rivista anarchica
anno 42 n. 376
dicembre 2012 - gennaio 2013


Trentasette
anni fa

 

a cura della redazione


“Numero speciale: Spagna 1976, le lotte anarcosindacaliste” è la scritta che campeggia nella copertina di “A” 44 (febbraio 1976). E dentro articoli sulle speranze di ripresa del movimento libertario nella terra che maggiormente ha visto realizzarsi, in un drammatico biennio (1936/37), alcune delle proposte di organizzazione sociale degli anarchici.
Non manca l'appello a sottoscrivere per la ripresa di Solidaridad obrera, lo storico quotidiano della Confederacion Nacional del Trabajo, il sindacato libertario che in quei mesi inizia a ritornare alla luce del sole dopo decenni di clandestinità e di esilio.
In questo numero si parla anche della crisi delle sinistre in Francia (ne scrive dettagliatamente Louis Mercer Vega - S. Parane), c'è un'intervista di Roberto Ambrosoli (R. Brosio) ad Angelo Pezzana sulle lotte degli omosessuali, e poi l'“anatomia di una lotta” alla Renault (tradotta dalla rivista Spartacus), una serrata critica del ruolo dell'ARCI firmata da Claudia Vio e un intervento polemico con il ruolo dei sindacati ufficiali, di Luciano Lanza (Emilio Cipriano) che in apertura del numero firma anche un attacco al governo Moro. Interessante, sul piano storico, una presa di posizione redazionale sulle Brigate Rosse, all'indomani del secondo arresto del loro leader Renato Curcio.



Con il numero 44 si chiude il quinto anno di vita della rivista e nel tradizionale Ai lettori, che ancora oggi apre ogni numero di “A”, la redazione traccia un sintetico bilancio dell'esperienza. Ci pare interessante riprodurne la parte centrale, ancora valida nei suoi intenti programmatici:
La linea prescelta (cioè un periodico che si ponesse a mezza strada tra il foglio di lotta e la rivista teorica) è stata accolta dai compagni, dai simpatizzanti e dai lettori più in generale in modo favorevole, come dimostra l'andamento delle vendite che si mantiene ad un buon livello (anche se non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda i pagamenti!).
Di questa simpatia e dell'interesse per la rivista abbiamo avuto una conferma concreta nella dodicesima assemblea di “A” tenutasi a Roma il 18 gennaio scorso. Gli interventi dei partecipanti (oltre un centinaio) hanno rilevato i pregi e le carenze della rivista e sono state nel contempo avanzate anche serie proposte operative che hanno ribadito la validità della formula adottata. Cioè di una pubblicazione che non è portavoce “ufficiale” di un'organizzazione anarchica specifica, che non è strumento di militanza in senso stretto, che non si limita nella scelta dei temi agli scioperi operai e alle agitazioni studentesche, ma che allarga la sua tematica a tutti i campi della lotta rivoluzionaria che per noi anarchici è non solo politica, ma economica, culturale, sessuale ecc.