Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 24 nr. 206
febbraio 1994


Rivista Anarchica Online

Uguali ma diversi

Già nel mondo pre-ellenico, la figura dell'omosessualità appare come qualcosa di stupefacente. Nonostante le poche testimonianze giunteci riguardo al modo di concepire il comportamento omosessuale in questo periodo, sembra che nelle culture semite, colui che aveva tendenze omosessuali, partecipasse in qualche modo alla categoria del sacro, e ciò è testimoniato sia dalla presenza di prostituti sacri nei templi (dove rappresentavano la divinità), sia dal duplice significato del termine ebraico «qadesh», che vuoi dire sia sacro, santo che prostituto omosessuale.
Leggermente diversa la situazione presso gli antichi del mondo greco-latino, presso i quali non esisteva neppure tale concetto. Essi pur avendo notato che alcune persone avevano un comportamento diverso da quello della maggioranza, possedevano un modello sessuale meno fondato sulle differenze innate e più sul ruolo attivo/passivo.
Eccezione di questo periodo è il filosofo Platone (ispiratore tra l'altro di una gran parte della filosofia medioevale-cristiana), per il quale il comportamento omosessuale è contronatura, e i precorritori del pensiero storico-popolare. Opinione questa, che si affermerà col trionfo del Cristianesimo. Per il cristiano difatti l'ordine delle cose di natura è stato stabilito da Dio con un atto cosciente, l'omosessualità, cioè l'andare contronatura, significherà quindi ai suoi occhi, andare contro la volontà divina. L'omofilo sarà quindi visto come un peccatore, che non sa resistere al Demonio, concezione che perdurerà per tutto l'alto medioevo cristiano, sino ai giorni nostri.
Dal X sec. la figura dell'omosessuale sarà associata all'eretico, qualche anno più tardi, infatti, Gregorio IX dichiarerà che i sodomiti sono da considerarsi degli eretici, poiché entrambi andando contro la volontà divina, si autoescludono volontariamente dalla comunità dei suoi fedeli.
La Sacra Inquisizione colpì sempre con determinatezza; oltre alla famosa crociata anticatara, voluta da Innocenzo III nel 1209 e terminata nel 1229, le condanne al rogo continueranno sino al 1783, anche se con meno frequenza. Solo durante il periodo dei Lumi, l'evoluzione del pensiero filosofico guarderà con un occhio diverso i concetti di natura e di contronatura; Montaigne, per esempio, affermerà nei suoi «Saggi», che ciò che noi chiamiamo contronatura è solo ciò che in realtà va contro la consuetudine.
Si farà strada l'idea per la quale la omosessualità sia una sorta di malattia, e che quindi gli atti contronatura sono compiuti non per vizio o cattiveria, ma per una sorta di dissesto innato in taluni individui; il loro modo di essere sarà quindi interpretato come una colpa della natura, è ovvio perciò che essi, compiendo atti sessuali differenti da quelli della maggioranza, non fanno che agire secondo la loro natura. D'accordo con ciò sarebbe stato (senza volerlo) il logico cristiano Abelardo, per il quale il peccato è soltanto ciò che (in senso proprio) non può verificarsi senza che ci sia consapevolezza; non si può dunque, per quest'ultimo, affermare che hanno peccato i persecutori del Cristo e dei cristiani se essi ritenevano di dover agire in tal modo. Se Abelardo giustificava gli oppressori dei cristiani, perché ciò non poteva valere anche per questi coerenti pervertiti?
Nel 1787 l'Austria abolirà la pena di morte nei confronti dei sodomiti, seguita dalla Francia qualche anno più tardi. Partirà proprio dalla Francia quel codice napoleonico che sancirà una volta per tutte che gli atti omosessuali non sono affare dello stato, ma faccenda privata, regola che si diffonderà in quasi tutta l'Europa Continentale (Italia compresa).
Da questo momento la figura dell'omosessuale, diventerà fissa nella letteratura, pensiamo solo ad esempio a Proust, a Cocteau, ma anche a Navarre, ecc. Solo la chiesa cattolica continuerà a condannare con fermezza questi diversi come peccatori, incapaci di resistere alle tentazioni del Diavolo.
Sembra l'inizio di una nuova possibilità (che purtroppo non durerà poi molto) per gli omosessuali, innovativa in questo senso sarà la tesi di Freud; per il dottore viennese l'essere umano ha una base perversa polimorfa e perciò disponibile a tutte le perversioni, ragione per la quale l'omosessualità non può essere considerata come una tara genetica, ma è qualcosa di innato in ogni essere umano. La normalità, secondo la tesi freudiana, non può che essere il comportamento statisticamente maggioritario, ma non per solo questo fatto giusto.
Purtroppo però le persecuzioni di Stalin e di Hitler, ed infine la guerra bloccheranno ogni tentativo di fare evolvere la concezione per la quale appunto l'omosessualità non è una malattia, ma una variante del comportamento umano. Per essere arrestati, non servirà avere avuto effettivamente rapporti sessuali con persone dello stesso sesso, ma il solo essere omosessuale basterà per essere uccisi. Solo nel 1936, furono sterminati dai nazisti 5.321 di questi viziosi. Lo stesso Eric Musham, anarchico e omosessuale, per chi non lo ricorda fece questa tragica fine.
Dalla partecipazione al Divino, nel mondo preellenico alle persecuzioni medioevali ad opera del mondo cristiano, ai genocidi nazisti e stalinisti, alle fucilazioni degli anni Ottanta nell'Iran khomeinista, sino alle continue discriminazioni da parte di diversi stati, sia quelli di carattere democratico, ma anche quelli legati all'ideologia comunista-totalitaria.
Niente che riesca a fermare la battaglia perbenista, ogni mezzo diventerà necessario, persino la religione psicoanalitica, con il suo fanatismo di guarigione, di conversione dell'omosessuale in un eterosessuale, non si fermerà di fronte a cure che demoliranno il paziente, quali ad esempio l'elettroshock (casi denunciati anche in Italia nei primi anni Ottanta). Teorici, esperti che parlano di cose che non conoscono, che non vivono di persona, stati che pur continuando la loro opera riformatrice sotto altri nomi, e attraverso strumenti diversi, rimangono carnefici, vittime inconsapevoli da sempre di una falsa educazione progressista, gruppi di individui assuefatti da falsi rivoluzionari ben inseriti nel branco e con una morale ben ferma. Davanti a tutto ciò non posso che riportare la trattazione presa dallo spettacolo teatrale di M. Consoli, nel quale si afferma che l'uomo è un animale sociale, dotato di una componente sessuale ed affettiva che può (e a mio parere deve) trovare espressione liberatoria in tutte le direzioni. Con individui del proprio sesso, di quello opposto, con altri componenti del mondo animale o vegetale, con elementi inanimati o, addirittura, con la fantasia, con il frutto della propria immaginazione. La convenienza, le false religioni, le classi dominanti, la produttività, la necessità di un capro espiatorio ... ha imposto tutta una serie di discriminanti che, per esclusioni e rimozioni successive, hanno riportato alla situazione attuale che ordina tassativamente ed in maniera univoca il solo rapporto erotico ed affettivo tra individui di sesso opposto e che tollera l'omosessualità solo come un male inevitabile, ma da praticare esclusivamente nel ghetto e tra ghettizzati. Mi sembrava giusto terminare con tale affermazione per me significativa (e da me totalmente condivisa). Da parte mia non posso che ribadire la mia avversione verso ogni morale conservatrice e verso ogni forma di integralismo religioso e non, che abbia come fine l'annientamento di un qualsiasi modo di essere (lontano da sé). Agli amici omosessuali, non posso che dire ciò che B. Vanzetti disse prima di morire innocente «...Non disperate. Continuate la battaglia intrapresa per la libertà e l'indipendenza dell'uomo».

Massimo Mannarelli (Milano)