rivista anarchica
anno 31 n. 275
ottobre 2001



a cura di Marco Pandin (marcpan@tin.it)

 

Mumia libero!

Pensata e realizzata in Europa tra Bristol UK ed i Paesi Baschi, questa raccolta 2 cd/libretto a sostegno di Mumia Abu-Jamal, condannato a morte nel 1982 e tuttora in attesa di esecuzione nel braccio della morte di Huntington USA, si presenta con un sottotitolo terribilmente azzeccato: "No ocean separating our desire for justice", nessun oceano a separare il nostro desiderio di giustizia.
L'Atlantico tiene lontane solo geograficamente le due diverse sponde: musica e idee assieme, strettamente, a ridisegnare geografie e distanze cancellandone il peso, ancora una volta assieme quindi per smuovere le coscienze e la memoria attorno a un emblematico caso di "ordinaria ingiustizia".
Giornalista di talento (è stato presidente dei Black Journalists di Philadelphia nonché scrittore pluripremiato), attivista politico ed ex-membro del Black Panther Party, Mumia Abu-Jamal è stato condannato a morte per l'assassinio di un poliziotto dopo un processo-farsa irto di prove a carico artefatte (rivelatesi una montatura: è emerso in seguito che il poliziotto ucciso possa essere stato addirittura vittima di un collega) e testimonianze addomesticate, puntualmente ritrattate a processo concluso e sentenza pronunciata.
Il caso di Mumia si trascina da vent'anni tra depistaggi della polizia e dei servizi segreti (che hanno tutto l'interesse a far tacere la voce di un irriducibile giornalista di barricata), sospensioni dell'esecuzione ed appelli internazionali per l'annullamento del processo.
Mumia è stato adottato da Amnesty International, e viene seguito con passione e tenacia da numerose associazioni ed organizzazioni negli Stati Uniti ed in Europa, non ultimi alcuni gruppi rock/reggae/rap che hanno utilizzato la propria amplificazione per alzare la voce e le proprie canzoni per diffondere controinformazione attorno alla sua storia.
Questa raccolta è stata pubblicata di recente e segue un'iniziativa simile di qualche tempo fa ("Mumia 911", che aveva visto coinvolti nella realizzazione il nemico pubblico Chuck D e Zach De La Rocha, allora cantante dei Rage Against The Machine) e si affianca alla grande quantità di materiali elettronici (siti web e cd-rom), scritti, video e sonori (interviste in carcere, letture etc.) attualmente disponibili nel circuito antagonista, ultimo in ordine di tempo il cd "175 Progress Drive" edito dall'americana AK Press.
Tra i tantissimi partecipanti a Free Mumia Abu-Jamal, più o meno conosciuti dalle nostre parti, cito velocemente i Primal Scream con il compianto Augustus Pablo, il poeta Benjamin Zephaniah (da più di vent'anni compagno di strada degli anarchici inglesi), il collettivo Asian Dub Foundation, Roni Size e i Chumbawamba/Alabama 3: i generi espressivi sono ovviamente distanti (anche se altrettanto ovviamente qui si spinge volentieri l'acceleratore su territori rap/reggae/dub) ma comuni - e non è una banalità - sono la solidarietà e l'impegno.
Il libretto non contiene nè testi di canzoni nè pubblicità di dischi ma solamente ritagli, citazioni, informazioni e numerosi indirizzi per contatti in Europa e negli USA, il tutto in tre lingue (inglese, euskara e spagnolo). Purtroppo grande parte dei links riportati nel libretto non sono attualmente attivi o si sono trasferiti altrove.
La realizzazione è a cura dell'etichetta indipendente basca Esan Ozenki, che per diffondere questo 2cd si è affidata (anche) alla distribuzione commerciale: il prezzo richiesto è mediamente attorno alle 30mila lire, ma temo onestamente che se vi rivolgerete ad un negozio per acquistare questa raccolta il vostro contributo non andrà a finire nelle tasche giuste.
Piuttosto, datevi da fare nel giro dei nostri centri sociali, o rivolgetevi direttamente a Esan Ozenki Records, Eguzkitza Karrika 13 20.304 Irun EH, tel. 0034 943 633137, fax 0034 943 633130, website: http://www.esan-ozeski.com (il server è lentissimo -armatevi di pazienza-, fortunatamente i testi del sito sono anche in inglese, spagnolo e francese), e-mail: info@esan-ozeski.com.
Per informazioni sul caso Abu-Jamal ed approfondimenti vari collegatevi in rete all'indirizzo http://www.mumia.org, oppure all'indirizzo http://www.amnesty-usa.org, quest'ultimo gestito da Amnesty International e - purtroppo - sempre ricco di notizie spiacevoli.
AK Press è una delle case editrici indipendenti/alternative americane che hanno stampato e diffuso materiali di/su Mumia Abu-Jamal: tra le molte cose, è interessante il cd "All things censored" coprodotto con Alternative Tentacles. Date un'occhiata al loro website all'indirizzo http://www.akpress.org, dove è disponibile un gigantesco catalogo di libri, cd, t-shirts, badge ed adesivi. In Italia disgraziatamente i loro libri e cd non sono regolarmente importati, ma alcuni titoli si possono trovare occasionalmente - e con un po' di fortuna - presso le librerie Feltrinelli International.
Breve nota in coda. Nel libretto allegato al 2cd non vengono "misteriosamente" riportati come "Mumia Support Group" per l'Italia il website Isole nella Rete (all'indirizzo http://www.ecn.org) né l'associazione Malcolm X (che ha curato e cura tuttora iniziative di mobilitazione anche per Silvia Baraldini e Leonard Peltier), contattabile all'indirizzo http://www.mclink.it/assoc/malcolm/prison/mumia.

Marco Pandin