periodo di solito si arriva ad un accordo sul nome, sui contenuti, sull'eventuale moderazione e sul collegamento con mailing list già esistenti. Se ciò accade, viene annunciata una procedura di voto (CFV) sempre su it.news.annunci, e si comincia a votare. Il periodo di votazione è pure di 30 giorni, e a metà di esso viene ripubblicata la CFV, ma senza riportare i risultati parziali. Inviando una e-mail ad un indirizzo indicato dal GCN, chiunque può esprimere, attraverso un voto esplicito e relativo a un unico gruppo proposto, la propria approvazione o disapprovazione. Terminata anche questa fase, il GCN conta i voti. Se almeno cinquanta persone si sono espresse a favore, il gruppo nasce. Altrimenti, nisba: vorrà dire che gli interessati all'argomento si accorderanno fra loro per mettere in piedi una mailing list, che richiede un minore uso di risorse pubbliche. E per ritentare l'apertura di un newsgroup dovranno aspettare almeno tre mesi prima di riproporlo alla comunità degli utenti. Ulteriori precisazioni sulla procedura di apertura di un gruppo della gerarchia it possono essere reperite all'URL
http: //beatles.cselt.stet.it/GCN/Regole_creazione_newsgroups.html
E poi? Beh, poi tutti possono leggere i messaggi del nuovo gruppo, e partecipare ai dibattiti, agli incontri, agli scontri nella «piazza virtuale». Sempre che il sistemista che gestisce il news server accetti di accoglierlo fra quelli da offrire ai propri utenti. Perché nel mare del cyberspazio il sistemista di un server è come il capitano di una nave in mezzo all'oceano: sopra di lui c'è solo Dio. Vuol dire forse che siamo in balia del nostro sistemista? Sì e no: per fortuna ci sono anche dei ricchi news server di libero accesso, con migliaia di gruppi stranissimi e curiosi. Se quello che passa il convento non ci garba, possiamo tranquillamente piantare in asso il news server offertoci dal nostro provider, e traslocare altrove.
Che ne pensate? Ci sono almeno cinquanta anarchici online che hanno voglia di votare per mettere in piedi it.politica.anarchia?