rivista anarchica
anno 40 n. 355
estate 2010


Trentasette
anni fa


 

a cura della redazione

 

 

La copertina e un lungo saggio di Rossella Di Leo sul potere militare in Italia caratterizzano il n. 24 (ottobre 1973). “Burocrazia in kaki” è il titolo del saggio, sottotitolo “Funzione, struttura, ideologia, potere dell’apparato militare italiano”. In effetti ad un aspetto molto concreto del potere militare, cioè al golpe militare di Pinochet in Cile, del 9 settembre 1873, sono dedicate le prime tre pagine della rivista. L’articolo su quelle drammatiche vicende (“La via cilena al golpe”) è di Santiago Parane, uno degli pseudonimi utilizzati da Luis Mercier Vega, anarchico cileno autore – tra l’altro – di un bellissimo libro sulla storia e le idee anarchiche dal titolo L’increvable anarchisme. Mercier Vega inizia con questo scritto la sua collaborazione saltuaria, ma sempre interessante, con “A”, interrotta dalla nascita nel 1976 della rivista trimestrale anarchica quadrilingue Interrogations (nella cui redazione troveremo anche redattori, collaboratori ed ex-redattori di “A”) e poi dal suo suicidio l’anno successivo (1977).
L’uscita in Inghilterra del libro Franco’s prisoner (“Prigioniero di Franco”), scritto dall’anarchico spagnolo Miguel Garcia Garcia, è l’occasione per tracciare la biografia di questo militante da poco reduce da un ventennio nelle galere del cattolicissimo dittatore spagnolo. Più in generale, da un osservatorio del tutto particolare quale è l’universo carcerario, è l’occasione per fare il punto della realtà iberica nel momento in cui il regime fascista al potere da quasi un quarantennio mostra i primi segnali di crisi e di cedimento.
Alla storia dell’anarchismo sono dedicati due scritti rispettivamente di Giampietro “Nico” Berti (Mirko Roberti) e di Paolo Finzi (Camillo Levi). Il primo analizza un numero della rivista Storia Illustrata dedicato all’anarchia, con il simpatico sottotitolo “Utopie, rivolte e attentati da Bakunin ad oggi” che da solo la dice lunga sulla volontà di scostarsi dai soliti stereotipi. Finzi affronta una pagina specifica della storia anarchica, e precisamente le reazioni inizialmente in campo anarchico russo ed ucraino, successivamente a livello internazionale, alla sconfitta dell’anarchismo organizzato ad opera del vincente regime bolscevico di Lenin, Trotzky e successivamente Stalin. Alcuni noti esponenti anarchici (tra cui il leggendario Nestor Machno e lo storico-militante Piotr Arscinov) elaborarono un documento di dura critica alla sostanziale disorganizzazione nelle file libertarie e proponevano la costituzione di un movimento saldamente organizzato, con modalità fino ad allora estranee alla pratica libertaria (quali la responsabilità collettiva, l’adeguamento della minoranza alle decisioni della maggioranza, ecc.). Tale documento, noto come “la piattaforma di Arscinov”, venne riscoperto in quei primi anni ‘70 da un certo numero di gruppi anarchici e divenne oggetto di un vivace dibattito che portò anche a polemiche roventi e fratture organizzative.
Due ultime segnalazioni. Due approfondite recensioni, ancora di Nico Berti (allora la rivista era scritta in buona parte da sei e sette persone), di due libri dedicati alla pedagogia libertaria. E una ricostruzione delle esperienze comunitarie, sul finire dell’Ottocento, di Cittadella (nel Cremonese) e della Cecilia (in Brasile), promosse dall’anarchico pisano Giovanni Rossi. Ne riferisce Fausta Bizzozzero (Franca Bizzoni), sottolineando il carattere precursorio di quelle esperienze, alla luce soprattutto del vasto movimento di comuni e di esperimenti di vita alternativa sviluppatosi in tante località a partire dall fine degli anni ‘60 e in pieno sviluppo in quei primi anni di “A”.