rivista anarchica
anno 48 n. 427
estate 2018


migranti

Prima i razzisti

di Davide Biffi

Un'analisi del programma del nuovo governo Lega/Cinque Stelle in tema di migrazioni mette in luce un preciso disegno e pratiche inaccettabili. Che però hanno avuto e hanno anche altri responsabili.


La cosa più rilevante di questo governo non è tanto il professor Conte o il professor Savona. Il problema è fare un governo con la Lega e non battere ciglio se Salvini è al Ministero dell'Interno. Senza voler personalizzare, perché alla fine Salvini è solamente un essere umano e come tutti passerà anche lui. Il problema è chi lo vota e perché; e chi ci si allea.
Sgomberiamo il campo dai dubbi: un governo con la Lega non ha alcuna giustificazione.
Non è alleandosi con la Lega che si attua il cambiamento. O almeno, non certo nel senso della giustizia e dell'uguaglianza. Speriamo quindi che tutti i “compagni” che hanno votato M5S perché delusi dalla sinistra partitica, che in un paio di punti hanno visto qualcosa di rivoluzionario, almeno un poco si pentano. Intanto, però, ce li becchiamo.
Nel programma Lega-5stelle si parla ovviamente di immigrazione, il cavallo di battaglia della Lega. Il documento in sè è molto prevedibile, semplice e chiaro. Tre paginette dedicate all'immigrazione, di cui tre quarti riservate al fenomeno dei richiedenti asilo (che numericamente rappresentano meno di un decimo degli stranieri regolarmente soggiornanti con altri tipi di permessi di soggiorno) e dei flussi via mare e un'altra parte dedicata al pericolo islamista e alla libertà di culto.
Prima di vedere più nel dettaglio diciamo subito che il taglio (direi la filosofia) dato dai Lega5Stelle si contraddistingue non solo per un totale appiattimento sul tema della sicurezza (che si discosta dal precedente governo solamente nella scelta della terminologia non tanto delle prassi) dimenticando del tutto i diritti degli individui, ma come bene ha sottolineato Gianfranco Schiavone di ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione), incarna una “politica del disprezzo”. Disprezzo che esce ogni volta dalla bocca del ministro degli Interni Salvini in ogni sua uscita pubblica.

“Accoglienza straordinaria”

Sarebbe dunque parziale limitarsi a quanto è scritto nel programma che oltre alla pochezza degli intenti urlati ai quattro venti su social e stampa non lascia trasparire molto altro. È utile invece seguire la politica quotidiana del ministro dell'interno, fatta di proclami, dichiarazioni e continui attacchi verso quelli da lui considerati come nemici. Ripeto, non tanto per l'interesse nei confronti della sua persona quanto per analizzare i significati e gli effetti delle sue parole dette oltre a quelle scritte nel programma.
L'approccio al tema immigrazione nel programma non parte dai diritti dei singoli individui, cioè i migranti ma parte invece dalla difesa dei cittadini (italiani): il famoso prima agli italiani è il filo conduttore implicito del discorso. È un programma di difesa, di chiusura, che necessariamente separa, esclude chi non appartiene alla comunità chiusa dei cittadini italiani.
L'altro tema centrale sono i costi. Costi “spesso gestiti con poca trasparenza e permeabili alle infiltrazioni della criminalità”. Più avanti si legge che si “deve superare l'attuale sistema di affidamento a privati dei centri e puntare ad un maggiore coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, a cominciare da quelle territoriali, affidando la gestione dei centri stessi alle regioni”.
Chi ha creato questo sistema di accoglienza straordinaria (i famosi CAS - centri di accoglienza straordinaria - appaltati dalle Prefetture al terzo settore)? Il governo Berlusconi, con Maroni Ministro dell'Interno nel 2011. Chi non aveva previsto nessun tipo di rendicontazione delle spese di gestione dei CAS? Maroni, sempre lui. Allora il problema è il costo del sistema o il mancato controllo pubblico dell'utilizzo dei fondi?
Superiamo il sistema emergenziale, dicono. Benissimo. Da anni moltissimi operatori del settore e attivisti lo chiedono. Quali sono i comuni che più si oppongono alla creazione dei centri per richiedenti e rifugiati gestiti direttamente dagli enti locali (il famoso sistema SPRAR - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati)? Quelli governati dal centro destra e dalla lega! vedasi per es. il protocollo per l'accoglienza della Prefettura di Milano che è stato firmato quasi solamente da Comuni guidati dal centro sinistra o da liste civiche.
Allora, di cosa stiamo parlando? Forse si sono ravveduti e hanno capito di aver sbagliato tutto? Si legge nel programma: “ad oggi sarebbero circa 500 mila i migranti irregolari presenti sul nostro territorio e, pertanto, una seria ed efficace politica dei rimpatri risulta indifferibile e prioritaria.” Parlano di centri per rimpatrio, quindi, da aprire in ogni regione per attuare la politica dei rimpatri forzati di circa 500 mila migranti sprovvisti di documenti (i cosiddetti clandestini).

La revisione di Dublino

Va bene accogliere ma per rimandarli a casa! Anche qui i lega-stellati non fanno i conti con la realtà o per lo meno fingono di non conoscerla. Per prima cosa dovrebbero dire come si creano i clandestini, perché uno non nasce clandestino ma lo diventa a causa delle leggi che regolano le migrazioni. Poi, nessun sindaco leghista darà mai l'assenso all'apertura di un centro per rimpatrio di grandi dimensioni (si parla di costruire centri da almeno 400-500 persone) sul proprio territorio, come non è stata dato l'assenso in molti comuni per centri di piccole dimensioni, per una manciata di richiedenti asilo. E soprattutto fingono di non sapere quanto lavoro richiederebbe lo “svuotamento” dell'Italia dai migranti irregolari: tempo, personale, costi: ci vorrebbero mesi e mesi di lavoro continuo.
Come se in Italia non ci fossero altri fronti su cui impiegare le forze dell'ordine. E poi bisognerebbe pensare agli accordi con i paesi di provenienza e origine in cui rimandare gli irregolari. E ancora, nessuno crede che rimpatrierebbero tutti gli irregolari perché sono un bacino inesauribile e fondamentale per ampi settori economici (si pensi per es. alla cura degli anziani e all'agricoltura). Sappiamo e i nostri governanti sanno che avere un esercito di lavoratori di riserva totalmente sfruttabile è imprescindibile per la nostra economia.
Andiamo avanti con la lettura del programma. si parla del superamento del sistema Dublino e questa è una delle poche cose sensate. Anche se l'obiettivo loro non è certo quello di favorire e garantire la libera circolazione dei migranti ma solamente l'apertura delle porte verso gli altri stati. “Via Dublino, così non restano da noi!”: questo è il loro obiettivo.
Oggi i maggiori oppositori alla revisione di Dublino sono l'Ungheria dell'amico di Salvini Orban e l'Austria degli estremisti di destra, solo per citarne un paio.
Uno dei passaggi più interessanti, per la sua stupidità e impraticabilità, è questo: “proponiamo che le procedure per la verifica del diritto allo status di rifugiato o la sua revoca siano rese certe e veloci, anche mediante l'adozione di procedure accelerate e/o di frontiera, l'individuazione dei Paesi sicuri di origine e provenienza, la protezione all'interno del Paese di origine (IPA)” e ancora “la valutazione dell'ammissibilità delle domande di protezione internazionale deve avvenire nei Paesi di origine o di transito”.
Per rendere più veloci le procedure c'è solo una cosa da fare: assumere più commissari e personale che svolga questo compito, cosa che già dal 2017 il precedente governo aveva iniziato a fare e troverà attuazione nei prossimi mesi.
C‘è un altro elemento che viene inserito nel discorso. Quel “certe” è un chiaro segnale di sospetto, come per dire “fino a qui non lo sono state”; insinua un forte dubbio sulla bontà delle decisioni delle Commissioni (che hanno un tasso di riconoscimento di una forma di protezione internazionale del 50% circa in media - gli altri vengono diniegati, diventano cioè irregolari).


foto: ©Anne Jose Kan/123RF.COM

Azzeramento degli sbarchi? Impossibile

Così facendo inseriscono e traducono nel programma lo slogan dei “falsi profughi” che da anni Salvini ci propina. Resta una cosa: anche se fossero davvero falsi profughi, avrebbero comunque il diritto di fare la domanda d'asilo, di essere accolti e non respinti fino a quando la commissione competente (e non Salvini o Di Maio!) non abbia preso una decisione sulla domanda di protezione.
Questa frase non va quindi letta nel senso di una maggior tutela e attenzione a favore dei richiedenti asilo ma del resto della cittadinanza: garantire che le Commissioni lavorino più in fretta nell'emettere i loro responsi. Un po' come il mantra della “certezza della pena”: essere certi non tanto che la pena sia giusta e commisurata al reato che una persona ha compiuto bensì che sia certo che la pena venga inflitta. Non che venga fatta giustizia.
La seconda parte della frase programmatica porta con sé una serie di castronerie incredibili che non sono una novità legastellata. L'Italia e l'Ue hanno già individuato di fatto dei paesi di transito che fanno il lavoro sporco di trattenere i migranti: Libia, Niger, Egitto e soprattutto Turchia. Minniti aveva già sbandierato (e continua a farlo) questi accordi come un successo e Salvini l'ha pure ammesso pochi giorni dopo essersi insediato al Ministero. Lo scenario che si prefigura sarà la continuità e il rafforzamento di questi accordi: obiettivo è l'azzeramento degli sbarchi, cosa che sarà impossibile e vedrà un grandissimo dispiegamento di risorse umane e economiche.
Se imprigionare e bloccare decine di migliaia di persone in questi “stati sicuri” è un successo… vedete un po' voi! Questi stati dovrebbero essere ancora più di oggi l'anticamera dell'Europa, dove funzionari degli stati Ue deciderebbero a chi concedere il diritto di fare una richiesta d'asilo e chi no. E chi no, cosa fa? Torna indietro? E come? Resta in Libia?
Il colpo di genio è la protezione all'interno del proprio paese. Se una persona ha lasciato il proprio paese perché in quel posto non ci sono più le condizioni per una vita sicura, come fa a cercare protezione nel paese da cui fugge? Allora tanto varrebbe cancellare il diritto d'asilo.
Ecco la vera ipocrisia alla base di tutto. Fino a quando non esisteranno canali d'accesso legali all'Italia e all'Europa la gente continuerà ad entrare via mare (e non solo) e non avendo altra possibilità tenterà di regolarizzarsi attraverso la richiesta di protezione internazionale. Allora, Lega e Cinque Stelle, ditelo chiaramente: aboliamo il diritto d'asilo! Sarebbe intellettualmente più onesto.
La legge Bossi-Fini (prima Turco-Napolitano) genera illegalità: va cambiata, non ci sono alternative. Grandissima colpa è anche del governo Renzi che non ha messo in discussione i meccanismi di ingresso in Italia. Figuriamoci se la modificheranno i nuovi governanti.
Ultimo paragrafo degno di nota “al fine di garantire un corretto bilanciamento con gli interessi di sicurezza e ordine pubblico, occorre poi prevedere specifiche fattispecie di reato che comportino, qualora commessi da richiedenti asilo, il loro immediato allontanamento dal territorio nazionale.” Già esistono questi reati e sono il traffico internazionale di stupefacenti, il terrorismo internazionale, stupro e violenze. Quindi, cosa significa realmente questa frase? Quali altri reati devono essere ostativi alla richiesta d'asilo? L'elemosina? Il furto di lamiere?

Va ricostruito tutto

Anni di discorsi sprezzanti sui migranti, sui falsi profughi, sulle Ong vice-scafisti, sulle navi delle Ong taxi del mare, sulle cooperative che fanno businnes, sul fatto che sono troppi e non ne possiamo più, sugli alberghi a cinque stelle, non siamo razzisti ma... hanno legittimato questi movimenti politici che oggi ci troviamo al governo. E sono lì proprio per fare qualcosa in questo senso, sono legittimati dal consenso della maggioranza di chi è andato a votare.
Ormai è tardi per lagnarsi, va ricostruito tutto, partendo da un discorso che sia altro. Nel frattempo si può fare una cosa: resistere, non cedere, non abituarsi a Salvini e all'ingiustizia e praticare forme di accoglienza. Perché, anche se sono al governo, non possono fare tutto ciò che passa loro per la testa. E non staremo certo a guardare.
L'attualità corre veloce e mentre sto per chiudere queste righe due fatti raggiungono la prima pagina. Il primo è l'assassinio di Soumayla Sacko, giovane bracciante sfruttato in Calabria e attivista sindacale dell'USB. L'altro il vergognoso spettacolo andato in scena sulla questione della nave Aquarius, già menzionato, carica di centinaia di persone tratte in salvo dal mare.
Due fatti tragici come questi diventano l'occasione per il ministro dell'interno, nuovamente, di fare propaganda e mettere in mostra tutta la sua ignoranza, ottusità e malafede. Sull'assassinio di Soumayla il massimo che riesce a dire è che “come tanti italiani era sfruttato”. L'obiettivo di queste parole è quello di depoliticizzare e depotenziare l'accaduto e il contesto in cui Soumayla è stato ucciso. E sulla nave Aquarius ancora si prende la scena lui, ancora di più: gliel'abbiamo fatta vedere all'Europa, dice contento su facebook e in parlamento. Abbiamo fatto vedere l'imbecillità che abbiamo messo al governo! È tornata la Lega del “celodurismo” di bossiana memoria... Certo, poi pure Macron si mette a pontificare e offre l'assist al governo... da che pulpito viene la predica.
Sia chiara una cosa: sul tema migrazioni e gestione dei richiedenti asilo (quasi) nessuno ha la coscienza pulita; pochi possono scagliare la prima pietra. Intanto però continuano a scagliare pietre... e chi se le vede cascare addosso, guarda un po', sono proprio i migranti.

Davide Biffi