rivista anarchica
anno 40 n. 353
maggio 2010


dossier vegan

Vallevegan
una A-fattoria che non fa

di Piero Liberati

Vallevegan è una A-fattoria, una fattoria cioè che “non fa”, che non produce. Non si produce nulla dagli animali che vengono ospitati qui, che, al contrario della norma, vengono ora liberati dalla schiavitù che l’uomo ha imposto loro e, soprattutto, non si produce per questo sistema. Vallevegan è infatti in forte “decrescita”, puntando all’essenziale autoproducendo e scambiando, raccogliendo e divulgando, liberando e non consumando ma senza dimenticare di fare rete con realtà simili o individualità nuove. È un posto aperto anche agli umani, oltre agli altri animali, che coltivano le stesse idee e pratiche di chi ci vive ogni giorno.
Vallevegan è un punto di partenza per molte attività esterne, come attivismo militante con: conferenze divulgative, campi anticaccia con la Lega Abolizione Caccia e Komitee, eventi benefit (VeganSoul e altri), manifestazioni di protesta o supporto, Romantispecismo e campagna AIP (Attacca l’Industria della Pelliccia), adozioni e ospitalità, lotta antispecista per la liberazione animale umana e non, Progetto Atlantide per lo scambio del surplus, Mappa Vegana Italiana, fanzine e materiale cartaceo.
Il casale ed i terreni si trovano a est di Roma, a Rocca Santo Stefano e per ogni informazione si può consultare il sito web www.vallevegan.org. Sempre sul web, per la pratica e la teoria antispecista, Vallevegan si appoggia al portale www.antispecismo.net che coordina vari gruppi regionali, come Animali della Tosca, della Camuna e dell’Aurora. In Italia si sta creando una rete di rifugi/comuni vegane con finalità molto simili, in cui ci si dà supporto e scambio, tra le quali VillaVegan Occupata a Milano, Las Vegans House sui colli Bolognesi, Ippoasi a Marina di Pisa, Vita da Cani (con vari rifugi in Lombardia) e altre in costruzione un po' ovunque.

Piero Liberati