rivista anarchica
anno 41 n. 363
giugno 2011


editoria

La dimensione artigianale
di Guido Lagomarsino

Che cosa bolle in pentola nel variegato mondo dell’editoria, alla luce di quel che si è visto alla recente Fiera del libro per ragazzi, a Bologna.

La fiera del libro per ragazzi di Bologna è, dopo la fiera di Francoforte, la più importante occasione di incontro con editori di tutto il mondo. Certo, è limitata alle case editrici che pubblicano i libri per bambini e ragazzi ma si tratta di un settore che occupa uno spazio importante nell’universo editoriale. Sempre più importante, direi, dall’impressione di vitalità, di impegno, di sforzo creativo che mi ha lasciato l’edizione di quest’anno.
Gli ultimi due anni sono stati un periodo difficile per l’editoria libraria, per una serie di fattori concomitanti. La crisi globale che ha compresso in generale i consumi, ha inevitabilmente influito sul mercato del libro: le famiglie, dovendo fare i conti per arrivare alla fine del mese, hanno spesso ridotto una voce considerata in parte “superflua” se non “voluttuaria”. A questo fatto se è aggiunta la crisi della struttura distributiva basata su librerie indipendenti, travolta dalla politica aggressiva delle grandi catene di bookstore. Infine il libro ha dovuto fare i conti con la pervasività dell’elettronica, basti pensare a quanti, che un tempo dedicavano un paio di ore al giorno alla lettura, oggi impiegano questo lasso di tempo alla navigazione su Internet, ai social network e così via.
L’effetto pratico per gli editori è stato un calo netto degli ordinativi che si è riflesso in una riduzione talora drastica delle tirature e del numero di titoli in uscita ogni anno. Il tutto mentre incombe l’arrivo sul mercato di un nuovo concorrente della carta stampata, l’e-book. Se questo è il quadro generale della situazione (non solo in Italia), va detto che l’editoria rivolta ai più giovani lettori lo patisce meno. Questo non solo per alcuni aspetti strutturali: le famiglie, pur limitando le spese per i libri, sanno quanto sia importante mettere in mano ai figli qualche testo accattivante, che li incoraggi alla lettura e li distolga per un po’ dallo schermo del computer o da quello della televisione. C’è è però un altro elemento che va preso in considerazione e che alla fiera di Bologna appariva evidente. Le case editrici, soprattutto quelle di piccole dimensioni, hanno saputo reagire meglio alla crisi, con una politica basata su una riduzione dei titoli e delle tirature e su scelte di qualità e fantasia. Una volta di più si è dimostrato che la vera dimensione dell’attività editoriale è quella artigianale: piccole aziende spesso familiari, ma capaci di mettersi in rete (e non in concorrenza tra loro), capaci di scegliere i migliori autori e i migliori illustratori, per offrire ai piccoli lettori qualche piccolo tesoro che sappia stimolarli nell’immaginazione.
Non è un caso che il premio Bologna Ragazzi, nella sezione “New Horizons” – rivolto agli editori di Asia, Africa e America Latina, sia andato a un libro pubblicato dall’editore messicano Petra (www.petraediciones.com), ma opera di una delle più brave illustratrici italiane, Chiara Carrer. E, nei due anni precedenti lo stesso premio era stato assegnato a due libri serigrafati a mano di una piccola cooperativa editrice di Chennai, Tara Books (www.tarabooks.com), ormai nota in tutto il mondo per i suoi preziosi album. Ma anche in Italia ci si muove in questa direzione. Collaborano, si scambiano suggerimenti e autori, si uniscono in battaglie comuni editori come la romana Orecchio acerbo (www.orecchioacerbo.com) o la giovanissima casa editrice toscana Prìncipi e Princípi (www.principieprincipi.com) che puntano anche loro su un lavoro di selezione delle immagini, la cooperativa Sinnos (www.sinnoseditrice.com) che lavora sulla multiculturalità e le tematiche sociali, le edizioni Lapis, con collane di narrativa originali, la milanese Il Castoro (www.castoro-on-line.it), che accanto alle tradizionali collane di cinema ha saputo sviluppare un ricco catalogo per ragazzi. E l’elenco potrebbe continuare. L’ultima mobilitazione comune ha visto gli editori per ragazzi italiani uniti in un manifesto che esprime la necessità di un impegno per la promozione alla lettura tra le giovani generazioni.
Così, mentre i grandi gruppi editoriali inzeppano gli scaffali dei bookstore con le ennesime storie di vampiri e di maghetti, alla ricerca disperata di nuovi bestseller, l’impegno delle case editrici citate è rivolto sempre più alla promozione della lettura anche attraverso le biblioteche, come attesta l’iniziativa lanciata sempre alla fiera di Bologna, “I libri portiamoli a scuola”.

Guido Lagomarsino

Dal manifesto degli editori per ragazzi:

  • Pensiamo che in Italia ci sia bisogno di promozione della lettura. Che la lettura esista, ma vada promossa, incoraggiata, sostenuta, diffusa. Che vada portata dove non c’è e vada resa visibile dove c’è.
  • Pensiamo che la promozione della lettura debba partire dai ragazzi e dalle ragazze, dai bambini e dalle bambine, perché un lettore, una lettrice si costruisce dall’inizio della sua storia. Pensiamo che purtroppo questo avvenga ancora solo molto timidamente: come si dice, a macchia di leopardo. Vorremmo più continuità per le iniziative esistenti, sia da un anno all’altro che da una città, da un paese, un quartiere all’altro. Che ci siano investimenti anche pubblici sull’alfabetizzazione e la promozione della lettura, una ricchezza che è nazionale.
  • Pensiamo che i libri per ragazzi da noi godano di pochi spazi, rispetto agli altri paesi europei. Che i giornali, i quotidiani, le radio, le riviste, i settimanali dovrebbero dedicare più spazio alle recensioni di libri per ragazzi. E vediamo che invece questi spazi si vanno assottigliando di anno in anno.
  • Pensiamo che in particolare la televisione pubblica dovrebbe dare maggiore visibilità ai libri in Italia. Non abbiamo nessuna trasmissione dedicata alla lettura tout court, come avviene invece in tutti i paesi occidentali. E la stessa televisione per ragazzi è sempre più a rischio, e si va trasformando in un’offerta a senso unico di cartoni animati: belli o meno belli, trascurando le molte dimensioni esistenti della cultura, dell’intrattenimento e dell’arte per ragazzi.
  • Pensiamo che la promozione della lettura dovrebbe godere di maggiore visibilità all’interno della scuola; e invece vediamo che i programmi ministeriali tendono a porla sempre più tra parentesi, che il calo generalizzato delle risorse nella scuola pubblica mette a rischio iniziative consolidate o spontanee, che le biblioteche scolastiche (e i loro bibliotecari) non sono ancora legittimamente riconosciute nella loro importanza, che la letteratura giovanile conta sempre meno nella formazione dei futuri insegnanti.
  • Pensiamo che le biblioteche pubbliche andrebbero rinforzate: cioè finanziate senza esitazioni, e sostenute anche dal punto di vista legale, quando invece vediamo che la loro indipendenza è a rischio, esposta sia a iniziative inutili come la censura preventiva di autori, o la richiesta (per fortuna rientrata) di limitare i prestiti in accordo alla normativa europea.
  • Pensiamo che le librerie per ragazzi, le libraie e i librai per ragazzi offrano un patrimonio insostituibile di competenza, umanità e professionalità, e che il mercato del libro non possa essere basato solo su logiche di sconto.
  • Pensiamo che la nuova frontiera dell’editoria elettronica sia un’importante occasione per tutti: ma vediamo anche che una vera politica di alfabetizzazione informatica e di miglioramento tecnologico è ancora lontana. E pensiamo che la tassazione al 20% degli e-book sia uno sproposito inutile, che allontana questa occasione.
  • Pensiamo che la promozione della lettura debba partire anche dal basso, e debba accadere ogni giorno in tanti posti.

 

Dall’appello “I libri portiamoli a scuola”:

Oltre 60 librerie indipendenti su tutto il territorio nazionale si stanno gemellando con le scuole per sostenere e consolidare le biblioteche di istituto Più di 600 libri di tanti editori diversi sono stati già acquistati e spediti alle scuole

convinti che la scuola sia uno dei luoghi privilegiati per i libri e per la lettura;
convinti che libri e lettura siano fondamentali per la crescita della persona, per la costruzione di individui preparati, consapevoli e responsabili;
consapevoli della grave mancanza di biblioteche scolastiche e di spazi adeguati per promuovere libri e lettura nelle scuole italiane;

Vi chiediamo di partecipare attivamente venendo in piazza il 4 maggio per acquistare un libro per una delle scuole selezionate

– aderendo all’iniziativa scrivendo a libri@sinnoseditrice.org o a ilibrispediamoliascuola@gmail.com
– promuovendo attraverso il vostro sito e tutti i vostri canali la campagna
– recandovi nella libreria più vicina che ha aderito alla campagna e acquistando uno del libri delle liste.

Della Passarelli per la Sinnos Editrice, insieme a Paolo Masini, Consigliere di Roma Capitale, Francesca Archinto, Babalilbri, Anna Parola, Libreria dei Ragazzi di Torino. Loredana Perego, responsabile rete bibliotecaria scuole vicentine , Carla Ida Salviati, Direttrice delle Riviste Giunti Scuola, Silvana Sola, Giannino Stoppani Cooperativa Culturale – Bologna, Giovanni Solimine, Università di Roma La Sapienza – Coordinatore Forum del Libro, Deborah Soria, libreria itinerante Ottimomassimo.
Hanno aderito fra gli altri alla campagna I Libri? Spediamoli a scuola! 62 librerie indipendenti di tutto il territorio nazionale.