rivista anarchica
anno 42 n. 370
aprile 2012


ai lettori

Musica & anArchia

Sui rapporti tra anarchia e musica si potrebbero scrivere libri e libri. E ascoltare dischi e CD. Tanti, tantissimi. C’è tutto un mondo di desideri, sogni, sonorità, proteste, cantine, denunce sociali. Musica e anarchia è una delle accoppiate più feconde.
Se ne ritrovano tracce anche sulla nostra rivista. Innanzitutto nelle due rubriche ormai “classiche” curate rispettivamente da Marco Pandin (Musica&idee) e Alessio Lega (...e compagnia cantante).
Sono passati quasi 30 anni da quando proponemmo a Marco di scrivere di musica su “A”, noi che ne leggevamo i suoi articoli spesso infarciti di punk, anarchia, libertà in Rockerilla. Dalla nostra collaborazione sono poi nate tante altre cose, dalla lista di “Musica per A” al primo lp (F/ear this!) in sostegno di “A” realizzato a livello internazionale sul finire degli anni ‘80, in un continuo contatto (e a volte in osmosi) con il vivacissimo mondo della musica delle cantine, del rock duro, delle piccole etichette autogestite.
Da qui anche il progetto mille papaveri rossi e poi duemila papaveri rossi e chissà che prima o poi non veda la luce anche il tremila papaveri rossi: non tanto cover delle canzoni di Fabrizio De André, quanto reinterpretazioni, approfondimenti, nuove versioni in altre lingue. E poi Lalli, Stefano Giaccone, i Franti in generale, la sua non-etichetta stella*nera, Roberto Bartoli e Paola Sabbatani e decine di altre proposte.
Alessio, il salentino Alessio, ci ha aperto dal canto suo in questi anni (e ormai sono tanti) gli occhi e le orecchie e il cervello sul mondo dei cantautori, della musica sociale e di protesta a livello globale. Interviste, segnalazioni, proposizioni di testi che spaziano in tutta Europa, dalla Russia alla Catalogna, dalla Repubblica Ceca a... Attualità e storia, e anche le sue amicizie, le sue canzoni, Carlo Giuliani, i Rom (cfr. anche su questo stesso numero), i dissidenti nei regimi comunisti e tanto altro ancora. Sta per uscire per Elèuthera un suo libro/dialogo/riflessione con Ascanio Celestini, ne pubblicheremo stralci su “A”. Musica, teatro, affabulazione: sono tante le vie “artistiche” per esprimersi e “lottare”.
Il dossier su Georges Brassens che uscirà nel prossimo numero è tutto dentro questo binomio anarchia/musica, e a sua volta nasce all’interno della nostra “storia” con Fabrizio De André, di cui Brassens è stato “il” maestro.
È tutta una storia che si lega, dalle cantine dove i gruppi rock e punk suonano (spesso non senza problemi di convivenza condominiale) fino all’isola di Wight e a Woodstock, dai più sfigati ai più famosi, dentro, fuori e contro la “musica ufficiale”, nei teatri e nelle piazze, nei cortei e al Club Tenco, da Pietro Gori a Giorgio Gaber, dalle mondine nelle risaie a Joan Baez che canta Sacco e Vanzetti. Musica e anarchia è anche questo.
E noi di “A” ci vogliamo stare dentro. Sempre di più e sempre.

la Redazione di “A”