rivista anarchica
anno 42 n. 368
febbraio 2012


Un'isola di resistenza culturale

testo e foto di Laura Rossi

Da 37 anni, il Premio Tenco rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la canzone d'autore, non solo in Italia. Nonostante il (quasi) sabotaggio di parte istituzionale, l’edizione 2011 ha detto e dato qualcosa di importante.

 

Mauro Pagani (a sinistra) mentre riceve il Premio Tenco 2011
all’operatore culturale. Al centro Antonio Silva, storico
presentatore del “Tenco”, legge la motivazione del premio:
Personaggio chiave della musica italiana degli ultimi
quattro decenni, a partire dalla militanza nella Premiata
Forneria Marconi, oltre ad una ottima carriera solista,
Mauro Pagani è polistrumentista, arrangiatore, produttore,
autore, direttore artistico. Innumerevoli le sue esperienze,
condotte sempre con mano inconfondibile. Ha collaborato
fra gli altri con Gianna Nannini, Ornella Vanoni, Massimo
Ranieri, Ligabue e in particolar modo con Fabrizio De André
per il quale è stato coautore e produttore di due album
fondamentali come “Creuza de mä” e “Le nuvole”

La mia prima volta al “Tenco” è stata nel ‘99. A portarmici era stata l'urgenza di colmare quel vuoto immenso lasciato dall'improvvisa scomparsa di Fabrizio De André.
Fu un’edizione straordinaria. Culminata nell’appassionata e travolgente esibizione di Mercedes Sosa: una delle voci femminili più potenti della canzone di impegno civile, che ha saputo cantare la dignità dell'America Latina e l'opposizione alla dittatura.
È stato subito amore a prima vista. Da allora non ho mai perso una rassegna.
Il “Tenco” per me è diventato un appuntamento irrinunciabile, un’occasione di festa e di incontri, un’isola in cui trovare riparo dalle brutture e dalle meschinità del mondo. Già, perché a Sanremo in quei giorni il tempo pare fermarsi, per lasciare spazio alla poesia, all’impegno, al sogno di un mondo migliore, di un’Umanità Nova.
Nel corso degli anni ho incontrato personaggi straordinari del mondo della canzone, della poesia, dell'arte e alcune tra le menti e le anime più belle del nostro tempo (Fernanda Pivano, Teresa Strada, Vincenzo Cerami, Carlìn Petrini, Don Gallo, Sergio Staino, Antonio Albanese, Moni Ovadia, Maurizio Maggiani). E ogni anno la stessa storia: grandi attese, grandi aspettative, il timore che la prossima edizione non sarebbe stata all'altezza delle precedenti...
Quest’anno il rischio è stato più concreto che mai. Eh si, perchè quest'anno la rassegna ha addirittura rischiato di saltare a causa della drastica riduzione di fondi ad opera del Comune di Sanremo. Per il secondo anno consecutivo, infatti, il Comune ha negato il necessario contributo a quella che è unanimemente considerata la manifestazione più importante nel panorama della cultura musicale italiana. Un fiore all'occhiello che meriterebbe di essere mostrato con orgoglio e che è invece gettato con disprezzo, lasciato morire a qualche angolo di strada (forse perchè i frequentatori del “Tenco” accorrono affamati di Cultura e non contribuiscono ad ingrossare le file di turisti affollando negozi, ristoranti e Casinò?).

Mauro Pagani

All'altezza delle aspettative

Jaromir Nohavica (Premio Tenco 2001).
A lui Alessio Lega (Targa Tenco 2004 per l'opera
prima con l'album "Resistenza e amore" e
nostro storico collaboratore) ha dedicato
la propria rubrica "... e compagnia cantante"
sullo scorso numero di "A"

Tant’è. Sta di fatto che questa volta le condizioni perché le aspettative sfociassero in una cocente delusione c’erano tutte: pochi fondi, una rassegna in bilico fino all'ultimo e costruita in tutta fretta in poche settimane. Proprio quest'anno che cadeva il centenario di Amilcare Rambaldi, storico fondatore e anima del Club Tenco.
E invece no. Sarà stato l'orgoglio di regalare ad Amilcare una rassegna degna di questo nome, o la volontà di lanciare un segnale di resistenza (in un momento storico in cui la cultura nel nostro Paese è considerata qualcosa di inutile e forse di pericoloso), ma anche quest'anno il risultato è stato all'altezza delle aspettative.
Pesanti purtroppo le assenze (a cominciare da Pepi Morgia e Piero Milesi), ma tante, davvero tantissime le sorprese: dalle presenze fuori cartellone (Armando Corsi, Mario Arcari, Max Manfredi, Greg Cohen, Vittorio de Scalzi, Petra Magoni, Alessio Lega) agli omaggi a Georges Brassens (Angelini, Patrucco, Piccola Bottega Baltazar) e all'Anarchia (Cesare Basile e Roberta Alloisio).
Un’edizione caratterizzata dalla presenza di artisti che non hanno ancora raggiunto il grande pubblico quanto meriterebbero (Cesare Basile, Paolo Benvegnù, Mariposa) e di giovanissimi mai invitati prima al “Tenco” (davvero notevoli le esibizioni di Cristiano Angelini - Targa Tenco miglior opera prima - dei Nobraino e dei Fabularasa).
Particolarmente emozionanti le esibizioni di Roberta Alloisio (Targa Tenco come miglior interprete), che con il suo nuovo album “Janua” (“porta” in genovese antico) ha popolato il Mediterraneo di una strepitosa galleria di fantastici personaggi femminili: donne serpente, sirene e venditrici di vento, e Patrizia Laquidara (Targa Tenco miglior album in dialetto), accompagnata dalle Canterine del Feo: cinque simpatiche signore vicentine tra i settanta e gli ottanta anni che con la loro gioia e la loro semplicità hanno letteralmente conquistato il pubblico dell'Ariston.
Tra i momenti più alti le interpretazioni di Vinicio Capossela (che con il “Marinai, profeti e balene” si è aggiudicato la Targa Tengo per il migior album) e Jaromir Nohavica.
Accompagnato dal contrabbassista Greg Cohen (storico collaboratore, tra gli altri, di Bill Frisell, Lou Reed, Randy Newman, Elvis Costello e Tom Waits), dal suo inseparabile suonatore di sega e dal coro degli Apocrifi, Vinicio, con la semplicità tipica dei grandi, ha saputo ricreare un’atmosfera magica sospesa tra mitologia e lirismo.
Jaromir Nohavica (Premio Tenco 2011) è un cantautore Ceco che parla il linguaggio dolce e essenziale della poesia. Le sue canzoni, vestite soltanto della melodia di un organetto e una chitarra (eppure così calde), cantano l'amore, l'antimilitarismo, la ribellione al potere.
Poi, accolto da un calorosissimo applauso pieno di riconoscenza e di affetto, è venuto il momento di Mauro Pagani, molto più che un amico per il “Tenco”. A un Pagani visibilmente commosso è stato assegnato il Premio all'operatore culturale (di cui finora sono stati insigniti personaggi del calibro di Nanni Ricordi, Dario Fo, Sergio Bardotti, Carlos Jobim, Cesaria Evora, Mercedes Sosa, Franco Lucà, Dulce Pontes, Fernanda Pivano).

Una certa dose di dolcezza

Anche quest’anno torno col mio carico di stimoli, di emozioni, di calore: saranno le mie provviste per l'inverno.
Una cosa soltanto non riesco proprio a mandare giù: che si lasci morire una delle poche manifestazioni che al clamore, al sensazionalismo, al becero consumismo da supermercato, ha sempre preferito (in nome della canzone d'autore) il rigore etico, la passione civile, l'impegno dei contenuti. Perché in questo benedetto Paese a pagare dev’essere sempre e soltanto la cultura?
Il viaggio di ritorno è un misto di struggimento e nostalgia. È un momento delicato quello del ritorno. Come la risalita dopo un'immersione prolungata o il risveglio da un bellissimo sogno. Sono operazioni che richiedono una certa dose di dolcezza.
Anche per questo, come ogni anno, la macchina è avvolta dalle canzoni che mi hanno emozionato di più. Quest'anno è toccato a Jaromir Nohavica. La sua voce calda canta una lingua lontana che arriva diritta al cuore.
Il mare ormai è lontano. La fitta nebbia della bassa padana mi restituisce un paesaggio assai più familiare. Prendo un bel respiro. Da domani si ricomincia...
Mai stati al “Tenco”? Peccato! Siete ancora in tempo a rimediare. Forse
.

Laura Rossi
Armando Corsi e Roberta Alloisio
(Targa Tenco 2011 come migliore interprete)

Che cos’è il Tenco

Il Club Tenco è stato fondato a Sanremo nel 1972, su iniziativa di Amilcare Rambaldi, per promuovere e sostenere la cosiddetta “canzone d’autore”, ossia la canzone di qualità. È intitolato a un grande cantautore italiano, morto suicida nel 1967. Nello Statuto del Club è detto tra l’altro: “Scopo del Club è quello di riunire tutti coloro che, raccogliendo il messaggio di Luigi Tenco, si propongono di valorizzare la canzone d’autore, ricercando anche nella musica leggera dignità artistica e poetico realismo”.
Il Club opera senza scopo di lucro, in assoluta e riconosciuta autonomia dall'industria musicale. Negli anni è divenuto il più prestigioso organismo del settore.
Numerosi sono dal 1972 i dischi e i libri pubblicati così come le rassegne organizzate in tutta Italia, la più nota delle quali è la “Rassegna della canzone d'autore”, festival di alta qualità artistica, culturale e tecnica, che dal 1974 si tiene annualmente al Teatro Ariston di Sanremo, una manifestazione unica in Europa e forse al mondo. Ad essa vengono invitati i più interessanti cantanti-autori italiani e stranieri.
Per informazioni e contatti: www.clubtenco.it info@clubtenco.it

I Premi Tenco anno per anno

Ogni anno, il Club assegna il "Premio Tenco" a cantautori ed artisti di livello internazionale che si siano particolarmente distinti nel corso della loro carriera.
I Premi Tenco sono attribuiti dal comitato esecutivo del Club, a differenza delle Targhe Tenco (miglior album, miglior interprete, migliore opera prima, miglior album in dialetto) che vengono assegnate dalla più ampia e rappresentativa giuria di giornalisti musicali esistente in Italia.
Di seguito, l'elenco dei Premi Tenco al cantautore a partire dalla prima rassegna.

1974 Leo Ferré, Sergio Endrigo, Giorgio Gaber, Domenico Modugno, Gino Paoli
1975 Vinicius de Moraes, Fausto Amodei, Umberto Bindi, Fabrizio De André, Francesco Guccini, Enzo Jannacci
1976 Georges Brassens
1977 Jaques Brel
1978 Leonard Cohen
1979 Lluìs Llach
1980 Atahualpa Yupanqui
1981 Chico Buarque
1982 Arsen Dedìc
1983 Alan Stivell, Paolo Conte, Giovanna Marini, Roberto Vecchioni
1984 Colette Magny
1985 Silvio Rodrìguez
1986 Tom Waits, Joan Manuel Serrat
1988 Joni Mitchell
1989 Randy Newman
1990 Caetano Veloso
1991 Charles Trenet
1993 Vladimir Vysotskij
1994 Pablo Milanés
1995 Sérgio Godinho
1996 Renato Carosone
1997 Jackson Browne
1998 Elvis Costello
1999 Bruce Cockburn, Zulfu Livaneli
2000 Nick Cave, Rickie Lee Jones
2001 Laurie Anderson, Luis Eduardo Aute
2002 Donovan, Gilberto Gil
2003 Eric Andersen, Patti Smith
2004 Peter Hammill
2005 John Cale
2006 Willy De Ville, Bruno Lauzi
2007 Jaques Higelin
2008 Milton Nascimento
2009 Franco Battiato, Angelique Kidjo
2010 Paul Brady
2011 Luciano Ligabue, Jaromir Nohavica

 

A sin: Patrizia Laquidara (Targa Tenco 2011 per il miglior
album in dialetto) e le Canterine del Feo (foto di Roberto Molteni)

Lontano lontano

Luigi Tenco è stato uno dei maggiori cantautori italiani.
Nato a Cassine il 21 marzo 1938, durante l'infanzia si trasferisce con la famiglia a Genova, dove stringe amicizia, tra gli altri, con Gino Paoli, Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Sergio Endrigo, i fratelli Reverberi. Suona dapprima il clarinetto poi il sax, collaborando in parecchi gruppi musicali: il repertorio è prevalentemente composto da musica jazz (Jelly Roll Morton, Chet Baker, Gerry Mulligan, Paul Desmond, Nat King Cole e Kid Ory).
Nel 1959, insieme all’amico Piero Ciampi, si trasferisce a Milano, dove ottiene i primi contratti con la Ricordi.
Nel 1961 esce il suo primo 45 giri intitolato “I miei giorni perduti”, ma è “Quando”, ripresa con miglior esito commerciale da Peppino di Capri, a fare di Tenco un autore di quasi successo.
La sua vena più tipica, di ispirazione intimista, parla il linguaggio di un romanticismo asciutto, di amara intensità (Mi sono innamorato di te, Angela, Se stasera sono qui, Un giorno dopo l'altro, Io si, Lontano lontano, Vedrai vedrai). Contemporaneamente anticipa la canzone antimilitarista e di protesta (Cara Maestra, Vorrei essere là, E se ci diranno, La ballata della moda).
Nel 1967, con la canzone “Ciao amore ciao”, si presenta al Festival di Sanremo. Il brano di Tenco non viene apprezzato dal pubblico e non è ammesso alla serata finale, classificandosi al dodicesimo posto nel voto popolare. Rinchiusosi nella sua camera in una dependance dell'Hotel Savoy, Tenco si uccide con un colpo di pistola alla tempia. Quella stessa notte Fabrizio De André compone la bellissima “Preghiera in gennaio”, dedicata all'amico Luigi.

Il ruolo del Club Tenco oggi

L’opinione di Enrico de Angelis, responsabile artistico e anima del Club Tenco

Come tutti sanno, la cultura è stata negli ultimi anni il capro espiatorio delle difficoltà economiche, la prima cosa che viene tagliata, come fosse un comparto a se stante che si può indifferentemente mantenere o eliminare in blocco, e non invece una risorsa trasversale che può far ricadere benefici effetti su tutti i comparti.
Come molti sanno, il Premio Tenco è una delle sofferte vittime di questi tagli: addirittura il 60% dei finanziamenti storici. È lecito chiedersi perché. Oltre al fatto che sono appunto gli eventi culturali ad essere considerati come nulla e che la qualità interessa molto meno della risonanza mediatica, tanto più nel mondo della musica, dove le attrattive nazional-popolari contano più dei valori, e in particolare della canzone, della quale evidentemente ancora non si coglie la portata estetica e culturale, oltre a questo, dicevo, c’è da aggiungere un’altra cosa, che ha che fare con lo spirito libertario della vostra rivista e del vostro movimento.
C’è qualcosa di più, in noi, che irrita le istituzioni e tende ad allontanarle: ed è la nostra indipendenza. Noi siamo sempre stati famosi, in positivo e in negativo (ovvero, in questo caso, etichettati come snob), per l’autonomia delle nostre scelte. Non abbiamo mai accettato imposizioni e condizionamenti da esterni, siano essi enti finanziatori, interlocutori ufficiali, impresari della musica, discografici, manager, promoter e via dicendo. Anche gli errori sono solo nostri. Mentre è ovviamente legittimo che chiunque possa segnalarci, suggerirci, raccomandarci proposte artistiche (anzi, sempre graditissime), nessuno però ci prova nemmeno più a farci inopportune pressioni ulteriori o azzardare condizionamenti, perché per la nostra “fama” tutti sanno già che non avranno fortuna.
È questo che disturba.
Come si può tollerare che un gruppetto di matti, che fanno questo per passione e non per mestiere, nel tempo libero e senza alcun risarcimento economico, mettano su, da soli, un ambaradan come questo, tre giorni con i più importanti cantautori italiani e stranieri, in uno dei più famosi teatri italiani? Più ancora che tollerarlo, forse nemmeno lo possono capire.
Come può la Rai (fino a ieri finanziatrice indiretta del “Tenco”), o almeno come possono alcune reti e alcuni funzionari continuare a sopportare di venire a riprendere una manifestazione che non si assoggetta alle regole televisive (presentatori, scenografie, luci, pause, applausi e artifizi vari) ma che secondo noi deve essere documentata semplicemente così com’è, ovvero come evento teatrale vivo e reale?
Ecco cos’è: non sono mica le canzonette a sovvertire il potere, è la libertà.

Enrico de Angelis

Enrico de Angelis è giornalista dal 1969 e come tale si è occupato soprattutto di due filoni: il primo è stato l'approfondimento di temi legati ai soggetti deboli ed emarginati della società, per il quale ha ricevuto diversi premi; il secondo è quello dello spettacolo e della cultura, con speciale riguardo alla musica.
Critico musicale, storico della canzone italiana, ha scritto o curato numerosi libri e collane in materia di canzone d'autore, espressione coniata per la prima volta da lui stesso. In particolare ha firmato la raccolta integrale del canzoniere di Jacques Brel, diverse opere su Luigi Tenco e su Piero Ciampi, una biografia incrociata di Ornella Vanoni e Gino Paoli, due volumi su Paolo Conte, altri su Virgilio Savona e il Quartetto Cetra, su Sergio Bardotti, sulla storia del Club Tenco di Sanremo e sui convegni da questo organizzati come quelli sulla letteratura messa in musica o sulla traduzione nella canzone; pubblicazioni spesso corredate da cd e dvd.
Nel 2009 ha raccolto un’antologia dei suoi scritti musicali in un volume di oltre 500 pagine, “Musica sulla carta”.
All'interno del Club Tenco opera dall'anno di fondazione, il 1972, e ne è tuttora il responsabile artistico. Presta direzione o consulenza artistica per numerose manifestazioni italiane, sempre nel campo della canzone d’autore. Ha lavorato a una serie innumerevole di concerti, rassegne, corsi, conferenze, incontri pubblici, programmi radiofonici, dischi e pubblicazioni varie.