Rivista Anarchica Online

rivista anarchica
anno 19 nr. 165
giugno 1989


Rivista Anarchica Online

Il meeting e oltre
di Marina Padovese / Fabio Santin

È nota soprattutto per il Meeting Anticlericale che ogni estate promuove nelle Marche. Ma l'Associazione per lo Sbattezzo si occupa anche di altro. Lo spiegano, nell'autointervista che si sono fatti, alcune/i di loro. E precisamente: Francesca Palazzi Arduini, Federico Sora e Roberta Galarini (Fano); Gianni Cimbalo e Patrizia Diamante (Firenze); Donato Romito (Pesaro); Walter Siri (Bologna) ; Salvatore Cassisa (Milano); Tommaso Aversa (Roma); Marina Padovese e Fabio Santin (Mestre). Pubblichiamo anche lo statuto dell'Associazione e le informazioni per entrare in contatto e per aderire.

Il primo meeting anticlericale si tiene a Fano nell'84. Come nasce questa iniziativa?

Francesca -Inizia quasi per scherzo. Nei suoi vari pellegrinaggi per il mondo e per l'Italia, Wojtyla pensa di non escludere Fano. Subito noi del Circolo Culturale "Papini" decidemmo di contestare in qualche modo la sua venuta. La domenica precedente la sua "visita" occupammo il luogo che il dio-in-terra doveva poi calpestare e lo dichiarammo "Zona Dewojtylizzata". La manifestazione, e soprattutto la trasformazione delle famose acque inquinate di Fano in Bianchello del Metauro, provocarono grande scandalo. Le nostre idee furono ben espresse dall'adesivo: "papa Wojtyla, no grazie" che in quei giorni si trovò appiccicato per tutta Fano. Fummo anche denunciati, e poi assolti, per l'affissione abusiva di questo adesivo; ancora non si parlava di offesa o vilipendio, come è successo ora a Orvieto. sempre per lo stesso adesivo.

E come avete deciso di continuare?

Federico - Be', diciamo che siamo stati stimolati dal successo di quella nostra iniziativa... e abbiamo deciso di continuare il dibattito sull'anticlericalismo organizzando successivi meeting. Con lo slogan: "il papa ti irrita? Irrita il papa!" si preparò il meeting dell'85, prevedendo anche uno spazio per discussioni e seminari: si parlò di rapporti fra Stato e Chiesa, di Concordato, di Wojtylizzazione della chiesa cattolica. Poi nel terzo Meeting Anticlericale, quello dell'86, si discusse fra l'altro, visto che ricorreva il cinquantenario, dei rapporti fra chiesa cattolica e Rivoluzione Spagnola del '36. Si parlò anche dell'ora di religione nella scuola... non sapevamo ancora che casino sarebbe venuto fuori in seguito su questa cosa!

Donato - L'86 fu anche l'anno della costituzione dell'"Associazione per lo Sbattezzo". Comunque, tanto per finire la storia del Meeting Anticlericale, nell'edizione dell'87, la quarta, si discusse invece di chiesa e politica, di politica scolastica fra Chiesa, Stato e mercato, di religione e sessualità, di corpo "represso"...e poi c'erano due mostre: una s'intitolava "Vatikan Dance" e l'altra "Settimo: non rubare" a proposito dei rapporti tra Chiesa e finanza, IOR, scandali vari, ecc...
Poi l'ultimo meeting, quello dello scorso anno. I seminari si pensò di presentarli sul nostro bollettino parrocchiale ovvero "Traffico": si parlò, con triste preveggenza, delle manovre dei cattolici, Formigoni e ciellini in testa, per sabotare la legge sull'aborto, di esaltazione della virilità nell'ideologia della chiesa, di donne e religione, di anticlericalismo in Germania.

Il "Meeting Anticlericale" non è però solo dibattiti e seminari...

Salvatore - Sì. Oltre alle mostre di cui si parlava prima, sono state fatte mostre di mail-art, di cartoline anticlericali e poi c'è l'aspetto più "festaiolo", più conviviale insomma.
Durante il meeting funziona sempre un servizio autogestito di cucina, con un menù rigorosamente "eretico", e un angolo "di-vino" i cui ricavati, assieme alle sottoscrizioni, ci hanno permesso di sostenere le spese per i concerti, i video, i manifesti, il noleggio degli impianti e tutto quanto c'è intorno ad un'iniziativa del genere.

Francesca - Vorrei aggiungere una considerazione. Durante questi anni abbiamo dovuto fare i conti con la moralità poco tollerante di molti cattolici...siamo in una piccola città. Ma ci piace sottolineare che abbiamo ricevuto solidarietà e naturalmente ottenuto gli spazi per poter concretamente organizzare il meeting.
Abbiamo anche fatto i conti, purtroppo, con chi non capisce il significato di partecipare attivamente ad una festa autogestita, ma siamo comunque felici di aver raccolto molte adesioni e molti contributi da parte di compagni di ogni tipo. Oltre al resto senza costringere nessuno a passare sotto alcuna bandiera, diciamo di "partito". Tutto questo ci sembra una conferma della validità del pensiero e della pratica libertari.

L'"Associazione per lo Sbattezzo" nasce durante il terzo Meeting Anticlericale. Vogliamo parlarne?

Federico - L'associazione è nata durante il meeting dell'86. Recentemente (il 25/12/88!) si è data anche una forma giuridica,la più blanda possibile. Periodiche assemblee ci hanno permesso un confronto, anche al di fuori del meeting. Funziona un comitato di gestione, eletto ogni anno dall'assemblea dell'associazione, che si occupa di dare esecuzione ai deliberati assembleari, oltre che di promuovere iniziative di dibattito e di risolvere questioni più tecniche come la preparazione del bollettino, tenere contatti con le realtà locali che funzionano per ora a Milano, a Mestre, a Firenze e a Roma. Oltre a queste, e alla sede "nazionale" di Fano, ci sono in varie città degli associati che fanno da punti di riferimento, da "recapiti".

Perché questo nome per l'associazione?

Tommaso - È bene innanzitutto chiarire che l'"Associazione per lo Sbattezzo" non amministra lo sbattezzo. Se lo facesse si porrebbe al pari di una chiesa nel compito di "ungere" i suoi membri. L'associazione nasce invece dalla consapevolezza che ogni essere umano è padrone di se stesso ed è quindi in suo potere rigettare qualsiasi atto di incorporazione ad una qualsivoglia fede o religione che cerchi di vincolarlo per l'eternità.

Roberta - Poi comunque anche il nome ha il suo significato. Lo sbattezzo è un atto di liberazione individuale di chi vuole sottrarsi ai riti iniziatici di ogni religione. La chiesa cattolica col battesimo, suo rito di iniziazione, incorpora gli individui al proprio magistero. L'associazione è un mezzo per liberarsi collettivamente, per informare, sostenere e promuovere, associati, cioè insieme, una battaglia di libertà.

Marina - Mi sembra anche importante sottolineare un'altra cosa. L'"Associazione per lo Sbattezzo" vuole essere una delle possibili forme di organizzazione dell'anticlericalismo, dell'agnosticismo e dell'ateismo. Non vuole essere l'Organizzazione con la O maiuscola. Tant'è che è stato formalizzato nello statuto che alle assemblee possono partecipare a pieno titolo anche i non associati e che questi, se lo vogliono, possono usufruire dei servizi dell'associazione come ad esempio la dichiarazione di sbattezzo/non battezzo, il bollettino, la tutela giuridica, ecc...

Cosa vuol dire oggi essere anticlericali?

Walter - Significa soprattutto intraprendere una battaglia culturale che tenda a smantellare quei valori basati sul fideismo e sulla rassegnazione, sull'assoggettamento a voleri esterni all'individuo. Qualsiasi visione mistica e trascendentale della vita riproduce una sudditanza dell'individuo a leggi ad esso estranee che, per definizione, richiedono magistrati e sacerdoti. Si potrebbe poi aggiungere che ogni forma di conoscenza che non sia socializzabile è portatrice di autoritarismo, di dominio e, di conseguenza, di sfruttamento e di oppressione.

Fabio - Noi dell'"Associazione per lo Sbattezzo" per provocazione e per scherzo stampiamo il "certificato di sbattezzo" (a proposito: lo troverete pronto al prossimo meeting, quest'estate!)... ma la cosa sulla quale non scherziamo è la convinzione che sia necessario aprire una via di dibattito e di lotta per la liberazione dal potere "temporale" della chiesa, dalla morale sessuofobica e filogerarchica del clericalismo ancor oggi dilagante.

A proposito di clericalismo dilagante non può non venire in mente quanto sta succedendo negli ultimi tempi a proposito di aborto...

Patrizia - E già! Senza rispetto per le donne, già messe a così dura prova da quell'aborto che è la 194, la legge sull'aborto, ecco di nuovo i crociati alla riscossa. "Come sabotare la legge 194" era il titolo di una comunicazione a cura dell' AIECS di Milano, presentata all'ultimo meeting. Si denuncia il lavoro sottile, gesuitico, in atto ormai da molto negli ospedali italiani, per impedire alle donne di poter abortire nella struttura pubblica. Nel giro di pochi anni, si diceva, la legge resterà formalmente in piedi, ma non verrà applicata perché mancheranno gli operatori. Il chiavistello di questa manovra, clericale e ostruzionistica , era ed è l'obiezione di coscienza: l'80% dei primari, in Italia, sono obiettori!
Comunione e liberazione e movimento popolare hanno incrementato silenziosamente le obiezioni di coscienza e ora, ritenendosi tanto forti da poter uscire allo scoperto, hanno rotto quella consegna del silenzio che per molto tempo gli è giovata. Organizzano dibattiti, te li ritrovi alla televisione, sui giornali...l'ingordigia clericale, anche di spettacolo, non ha limiti...

A proposito di ingordigia, e i finanziamenti alla chiesa?

Gianni -La chiesa cattolica ha beneficato e beneficia tuttora in Italia del finanziamento statale che viene erogato in varie forme. Quelli più consistenti sono stati fino ad oggi i cosiddetti "supplementi di congrua" corrisposti ai ministri di culto, cioè al clero. A questi vanno aggiunti i fondi destinati alla costruzione e alla riparazione degli edifici di culto, gli stipendi corrisposti ad insegnanti di religione nella scuola pubblica, ai cappellani nell'esercito, nelle carceri e negli ospedali, poi ci sono i finanziamenti ad enti cosiddetti di beneficenza e di assistenza ecc...
Non si contano inoltre le "elargizioni" occasionali, le facilitazioni concesse ad enti ed istituti finanziari come lo IOR (l'Istituto per le Opere Religiose) ecc...

E con il nuovo concordato?

Gianni - Diciamo subito che il nuovo concordato ha aumentato i finanziamenti a insegnanti e cappellani e ha mutato le modalità di erogazione e le entità dei finanziamenti. Uno degli effetti forse meno noti di questo concordato è l'introduzione di un nuovo regime per il sostentamento del clero e in generale per quello che rimane essere il finanziamento pubblico alla chiesa cattolica. Questa regolamentazione entrerà in vigore in tutte le sue parti entro il 1990 e prevede fra l'altro che le donazioni fatte dai cittadini a favore della chiesa cattolica siano ammesse in detrazione, nella dichiarazione dei redditi, fino a 2 milioni. Poi, sempre nella dichiarazione dei redditi, il cittadino dovrà indicare a chi vorrà devolvere lo 0,8% dell'imposta da pagare e dovrà scegliere fra lo Stato, che lo destinerà a scopi di carattere sociale (tralasciamo anche su questo i possibili commenti...) o alla chiesa cattolica.

Walter - La fetta da spartire, questo 0,8%, non è cosa da niente: oltre 2.000 miliardi all'anno secondo i dati dell'88 e, stando a quanto sostiene la CEI (Conferenza Episcopale Italiana), il 95% di questo contributo dovrebbe essere versato alla chiesa. Organizzare l'obiezione fiscale anticlericale, sul tipo di quella antimilitarista già in atto, è uno degli obiettivi dell'"Associazione per lo Sbattezzo".

Veniamo ad un altro argomento che scotta, l'ora di religione nella scuola...

Donato - Sorvolando sulla questione "crocefisso" negli uffici pubblici, finita male per il crocefisso stesso che è stato ridotto a simbolo di dominio più che di fede, nel senso che "per forza" dobbiamo tenercelo, e sulle questioni ugualmente spinose come quella della presenza di ordini religiosi negli ospedali pubblici ecc., la scuola mi sembra l'"oggetto" più importante delle mire integraliste.
Fatte poche eccezioni, l'atteggiamento dei laici e della sinistra in genere verso la questione scuola e insegnamento religioso cattolico è sempre stato caratterizzato da due errori. Il primo errore è stato a mio avviso sottovalutare quel fenomeno integralista cattolico che già nei primi anni '70 dava alla luce CL, la quale proprio verso la scuola indirizzava le sue attenzioni. Il secondo errore è ancor oggi il voler ridurre tutto lo scontro verso l'ingerenza cattolica ad un fatto preminentemente giuridico e costituzionale e pretendere di combattere solo a colpi di carta bollata tutte le mostruosità partorite dalle crociate confessionali di questi anni.
Il nostro contributo alla costruzione di una nuova sensibilità è fondamentale proprio a partire dalla scuola. Vorrei far notare che nei nuovi programmi della scuola elementare, alle due ore di religione cattolica, si affiancherà un insegnamento denominato "conoscenza dei fatti religiosi". Questa volta obbligatorio per insegnanti e alunni.

Finisce qui l'autointervista dell'"Associazione per lo Sbattezzo". A chi vuole saperne di più diciamo che è stato stampato un fascicolo di 16 pagine, curato dall'associazione stessa, dal titolo: "Il Peccato". Lo troverete inserito in un numero di giugno di "umanità Nova" e nel n° dell'estate della rivista "Homo sapiens". Oppure potete richiederlo direttamente all'associazione, di cui pubblichiamo a pagina 9 indirizzo e conto corrente postale, versando un contributo e specificando la causale.
Inoltre informiamo tutti che è stata aperta una sottoscrizione a favore dell'edizione '89 del Meeting Anticlericale, che si terrà come sempre a Fano alla metà di agosto. Anche per questo i versamenti vanno effettuati al medesimo conto corrente postale, sempre specificando la causale.

Associazione per lo sbattezzo / istruzioni per l'uso

La sede nazionale è a Fano. Recapito postale: Associazione per lo Sbattezzo, c/o Circolo "N. Papini", cas. post. 13, 61032 Fano (Ps). Il conto corrente postale è il n. 11849619. Recapito telefonico: 0721/829369. Sede del Circolo "N. Papini": via Garibaldi 47.
Comitati locali dell'Associazione si trovano a Firenze (c/o Editrice Crescita Politica, via Nova de' Caccini 12r, 50121 Firenze) ed a Roma (c/o Circolo Cafiero, via Vettor Fausto 3, 00154 Roma).
La quota associativa annuale è di lire 10.000. E' possibile effettuare versamento di quote pluriennali. La quota annuale comprende l'invio del Bollettino dell'Associazione. I non associati possono ricevere il Bollettino versando lire 10.000 all'Associazione. I versamenti vanno effettuati sul c.c.p. 11849619 intestato "Associazione per lo Sbattezzo" via Garibaldi 47, 61032 Fano (PS); oppure sul conto corrente bancario 1477/84 intestato a Morelli/Sora presso la sede centrale della Cassa di Risparmio di Fano (specificando la casuale). Per aderire all'Associazione per lo Sbattezzo bisogna compilare il modulo di adesione, che si può richiedere direttamente alla sede di Fano.
Come appare sul modulo di adesione, può essere richiesto il rilascio della dichiarazione di libertà delle religioni (prevista dallo statuto dell'Associazione e comunemente denominata "Dichiarazione di sbattezzo").
Il rimborso delle spese di stampa e spedizione della dichiarazione sono quantificate in lire 10.000. Le spedizioni vengono effettuate in contrassegno.
La "Dichiarazione di libertà delle religioni" ha un valore simbolico, ma anche un effetto "giuridico" civile. Per attivare questo effetto è necessario che la Dichiarazione venga notificata alla parrocchia dove fu amministrato il rito d'incorporazione e/o al vescovo della diocesi sotto la cui giurisdizione ricade l'abitazione.
Il modulo di notifica viene inviato in 4 copie congiuntamente alla Dichiarazione. Due copie vanno inviate all'autorità religiose sopra citate, una va conservata assieme alla Dichiarazione e l'ultima va inviata all'Associazione (che in tal modo curerà gli eventuali problemi legali – articolo quindici dello Statuto).
Naturalmente è possibile aderire e sostenere l'Associazione e le sue attività senza richiedere la Dichiarazione, oppure questa può essere richiesta ma rimanere di stretto "uso" personale, senza invio di notifiche.

LO STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE PER LO SBATTEZZO

ART. 1
È costituita l'Associazione per lo Sbattezzo con sede legale a Fano, via Garibaldi 47. L'Associazione per lo Sbattezzo è ente morale e non persegue fini di lucro.

ART. 2
L'Associazione per lo Sbattezzo persegue i seguenti fini:
-assicurare e garantire un'effettiva libertà dal e del pensiero religioso;
- dare la possibilità a tutti di rigettare formalmente le professioni di fede, di fare abiura, senza che ciò pregiudichi in alcun modo gli interessi individuali;
- garantire a credenti e non credenti la libertà dall'oppressione degli apparati religiosi;
- liberare la società dall'ingerenza nella vita sociale delle organizzazioni religiose, sottoponendo a controlli, con un'attenta vigilanza, l'associazionismo religioso.

ART. 3
In particolare l'Associazione per lo Sbattezzo si propone di:
- sviluppare la riflessione sull'ateismo e sull'agnosticismo, promuovendo ed incentivando la discussione tra i non credenti sulle ragioni della loro scelta;
- combattere le ingerenze religiose nella scuola e in tutte le altre istituzioni pubbliche, nella cultura, nell'arte, nella scienza;
- garantire l'onorabilità e la non discriminazione a tutti coloro che ritengono, in tutta libertà, di rinnegare la propria appartenenza ad un credo religioso, anche se sono stati in passato oggetto, consciamente o inconsciamente, di riti propiziatori religiosi;
- difendere, mediante la loro partecipazione all'attività dell'Associazione, tutti coloro che si considerano oppressi dalle sette religiose, prima fra tutte la Chiesa Cattolica;
- far rispettare il diritto all'inviolabilità del proprio domicilio da agenti di qualsiasi religione;
- assicurare anche mediante la promozione di iniziative anticlericali, la lotta contro l'intolleranza in materia di garanzie alla libertà religiosa e di coscienza.

ART. 4
I membri dell'Associazione rivendicano il loro bisogno di un rapporto sereno e gioioso con la natura, il piacere e le cose belle della vita. Si impegnano pertanto a battersi per trasformare la società in modo da creare le condizioni materiali che rendano possibile l'effettiva liberazione dalla religione.

ART. 5
L'iscritto all'Associazione per lo Sbattezzo può delegare l'Associazione a tutelarlo in caso di decesso, onde garantire la non effettuazione di riti contrari alle proprie credenze o convinzioni ed il rispetto delle sua volontà nelle pratiche di tumulazione.

ART. 6
L'Associazione si impegna a sviluppare la tutela e l'assistenza dei propri aderenti anche con consulenze giuridiche in difesa della libertà dalla religione.
ART. 7
L'attività dell'Associazione si sviluppa in programmi annuali, decisi dall'assemblea ordinaria dell'Associazione, che ne articolano gli scopi. Tali programmi saranno sviluppati, con la partecipazione e l'impegno personale di tutti i soci, dal Comitato di Gestione dell'Associazione.

ART. 8
Possono fare parte dell'Associazione atei, agnostici e/o anticlericali, antireligiosi. L'Associazione è composta dai soci. Tale qualifica si acquisisce facendone richiesta attraverso le sezioni o i comitati locali oppure direttamente al Comitato di Gestione che delibera sull'accettazione. Al socio è richiesta una quota di partecipazione, stabilita annualmente dall'Assemblea ordinaria dei soci. Può diventare socio chiunque abbia compiuto quattordici anni, accetti il presente Statuto e le deliberazioni che in base ad esso saranno adottate dagli organi dell'Associazione e non svolga attività contrarie ai fini e agli scopi dell'Associazione.

ART. 9
Possono essere costituite Sezioni e Comitati locali dell'Associazione che si daranno autonomamente un proprio regolamento e metteranno a punto un programma di lavoro; di tali programmi e attività le sezioni daranno comunicazione al Comitato di Gestione. Delle iniziative autonomamente intraprese da Sezioni e Comitati locali sono responsabili, sia sotto il profilo economico che giuridico, gli organi direttivi e gli iscritti che le hanno deliberate. A tal fine possono riscuotere dai soci contributi e indire sottoscrizioni.
L'Associazione come tale risponde, sia sotto il profilo economico che giuridico, solo delle iniziative approvate dal Comitato di Gestione. Lo svolgimento di attività contrarie agli scopi e ai fini dell'Associazione può dar luogo all'espulsione deliberata dal Comitato di Gestione, sottoposta a successiva ratifica dell'Assemblea dei soci.

ART. 10
L'organo di gestione dell'Associazione è l'Assemblea annuale ordinaria dei soci alla quale partecipano di diritto tutti gli iscritti nelle forme e con le modalità previste dal regolamento interno. L'Assemblea ordinaria:
- elegge il Comitato di Gestione, composto almeno di 9 membri, che resta in carica per un anno;
- delibera sulle modifiche del regolamento interno;
- nomina tre sindaci revisori ai quali sono demandati l'esame del bilancio e gli altri compiti propri del loro incarico;
- approva il bilancio preventivo e consuntivo;
- delibera sul programma annuale e sulle iniziative da intraprendere in relazione a quanto stabilito dall'art. 3.
All'assemblea dell'Associazione possono intervenire anche i non iscritti che accettano i principi dell'Associazione e il suo statuto.

ART. 11
L'Assemblea straordinaria è indetta con almeno 20 giorni di anticipo dalla data di convocazione. Può essere convocata su richiesta di almeno il 30% dei soci, di Sezioni e Comitati locali, per iniziativa del Comitato di Gestione.

ART. 12
Il Comitato di Gestione ha il compito di sviluppare le iniziative decise dall'Associazione per la durata dell'anno sociale; di redigere il bilancio preventivo e consuntivo, di svolgere le attività di segretariato dell'Associazione; di custodia dei verbali delle riunioni, dei libri sociali e dell'archivio. Elegge nel suo seno un Presidente, che ha la rappresentanza dell'Associazione.

ART. 13
Il Comitato di Gestione è delegato dall'Assemblea a rilasciare attestati di appartenenza all'Associazione, nonch%eacute; eventuali autodichiarazioni sulla non appartenenza a fedi religiose, sette o confessionali.

ART. 14
I non battezzati hanno diritto di richiedere all'Associazione una dichiarazione dalla quale risulti la non consumazione del rito del battesimo o l'abiura dell'avvenuta incorporazione di una religione.

ART. 15
L'Associazione si impegna ad assistere legalmente i suoi iscritti che hanno notificato alle rispettive confessioni religiose l'avvenuto sbattezzo o l'abiura nel caso di esercizio di atti di giurisdizione che risultino in qualunque modo lesivi della loro libertà religiosa.

ART. 16
I beni dell'Associazione, costituiti dalle quote associative annuali, dalle sottoscrizioni ordinarie e straordinarie dei soci, da elargizioni, lasciti e devoluzioni a favore dell'Associazione sono destinati al raggiungimento dei fini e degli scopi sociali. L'Associazione rilascerà certificazione quietanzata di tali versamenti ai fini della loro deducibilità dal reddito imponibile, richiesta questa che l'Associazione si impegna a sostenere con la mobilitazione dei propri iscritti oltre che legalmente.

ART. 17
L'Associazione per lo Sbattezzo propugna l'assoluto separatismo nei rapporti tra lo stato e le confessioni religiose. Per questo motivo l'Associazione si impegna a battersi affinché le quote di imposta destinata dalla legge a favore delle confessioni religiose vengano soppresse. Fin quando tale destinazione verrà mantenuta l'Associazione sosterrà le richieste di coloro che desiderano utilizzare queste somme per attività finalizzate alla difesa della libertà dalla religione.

ART. 18
In caso di scioglimento dell'Associazione deliberato da almeno tre quarti degli iscritti in un'Assemblea appositamente convocata con questo argomento all'ordine dell giorno, i beni sociali potranno essere devoluti ad associazioni che perseguono scopi affini a quelli dell'Associazione per lo Sbattezzo.

ART. 19
Per quanto non previsto dal presente Statuto si fa riferimento al regolamento interno dell'Associazione per lo Sbattezzo e al Codice Civile italiano.