rivista anarchica
anno 45 n. 404
febbraio 2016




Copertina femminista, caratterizzata dal colore rosa, per il numero 72 (marzo 1979) di “A”. La colonna di presentazione editoriale si apre così:
“Curato dalle compagne della redazione in collaborazione con Carletta (del gruppo artigiano ricerche visive di Roma), ma discusso collettivamente da tutti i componenti del collettivo redazionale (maschietti-in-crisi compresi) esce su questo numero un ampio servizio dedicato alla donna, che non pretende assolutamente di affrontare tutte le questioni principali connesse con il suo ruolo oggi e con le sue prospettive future. Si tratta soprattutto di interviste fatte a Roma e a Milano con alcune giovani, compagne e non, militanti e casalinghe, ecc... Vi sono inoltre alcuni interventi specifici sul rapporto tra femminismo e prospettiva libertaria, nonché alcune pagine tradotte dall'autobiografia di Emma Goldman Living my life (inedita in italiano).
Siamo certe/i che molte/i avranno qualcosa da ridire su alcuni degli interventi pubblicati: alcuni sembrano proprio scritti per provocare risposte e aprire un dibattito. Se la pigrizia non vincerà - come spesso accade - già sul prossimo numero di “A” altre pagine saranno aperte al dibattito, alla pubblicazione di lettere/interventi/precisazioni/polemiche/ecc., alle eventuali risposte delle interessate.”
Metà del numero è occupato da questo dossier “Anarchia e femminismo”. Dopo una presentazione del dossier stesso, ecco nove interviste, Claudia Vio si occupa del “prisma femminista”, la psicoterapeuta Marina Valcarenghi recensisce il volume “Disertate!” di Annie LeBrun. Chiudono il dossier quattro brevi estratti dalla bellissima autobiografia di Emma Goldman, che poco dopo inizierà ad essere pubblicata in traduzione italiana dalle edizioni La Salamandra (il quarto conclusivo volume apparirà poi per i tipi di Zero in Condotta). Significativi i 4 titoli scelti dalla redazione per i 4 estratti: “Troppo sesso disse Kropotkin”, “Profanando un tempio maschilista”, “Kollontaj la fredda” e “A colloquio con Lenin”.
La pagina di chiusura del dossier rilancia una citazione ormai classica di Goldman, ampiamente ripresa dal movimento femminista statunitense (e non solo): “non è proprio necessario che le donne tengano sempre la bocca chiusa e la vagina aperta”.
Gli altri temi affrontati su “A” 72 sono: la sentenza di Catanzaro al termine di uno dei numerosi processi per la strage di piazza Fontana 1969; una critica al marxismo-leninismo sul piano internazionale e anche italiano; un'analisi dello scontento diffuso nella società; una critica del clericalismo, firmata dall'intellettuale libertario torinese Piero Flecchia, che per anni collaborerà irregolarmente con la nostra rivista; alcune lettere (tra cui una dal carcere militare di Palermo), la recensione di un libro sull'abitare autogestito; uno scritto ironico di Roberto Ambrosoli sull'avanspettacolo elettorale; una sintetica storia del movimento anarchico in Messico scritta dalla Coordinadora Libertaria Latinoamericana di Parigi; uno scritto di Amedeo Bertolo (“Emile Henry e il senso della misura”) di grande interesse e, a nostro avviso, attualità, in merito all'uso della violenza indiscriminata. Si chiude con la segnalazione di una mostra su “Cent'anni di stampa anarchica” in corso alla libreria Utopia di Milano. Con una piccola nota finale in cui si ricordava che allora erano aperte altre due librerie Utopia, una a Venezia e una a Trieste.